• CRISI DI MAGGIORANZA

    Mario Draghi tiene in pugno i partiti con l'arma del Pnrr

    Draghi perde la pazienza per le continue ambiguità, liti e scissioni fra i partiti che compongono la sua maggioranza di governo. Così il 31 maggio verrà posta la fiducia in aula sul Ddl Concorrenza. Se dovesse mancare, il governo andrà a casa e si tornerà alle urne. Il governo serve a ottenere il Pnrr, senza quello non ha senso.

    • MEDIA USA

    Che fine faranno le armi fornite all'Ucraina

    Il Washington Post, con ben tre mesi di ritardo, si fa una domanda che noi, su queste colonne, ci ponevamo fin da subito: che fine faranno le armi fornite all'Ucraina? I precedenti, in Mali, in Siria e in Afghanistan, non sono incoraggianti. Armi fornite agli alleati di allora sono finite nelle mani dei nemici dell'Occidente. Il rischio è grande.

    • GUERRA UCRAINA

    Sugli aiuti militari all'Ucraina Draghi decide da solo

    Tutti i sondaggi sono concordi nel registrare l’incremento del numero di italiani che si dicono contrari all’invio di armi in Ucraina. Il governo italiano, però, tira dritto senza tentennamenti e oggi il premier riferirà in Parlamento. Deputati e senatori sono ormai ridotti a spettatori di una politica estera che sembra avere un copione già scritto.

    • DRAGHI E BIDEN

    Armi all'Ucraina: così l'Italia si esclude dal ruolo di mediatore

    La visita di Mario Draghi a Washington non cambia la sostanza del ruolo italiano. Anche l'Italia continuerà a mandare armi all'Ucraina. Si tratta di armamenti obsoleti che non faranno la differenza sul campo di battaglia. In compenso, il loro invio ci preclude il ruolo di mediatore fra Russia e Nato, cioè quel che facevamo da 20 anni.

    • L'ANALISI

    Draghi torna dagli Usa più atlantista. Ma a chi giova?

    Draghi torna a casa con un vincolo rinsaldato, non solo sulla gestione del conflitto russo-ucraino ma anche sulle altre questioni sul tappeto. Ma non essendo l’Europa minimamente compatta, ben difficilmente l’imprimatur statunitense potrà consentire a Draghi di ottenere quell’investitura alla quale forse ambisce dopo la sua esperienza a Palazzo Chigi.

    • MEDIA E POTERE

    Un editto bulgaro di Draghi contro la Berlinguer

    Nell’aprile 2002, sotto il governo Berlusconi, venne coniata l’espressione “editto bulgaro”, per indicare i suoi tentativi di epurazione. Non fecero altrettanto scandalo le epurazioni di Renzi. Oggi Draghi torna a questi metodi, se è vero che verrà chiusa la trasmissione Cartabianca, di Bianca Berlinguer, accusata di ospitare troppi filo-russi. 

    • MEDIA E POTERE

    Retorica da regime, il vero virus che infesta il Paese

    Quante volte è cambiato il messaggio martellante dei media, senza che noi ce ne accorgessimo? La pandemia avrebbe dovuto creare una nuova normalità, poi col Pnrr è nuovo boom. Nel 2011 lo spread ha fatto cadere Berlusconi, oggi è alto ma Draghi è in sella. L'inflazione e il debito? Non sono più un problema. È retorica da regime.

    • COVID

    Mascherina, regole vecchie e nuove contraddizioni

    Non si capisce perché la mascherina sia ancora obbligatoria nei luoghi di lavoro privati. Mentre nell'amministrazione pubblica è solo raccomandata. Sul luogo di lavoro vige ancora il protocollo approvato dalle parti sociali un anno fa, quando la pandemia era ancora ben altra cosa. Il confronto con gli altri Paesi è impietoso. Non ci liberiamo più.

    • 200 EURO. E POI?

    Anche Draghi si converte alle mancette di Stato

    Anche il governo Draghi cade nella trappola dell’erogazione di sussidi a pioggia, sganciati da qualsiasi ponderazione degli effetti pro e contro, nel breve e nel lungo periodo, con una attitudine a tappare i buchi senza incidere sulle ragioni delle perdite. Il caso 200 euro. 

    • COVID E POTERE

    Mascherine, quegli obblighi infiniti che isolano l’Italia

    Solo in Italia, fatta esclusione per la Cina, continueranno fino all'estate inoltrata le misure anti-Covid. Viene meno il Green Pass, ma resta l'obbligo della mascherina per moltissime circostanze, fino alla metà di giugno. Le contraddizioni non si contano: mascherina al cinema, ma non in discoteca, per esempio. Proteste delle categorie colpite.

    • GOVERNO

    La maggioranza traballa: troppi fronti aperti

    Non è solo il tema giustizia a infiammare il dibattito nella maggioranza. Sul versante economico l’escalation sul fronte bellico turba i sonni degli italiani, che vedono affacciarsi altre limitazioni, non ultima quella di bloccare a 25 gradi la temperatura dei condizionatori, al fine di poter risparmiare sul gas. Come reagiranno gli elettori delle forze di governo a queste misure?

    • DECRESCITA INFELICE

    Le imprese falliscono e noi puntiamo sul posto statale

    Il Governo Draghi, anziché mettere un tetto ai rincari di luce e gas o varare politiche urgenti per frenare l’urto devastante che un’inflazione all’8% produrrà sui bilanci di famiglie e imprese, punta a potenziare le pubbliche amministrazioni.