Salim: un mix di rabbia, odio e mancata integrazione
Poche certezze e tante domande che attendono risposta nella vicenda personale dell'autore della tentata strage di Modena. Di certo ci sono la rabbia per la sua situazione e il concepirsi straniero pur avendo la cittadinanza italiana dall'età di 14 anni. Qualche dubbio anche sugli asseriti problemi psichici.
Una lunga serie di attentati jihadisti con auto e camion sulla folla
A Modena si è replicato un copione visto tante volte sin dai primi anni 2000. Attentati con mezzi semplici: un'auto lanciata sulla folla. I gruppi jihadisti lo hanno praticato e anche predicato a lungo contro i nemici di Allah. Sarà questo un altro caso?
La tentata strage di Modena, troppa fretta nello scartare la pista islamista
Un uomo, Salim El Koudri, cittadino italiano di origine marocchina, si lancia con l'auto sulla folla, nel pomeriggio di sabato 16 maggio, in pieno centro a Modena. Otto i feriti gravi. L'aspirante stragista è subito rubricato come caso psichiatrico. La matrice islamica è scartata, la politica di sinistra attacca chi "strumentalizza". Troppa fretta nel trarre queste conclusioni.
- I precedenti degli attentatori jihadisti di Lorenza Formicola
Bambini malati dopo il vaccino. E la sinistra va in tilt
Di fronte alle evidenze che stanno emergendo sui danneggiati da vaccino, la Sinistra in Commissione Covid o sta zitta o prova a rispondere rimediando brutte figure. Come nel caso dell'ultima audizione che ha visto protagonisti i vaccini dati ai bambini, con un aumento vertiginoso di malattie, specie miocarditi.
Il disprezzo per gli altri di Sorrentino, adulatore alla corte di un “papa laico”
La piaggeria di Sorrentino davanti a Mattarella rivela il disprezzo elitario della Sinistra e l'adulazione per il presidente della Repubblica, "papa laico" della religione civile "quirinalista". E tradisce il contrappasso del premio Oscar, sempre più coi radical chic, dei quali nella Grande bellezza si faceva beffe.
Hantavirus alle prese con la nuova ideologia: il preventivismo
"Così come l'emergenza è stata trasformata in emergenzialismo, anche la prevenzione porta con sé un'altra ideologia: il preventivismo". Trabucco e Bellavite ospiti dei Venerdì della Bussola sull'Hantavirus e il nuovo emergenzialismo.
Hantavirus, voglia di emergenza - con P. Bellavite e D. Trabucco
Anche la Norvegia vieta i social network ai minori di 16 anni
Anche la Norvegia si inserisce in un gruppo crescente di Stati che vietano l'iscrizione ai social network ai minori di 16 anni, per evitare problemi ai minorenni. Ma la metà degli adolescenti sa già come aggirare i controlli.
Parla lo scopritore dell'Hantavirus: "Vaccino inutile, paura irrazionale"
Bassissima carica virale, contagio tra uomo e uomo indimostrato, ma altissima patogenicità. E soprattutto con l'immunità naturale ricavata dagli anticorpi dell'alpaca un vaccino mRNA sarebbe inutile. La Bussola intervista Juan Bertoglio, l'internista immunologo che 40 anni fa trattò nel suo ospedale, il primo caso conosciuto di contagio con il ceppo Andes dell'Hantavirus. Per spiegare che ogni tentativo di instillare panico è "pura follia".
- È scattato l'hanta-panico, quando l'emergenza diventa regola, di Daniele Trabucco
È scattato l'hanta-panico: quando l'emergenza diventa regola
Con l'Hantavirus si riattiva la gestione della crisi come metodo ordinario di governo già visto nella lunga stagione del Sars-Cov2, segnata dall'eccezione permanente: ciò che era libertà diventa rischio, ciò che era dissenso diventa minaccia, in nome di una metafisica capovolta.
Hantavirus, virus "non umano", ma ci risiamo con l'emergenzialismo
Non ci sono segni che il “nuovo” virus sia capace di diffusione interumana come il SARS-CoV-2. Preoccupa, piuttosto, che si stia rigenerando il meccanismo che vede le autorità sanitarie mondiali sfruttare l’occasione per rilanciare forme di controllo delle persone. E già si parla di vaccino.
Garlasco, anatomia di un romanzo collettivo. No alla giustizia emotiva
Il caso Garlasco come specchio deformante del rapporto tra giustizia, informazione e opinione pubblica dove ogni indiscrezione è materiale per talk show. Mentre il condannato diventa innocente, il nuovo indagato è trasformato nel colpevole designato prima del processo. Un meccanismo pericoloso che introduce una giustizia influenzata dai flussi mediatici più che dalle prove.











