• VACCINI E LAVORO

    Il doppio gioco dei sindacati sull'obbligo di Green Pass

    Dopo la boutade di Confindustria, che aveva preannunciato un giro di vite sui  dipendenti delle imprese, obbligandoli alla vaccinazione, i sindacati restano molto ambigui. Sì al Green Pass, ma che non diventi pretesto per licenziare o demansionare, dice Landini (contraddicendosi). Ambiguo Bombardieri su diritto alla salute e diritto al lavoro "senza forzature da una parte e dall'altra".

    • le ricadute economiche

    Green pass, che conto! Sarà un salasso per ristoranti e bar

    Secondo Confesercenti l'introduzione del Green pass provocherà un crollo di fatturato di 1,5 miliardi nel solo mese di agosto. In ginocchio soprattutto bar e ristoranti, i più colpiti in inverno. Ma fioccano anche le disdette negli alberghi. In tutte le province si moltiplicano gli allarmi delle associazioni di categoria, per il turismo straniero l'Italia sarà off limits. Eppure, mentre tutti parlano di rilancio e ripresa, nessuno sembra preoccuparsi della debacle che si profila per settori centrali per il nostro pil. Ma l'Italia non era un Paese dall'alta vocazione turistica? 

    • NODI GIURIDICI AL PETTINE

    Green pass e vaccino: quel consenso che non è libero

    All’atto della somministrazione del vaccino, vi è l’obbligo di firmare il consenso con cui il vaccinando dichiara di essere stato reso edotto sui benefici e i rischi della vaccinazione. È un obbligo che trova fondamento nella Costituzione e nel Codice di deontologia medica oltre che in convenzioni internazionali. Ma come può esprimere libero consenso il cittadino che a partire dal 6 agosto non potrà più avere, se sprovvisto di green pass, libero accesso a bar, ristoranti, cinema e concorsi pubblici? C'è un insanabile contrasto tra il diritto alla libertà di scelta in materia di salute e l’obbligo di vaccinazione imposto dal Governo.

    • AUTUNNO CALDO

    Scuola e vaccino obbligatorio, la quiete prima della tempesta

    Il Piano Scuola appena presentato dal Governo alle Regioni per il momento evita di ricorrere all'obbligo vaccinale, ma c'è da farsi poche illusioni. Basterà un probabile aumento dei contagi dopo l'estate per far scattare la minaccia della Dad verso chi non si vaccina. Non solo insegnanti, l'obiettivo vero sono i giovani: una scelta gravissima e diseducativa, visto il basso rischio di malattia e le incognite ancora irrisolte su questi vaccini.
    - I SINDACATI TUTELINO GLI INSEGNANTI CHE NON SI VACCINANO, di Emanuele Gavi

    • RIVOLUZIONE ALL’ITALIANA

    Fenomenologia dei “liberali” del green pass

    Chi oggi nella classe politica e mediatica è a favore del lasciapassare sanitario è anche chi ha appoggiato senza il minimo dubbio lockdown e abolizioni di libertà costituzionali per “educare il popolo”. Innanzitutto i progressisti che fanno capo al Pd, poi gran parte dell’attuale cultura politica cattolica e molti esponenti delle destre “nazionali”. E, infine, ci sono sedicenti liberali.

    • Libertà minacciate

    La scuola sotto il ricatto vaccinale

    Si stringe la morsa contro personale scolastico e studenti dai 12 anni in su. L’Associazione nazionale dei presidi invoca l’obbligo vaccinale. E il Governo è tentato di forzare la mano. Lo spettro della Dad è il sottile ricatto per convincere i genitori dei non vaccinati. Un ricatto immotivato e da regime dispotico, che creerebbe cittadini di serie B, privati di diritti fondamentali.

    • SCENARI

    A Messa senza green pass o niente Messa

    Presto potremmo trovarci imposto l'obbligo di Green pass per partecipare alla Messa. In questo caso non si deve accettare il ricatto, perché l’introduzione di una condizione previa, che non siano il Battesimo e la fede cattolica, per poter partecipare alla celebrazione eucaristica costituirebbe un attentato alle fondamenta della fede.

    • LA MANIFESTAZIONE

    Protesta contro il Green Pass, in piazza in 80 città

    Contro l'obbligo di Green Pass, gli italiani scendono spontaneamente in piazza in 80 città. Nessun partito o movimento ha organizzato una protesta, nata dal passaparola. Analoghe manifestazioni in Francia, Israele e Australia.

    • NUOVI MURI

    C'è il rischio di dover celebrare Messe in clandestinità

    Il motu proprio che strozza la Messa antica e l'imposizione del Green pass da parte del governo, che potrebbe estendersi alla Chiesa, convergono nello spingere una parte di sacerdoti e di fedeli a organizzare celebrazioni "private". Uno scenario per ora futuribile ma i segnali vanno in quella direzione.

    • LA PROVOCAZIONE

    Io non mi vaccino, venite pure a prendermi

    Visto che si è scatenata la caccia a chi non vuole vaccinarsi contro il Covid, io mi costituisco. Però non sono affatto un "no vax", come non lo è la maggioranza di quanti rifiutano questo vaccino e oggi si ritrovano ad essere il bersaglio di una campagna d'odio senza precedenti. Ho buone ragioni per non vaccinarmi, così come altri giudicano utile per sé il vaccino. Però davanti all'obbligatorietà imposta immotivatamente, opporsi al Green pass diventa una battaglia di libertà contro questo totalitarismo che si sta affermando.
    - NUOVO COMUNISMO, E PARTE LA CACCIA AI NEMICI DEL POPOLO, di Stefano Magni

    • OBBLIGO VACCINALE

    Green pass, siamo già allo Stato di polizia

    Mancanza di sicurezza, efficacia e stato di necessità: non c'è alcuna giustificazione morale all'obbligo vaccinale che il governo sta introducendo indirettamente con lo strumento del Green pass. Il dramma è che questi provvedimenti autoritari e arbitrari si affermano non solo grazie alle sanzioni previste, ma perché nella popolazione è stata instillata la paura di morire, che spinge anche alla caccia dei fantomatici "no vax". Così è già stato superato lo Stato di diritto.
    - E ANCHE CONFINDUSTRIA PERDE LA TESTA, di Ruben Razzante

    • IL CASO

    Green pass, anche Confindustria perde la testa

    Non si entra in azienda senza vaccino: l'assurda proposta dell'associazione degli industriali. È solo l'ultima perla di una campagna estremistica - dal governo alle Regioni - volta a obbligare la vaccinazione. E intanto a pagare caro sono già gli operatori turistici.