Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Casimiro a cura di Ermes Dovico
APPELLO CONTRO L’EUTANASIA

«Io, con la sclerosi multipla, dico a Zaia e Fedriga: fermatevi»

Ascolta la versione audio dell'articolo

La testimonianza: ho una forma di sclerosi multipla come quella di “Anna”, che ha chiesto il suicidio assistito in Friuli. Ma la malattia è curabile e la compagnia salva. Le istituzioni si impegnino ad alleviare le difficoltà dei malati, anziché a darci la morte in anticipo e guardarci come “costi”.

Vita e bioetica 28_10_2023

Pubblichiamo di seguito la lettera-appello di Deborah Giovanati, madre di quattro figli e consigliere comunale a Milano per la Lega.

***

Caro direttore,

ti scrivo e uso le tue pagine per esprimere pubblicamente il mio appello verso Zaia e Fedriga sui casi di questi mesi di richiesta di suicidio assistito: fermatevi! Non cedete alle falsità della cultura della morte, che vuole farci credere che la sclerosi multipla sia incurabile e che la vita sia degna di essere vissuta solo se sani e normodotati.

Io ho la sclerosi multipla secondariamente progressiva come quella di “Anna” del Friuli Venezia Giulia che sta chiedendo di accedere al suicidio assistito. I giornali e i commenti televisivi di questi ultimi mesi su questa patologia sono devastanti per chi ha la sclerosi multipla. Una forma di terrorismo psicologico aizzato dai sostenitori del suicidio assistito, che condurrebbe chiunque, di fronte ad una diagnosi di questo tipo, alla disperazione più profonda.

Grazie al Cielo ho incontrato sulla mia strada medici, fisioterapisti e professionisti del “settore” che mi hanno sempre “curato”, altro che malattia incurabile come ci stanno facendo credere! La sclerosi multipla non è una sentenza di morte, questo deve passare come messaggio. La vita è diversa, non come quella di tutti, speciale, ma non per questo meno vita! Bisogna lottare e questo può far fare molta fatica alle persone.

E se le istituzioni, anziché pensare a darci la morte in anticipo, pensassero ad alleviare i costi e le difficoltà perché la strada che dobbiamo compiere sia quantomeno praticabile, meno impervia per noi e per i nostri cari, ci farebbero un grande favore! Questo è un punto fondamentale: la fatica delle cure è spesse volte abbandonata alle famiglie in tutto, alla loro buona volontà e alle loro capacità economiche. Ma le famiglie sono sempre più povere e la gente è sempre più sola, abbandonata a sé stessa e in una condizione di estrema fatica fisica e mentale l’idea della morte può diventare l'unica risposta al dolore.

Da soli non ce la si fa, per me questo è molto chiaro, solo una compagnia porta la salvezza. E le istituzioni possono fare tantissimo nel favorire un incontro di cura e sollievo. Per di più, per le persone con sclerosi multipla bisogna fare ancora tanto: ci sono alcuni farmaci che hanno un costo elevatissimo per il paziente, per cui si decide di non curarsi nonostante i benefici per il proprio corpo. La fisioterapia, che è fondamentale e bisogna farla costantemente, spesse volte non è disponibile in modo gratuito. Sull’abbattimento delle barriere architettoniche le Regioni possono fare tantissimo, come sull’assistenza domiciliare.

Il dubbio profondo che ho, anzi ormai è quasi certezza, è che il suicidio assistito di anziani, disabili e malati è di fatto una forma di risparmio per le casse pubbliche. In Italia il costo sociale delle persone con sclerosi multipla è di circa cinque miliardi l’anno. Se ci “fanno fuori” nel momento in cui la necessità di cura aumenta nel progredire della malattia, capite bene che è un bel risparmio per il bilancio di Stato e Regioni, in un Paese a crescita demografica zero.

Questa è la cultura dello scarto e purtroppo ha contagiato anche tante persone del centrodestra nei diversi partiti. Ma posso assicurare che una voce diversa all’interno dei partiti continua a resistere, forse ora piccola e debole, ma sicuramente presente, che continua a difendere la vita.



DOPO IL VENETO

Suicidio assistito, ok anche dal Friuli. Destra sempre più nichilista

Anche la regione governata da Fedriga, dopo il Veneto di Zaia, apre al suicidio assistito, con la Asl che dà il via libera alla richiesta di “Anna”, affetta da sclerosi multipla. Pezzi importanti della destra abbracciano l’agenda mortifera della sinistra.