Ecclesia supplet, i due casi previsti non giustificano Écône
Non è la necessità ma la Chiesa a conferire la giurisdizione, anche quella di supplenza. Il canone 144 parla di errore comune dei fedeli o di dubbio positivo e probabile del ministro, situazioni inapplicabili però ai sacerdoti della Fraternità San Pio X.
- Dossier: il caso FSSPX
La Chiesa supplisce ma non secondo i comodi della Fraternità
Il principio «Ecclesia supplet» incluso nel canone 144 è invocato a sostegno del ministero dei sacerdoti "lefebvriani" che si fonderebbe su una giurisdizione di supplenza. Ma è la Chiesa stessa a decidere come e quando intende supplire, nei confini che è essa a stabilire e non chi ne abusa per esercitare una missio canonica che non ha.
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Mons. Pozzo: nel 2018 fu la Fraternità a rifiutare l’accordo
Lo strappo di Écône è «una grave ferita alla Chiesa che si sarebbe potuta evitare» otto anni fa: non fu la Sede Apostolica a chiudere ma la Fraternità a esigere che Roma correggesse i propri errori e bocciare la Dichiarazione «frutto di un lavoro comune», ricorda a La Bussola l’ex segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei.
- La "coscienza sovrana" di Lefebvre e l'errore di Lutero, di Daniele Trabucco
Scisma compiuto, Müller: «Dalla Fraternità un'eresia nella prassi»
Si compie lo scisma della Fraternità San Pio X. Intervista al cardinal Müller: «Chiedo una risposta teologica agli errori che denotano un'eresia nella prassi»; «Accogliere chi uscirà, sopprimere l'Ecclesia Dei fu sbagliato»; «C'è ideologia nel Traditionis custodes, la tradizione ha bisogno di sollecitudine pastorale».
- Uno strappo contro la tradizione, di Luisella Scrosati
- Borgo Pio: C'è già chi è pronto a uscire
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Diritto divino e consacrazioni episcopali: testi magisteriali
I testi indicati da don Vernier nell'articolo Diritto divino e consacrazioni contro la volontà del Papa, per chiarire, alla luce dell'insegnamento del magistero, che consacrare vescovi contro il mandato papale contraddice la costituzione divina della Chiesa.
Pericolo di scisma, i nodi della "questione lefebvriana"
La diretta video dei Venerdì della Bussola con Luisella Scrosati e padre Vincenzo Nuara a pochi giorni dalle consacrazioni episcopali senza mandato pontificio della Fraternità San Pio X. Un atto grave che pretende di affrontare le crisi esistenti nella Chiesa infliggendo una nuova ferita al Corpo Mistico.
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«Solo la fedeltà alla gerarchia della Chiesa è cattolica, anche nella prova»
Sedevacantisti, sedeprivazionisti, Lefebvriani e tradizionalisti che negano l’autorità del Papa. La crisi nella Chiesa è conclamata, ma l’unica soluzione cattolica è una triplice fedeltà: fedeltà alla gerarchia, fedeltà ai suoi insegnamenti infallibili nel suo costante magistero e fedeltà alla liturgia coerente con la natura sacrificale della Messa. La Bussola intervista l'Abbé Hilaire Vernier, sacerdote della Fraternità Sacerdotale San Pietro.
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Rifiutando la Chiesa visibile Viganò si scomunica da solo
Nel suo J’accuse l’ex nunzio apostolico disconosce l’autorità del Papa e quindi l’attuale gerarchia che (per quanto malmessa) è la sola esistente, trascinando centinaia di persone in uno scisma che egli stesso rivendica.
Viganò e lefebvriani, l’illusione di una Tradizione senza Chiesa
Processo canonico per l’ex nunzio, mentre la Fraternità fondata da mons. Lefebvre annuncia la consacrazione illecita di nuovi vescovi. Ma oltrepassare la legittima critica alle autorità ecclesiastiche porta allo scisma. E non è la soluzione.
Il Concilio di Basilea e il nuovo scisma
Il Concilio apertosi a Basilea nel marzo 1431 si rivelò presto un conciliabolo, dove i vescovi erano pressoché assenti. Eugenio IV lo sciolse, provocando la reazione dei conciliaristi, che infine portò all’elezione di un nuovo antipapa.
La crisi iconoclasta e il primato petrino
Durante la crisi iconoclasta che ha stravolto l’Oriente cristiano, è emerso con particolare vigore il senso del primato petrino. I fatti mostrano che allora il primato del Papa fosse un dato dottrinale riconosciuto. Poi avvenne lo scisma di Fozio...
Dall’eresia di Apollinare a quella monofisita
Secondo Apollinare di Laodicea, la Persona divina del Figlio avrebbe unito a sé il corpo umano e l’anima sensitiva, ma non l’anima razionale: un errore condannato da papa san Damaso. Ma la corrente più intransigente degli apollinaristi sfociò in una nuova eresia: il monofisismo.












