Pericolo di scisma, i nodi della "questione lefebvriana"
La diretta video dei Venerdì della Bussola con Luisella Scrosati e padre Vincenzo Nuara a pochi giorni dalle consacrazioni episcopali senza mandato pontificio della Fraternità San Pio X. Un atto grave che pretende di affrontare le crisi esistenti nella Chiesa infliggendo una nuova ferita al Corpo Mistico.
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Come annunciato da mesi e salvo ripensamenti dell’ultima ora il 1° luglio 2026 la Fraternità Sacerdotale San Pio X si appresta a consacrare quattro vescovi senza mandato pontificio. Un atto grave che a distanza di quasi quattro decenni rinnova la ferita aperta dall'analogo gesto compiuto nel 1988 dal fondatore mons. Marcel Lefebvre, malgrado le professioni di fede e di fedeltà alla Chiesa della Fraternità stessa. Pericolo di scisma è il tema della diretta dei Venerdì della Bussola del 26 giugno condotta da Stefano Chiappalone, in cui Luisella Scrosati e padre Vincenzo Nuara hanno toccato i principali nodi della questione che è essenzialmente ecclesiologica: la pretesa di difendere la fede cattolica al di fuori dell’unità cattolica, attraverso un episcopato autonomo che va contro la struttura e la natura della Chiesa stessa.
Malgrado l’enfasi sulla retta dottrina, alla base vi è un grave errore dottrinale, ovvero l’ecclesiologia di supplenza, il cosiddetto stato di necessità in base alla quale la Fraternità si considera autorizzata a infrangere l’unità della Chiesa, con l’idea illusoria di separarsene per un bene maggiore. Separazione che, dal gesto di mons. Lefebvre, si è andata aggravando nella Fraternità – e non si può dire che san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI non abbiano avuto sollecitudine per le realtà tradizionali desiderose di vivere in comunione con la Sede Apostolica, quali la Fraternità San Pietro o l’abbazia di Le Barroux, per citarne solo due. Nella storia nessun bene è venuto dai movimenti di divisione, al contrario dei santi che hanno cambiato la Chiesa dall’interno, non dal di fuori. E al contrario, osserva padre Nuara, quanto bene potrebbe fare la stessa Fraternità San Pio X se volesse vivere «l’esperienza della Tradizione» (parole di mons. Lefebvre) ma dentro la Chiesa, piuttosto che ripetere un atto che di per sé - latae sententiae - comporta la scomunica.
Non è un questione legalistica, ribadisce la Scrosati, perché è insito nel primato del Papa il potere di scegliere i vescovi o di avere l’ultima parola al riguardo. Del rito di consacrazione episcopale che la Fraternità compirà il 1° luglio è parte integrante la domanda: «Avete il mandato?». Se la risposta è «No» (e non può essere diversamente), in teoria non potrebbero proseguire oltre. In pratica, pur dicendo di voler “solo” trasmettere il potere d’ordine e non una giurisdizione la cui fonte è il Papa, qualche giurisdizione finiscono per attribuirsela de facto, per esempio in materia di nullità matrimoniale. Un altro aspetto da chiarire è l’atteggiamento della Fraternità nei confronti dei sacramenti celebrati nella Chiesa secondo il novus ordo, che alcuni di loro reputano dubbi o invalidi: in tal caso, quale riconoscimento sarebbe possibile se dentro la Fraternità c’è chi non riconosce o reputa dubbio persino il sacerdozio e l’episcopato di preti e vescovi (Papa compreso) ordinati dopo la riforma liturgica e quindi i sacramenti da loro amministrati?
A pochi giorni da un atto irreparabile resta la speranza di un ripensamento e anche di un gesto del Papa che riceva i superiori della Fraternità affinché possano esporgli personalmente le ragioni di questo atto e, se intendono davvero andare avanti comunque, dirgli che gli disobbediranno, senza girarci intorno. Oppure, se disponibili ad obbedire al Papa, avviare la riconciliazione e la regolarizzazione che finora hanno rifiutato. E resta la speranza che, in ogni caso, analogamente a quanto avvenne nel 1988 con la commissione Ecclesia Dei, il Pontefice faccia da “ponte” per chi non intende proseguire nello scisma e vivere la Tradizione nell’unità della Chiesa, con tutte le sofferenze che questo può comportare ma che restano preferibili a uno scisma e una scomunica. Per il bene delle anime e della Chiesa stessa, nella quale ci sono e ci saranno molti fattori di crisi, ma a risolverli non sarà una nuova ferita inferta al Corpo Mistico.
Ecco il video integrale della diretta di venerdì 26 giugno:
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