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L'INTERVISTA/ ALESSANDRO MARTELLI

Ponte di Messina, Salvini ci deve dire quanto è sicuro

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Il Ponte sullo Stretto potrebbe partire a breve. Ma è sicuro? Alessandro Martelli, esperto di sistemi anti-sismici, attende risposte dal governo

Economia 29_02_2024
Matteo Salvini e il progetto del ponte (La Presse)

Ponte sullo stretto di Messina: forse i lavori partono per davvero. Lo si può vedere nei dettagli, come una norma spuntata nel decreto sul Pnrr che può essere interpretata come una corsia preferenziale per la sua realizzazione. Oppure la dichiarazione del sindaco di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, che il 28 febbraio ha confermato l’accordo sugli espropri: «Su 150 abitazioni, 50 delle quali residenza di prima casa – dichiara la Caminiti – ci sarà una valutazione caso per caso e un adeguamento "sartoriale" alle necessità di ciascun cittadino».

Se verrà infine costruito, quanto sarà sicuro? Sul rischio sismico abbiamo già parlato, su queste colonne, con l’ingegner Alessandro Martelli, già direttore del Centro ricerche dell’Enea di Bologna e presidente del Glis (Gruppo di Lavoro Isolamento Sismico), uno dei massimi esperti italiani di sistemi anti-sismici. Martelli ha formulato una serie di proposte al Ministero delle Infrastrutture (il ministro è il vicepremier Matteo Salvini), ma non ha ancora ricevuto delle risposte. Ci sarebbero, in realtà, alcune perplessità. E sarebbe meglio avere qualche garanzia prima di iniziare i lavori.

Ingegner Martelli, lei è sempre stato favorevole al progetto del ponte di Messina. Lo è ancora?
Come ho più volte e da tempo scritto anche sulla Nuova Bussola Quotidiana e dichiarato in interviste, concordo sul fatto che l’unica soluzione possibile per realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina (data l’elevata sismicità dell’area) sia effettivamente quella prescelta, a campata unica sospesa. Ritengo l’opera fattibile e la considero molto utile, anche dal punto di vista economico, purché essa non risulti una “cattedrale nel deserto”. Cioè, purché, contemporaneamente alla sua realizzazione, siano nettamente migliorate le infrastrutture, in Calabria ed in Sicilia. Sono, quindi, favorevole al Ponte, ma ciò purché esso sia effettivamente sicuro, a fronte sia dei massimi terremoti che dei più forti venti possibili nell’area.

Ritiene che sia un progetto sicuro?
Sino ad ora, del progetto del Ponte, mi è stato solo possibile leggere sulla stampa. Mi porrei almeno un paio di domande, a proposito della sicurezza dell’opera. Leggo che il ponte resisterà davvero a terremoti di magnitudo 7,1, “con margini di sicurezza” (sic). Anzitutto, si intende magnitudo Richter o magnitudo momento? Ritengo che 7,1 (valore solo teorico della magnitudo momento per i terremoti della Calabria Meridionale del 1783 e di Messina e Reggio Calabria del 1908 – per quest'ultimo, quella Richter mi risulta essere M = 7,3) sia troppo poco per un’opera strategica come il Ponte sullo Stretto di Messina. Quanto ampi saranno, quindi, i “margini di sicurezza” citati negli articoli di stampa? Ricordo che le scale delle magnitudo sono logaritmiche. In base a quali prove sperimentali sono stati determinati i due terremoti di progetto, quello in Calabria e quello in Sicilia? Essi possono essere assai diversi fra loro ed è noto che la magnitudo non basta a definirli. Quali dispositivi antisismici sono stati previsti (se sono stati previsti) e dove esattamente saranno installati? Sulla base dell’esperienza acquisita in altri Paesi, io ed altri esperti suggerimmo di inserire dissipatori viscosi, tra l’impalcato sospeso ed i due piloni che lo sostengono.

Oltre ai terremoti, l’altro problema è il vento che in quella zona è particolarmente forte. Il progetto reggerà?
Leggo, sempre su fonti aperte, che il ponte resisterà fino a venti di 300 km/ora. Quali dispositivi sono stati previsti a tal fine (se sono stati previsti)? Io ed altri esperti suggerimmo dissipatori a masse accordate. Dove esattamente saranno installati? Sulla base dell’esperienza acquisita in altri Paesi, suggerimmo che lo siano alla sommità dei due piloni.

Dal Ministero cosa dicono?
Siamo ancora in attesa di risposte alle proposte che, su richiesta dell’ex ministro Pietro Lunardi (consigliere dell’attuale Ministro), facemmo mesi fa, in un incontro a Roma, sugli argomenti succitati.