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MEDIA E POTERE

Il Belgio censura JD Vance. E così dimostra che aveva ragione

Bruxelles, la Commissione deontologica dei giornalisti belgi censura l'agenzia stampa 21News per aver trascritto il discorso del vicepresidente americano JD Vance alla Conferenza di Monaco del 2025.

Esteri 07_03_2026
JD Vance alla Conferenza di Monaco del 2025 (La Presse)

Il cappio al collo alla libertà di stampa e alla comunicazione libera va sempre più stringendosi. L’ultima di queste azioni autoritarie proviene dal Belgio, dove un'agenzia di stampa, la 21News, avrebbe violato l'”etica giornalistica”, secondo la Commissione deontologica dei giornalisti belgi (Cdj), per aver pubblicato il 15 febbraio 2025 la trascrizione completa del discorso pronunciato il giorno precedente dal vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco del 2025. Siamo ben oltre il superamento dell’inverosimile. Eppure, secondo la Commissione etica, lo scorso 3 marzo 2026, ad un anno dalla pubblicazione, la 21News ha infranto il “cordone sanitario mediatico”, la strategia con cui i principali organi di informazione del paese isolano deliberatamente tutti coloro che vengono considerati promotori o protagonisti delle formazioni e della cultura di destra, populisti o estremisti che siano detti. 

L’organo di stampa avrebbe anche mancato di contestualizzare l’intervento e le osservazioni fatte dal Vice Presidente Usa lo scorso anno, 21News «ha violato l’etica e, in particolare, la sua responsabilità sociale in quanto mezzo di informazione», si legge nella sentenza. Secondo la Commissione, insieme alla pubblicazione integrale del discorso di Vance, la testata online avrebbe dovuto aggiungere l'informazione che il Vice Presidente degli Usa «rappresentava un partito antidemocratico e liberticida». In mancanza di queste precauzioni, l’agenzia di stampa ha permesso «all'individuo di presentare i propri argomenti e la propria strategia di comunicazione senza alcuna distanza o resistenza… Di conseguenza, tutto o parte del pubblico potrebbe arrivare a credere che diverse affermazioni fatte nel discorso, anche se contraddette dai fatti o razziste, fossero accurate e legittime» col rischio, prosegue il dispositivo, di «mettere l’opinione pubblica contro il funzionamento delle democrazie europee o di incitare al razzismo, alla discriminazione, all’odio o alla violenza nei confronti dei migranti». 

C’è solo da ricordare che, come descritto da La Bussola, «dal punto di vista della Dottrina sociale della Chiesa, questo “ritorno al reale” in difesa della autentica libertà che non inizia mai solo da se stessa ma si nutre di realtà e di “senso comune”, va valutato positivamente. Giovanni Paolo II, che Vance peraltro cita alla fine del suo discorso, aveva scritto nella Evangelium vitae che “il valore della democrazia sta o cade con i valori che essa incarna e promuove». Non si comprende quindi su quali basi la Commissione etica belga possa aver sanzionato la pubblicazione del discorso integrale di JD Vance, se non quella di voler censurare e punire chiunque presenti opinioni e argomentazioni contrarie al mainstream oppressivo ed illiberale odierno. 

La risposta di 21News alla sanzione subita è stata netta: «Questa decisione solleva seri interrogativi e testimonia una visione paternalistica del giornalismo, secondo la quale i cittadini non dovrebbero poter leggere direttamente le dichiarazioni politiche, senza un previo filtraggio giornalistico». «Il discorso di Vance alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco ha segnato un momento importante nelle relazioni transatlantiche», si legge nel comunicato, esso «ha immediatamente suscitato numerose reazioni e discussioni in Europa. Possiamo giudicare questo discorso controverso, essere in profondo disaccordo con la sua analisi o con il suo tono. Ma è proprio per questo motivo che si tratta di un documento significativo per le relazioni tra Europa e Stati Uniti». Infine l’agenzia 21News ha ricordato di non essere né a favore né contro l'amministrazione statunitense, ma ritiene che sia necessario che «tutti possano esprimere la propria opinione», Vance, Trump e Trump stesso in primis. 

Paradossalmente, molte delle proteste rivolte allora a Vance per le sue critiche alle democrazie europee, laddove affronta la questione della libertà di espressione in Europa, facendo riferimento ad esempi in cui i social network sarebbero sotto pressione per rimuovere determinati contenuti, nonché a misure che, a suo dire, stanno limitando sempre di più il dibattito pubblico, sono assolutamente confermate proprio dalle decisioni della Commissione deontologica dei giornalisti belgi. Controllo e censura verso la libertà di parola e informazione vanno diffondendosi in ogni paese e istituzione europea al punto che, anche qui incredibilmente, proprio nei paesi liberalsocialisti il cappio stringe molto più che nelle capitali governate da conservatori e destre… Grazie Vance per averci dato una svegliata!