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viaggio apostolico

L'ultimo giorno in Angola di Leone XIV: Cristo non è un guru

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Nella Messa conclusiva a Saurimo Leone XIV ha invitato a non confondere Dio con «un idolo che si cerca solo quando ci serve, finché ci serve». Nel pomeriggio l'elogio della famiglia «culla della vocazione» durante l'incontro con vescovi e clero.

Ecclesia 21_04_2026
Foto Vatican Media/LaPresse

Cristo non è un guru né un santone. Parole importanti quelle di Leone XIV nella sua omelia di ieri alla Messa di Saurimo. Un appello a cercare la fede autentica e a non sostituirla con «un commercio superstizioso nel quale Dio diventa un idolo che si cerca solo quando ci serve, finché ci serve». Alla Messa erano presenti 40mila fedeli nella spianata e altri 20mila dalle zone circostanti.

L’ottavo giorno del viaggio apostolico in Africa si è aperto a Saurimo con una visita ad una casa di accoglienza per anziani. In quest’occasione ha ricordato che «la cura delle persone fragili è un segno molto importante della qualità della vita sociale di un Paese». Inoltre, ha ringraziato i volontari e i collaboratori per le iniziative a favore degli anziani e dei più bisognosi.

Dopo la Messa a Saurimo, nel tardo pomeriggio il rientro a Luamba per l'ultimo appuntamento della tappa angolana: l’incontro con vescovi e il resto del clero nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima. Tanti i bambini benedetti dal Pontefice. Significative le parole ai seminaristi dell’Angola: «non abbiate paura di dire "sì" a Cristo, di modellare completamente la vostra vita sulla sua ». Un appello valido anche per «seguirlo nell'obbedienza, nella povertà', nella castità».

Il Pontefice ha esaltato l’istituzione familiare con queste parole: «il focolare è il luogo di santificazione di tutti i suoi membri». «Per molti di voi – ha detto Prevost – la culla della vocazione è stata proprio la famiglia, che ha apprezzato e accudito il germogliare della speciale chiamata ricevuta. Ai vostri familiari, quindi, va la mia viva riconoscenza per aver curato, sostenuto e protetto la vostra vocazione».

Un altro focus del discorso papale è stato sulla pace con l’elogio alla Chiesa di Angola che è stata esortata anche a non smettere di «denunciare il flagello della guerra». Leone XIV ha chiesto di promuovere «una memoria riconciliata, educando tutti alla concordia e valorizzando, in mezzo a voi, la testimonianza serena di quei fratelli e sorelle che, dopo aver attraversato tormenti dolorosi, hanno perdonato tutto».

Oggi il Pontefice atterrerà nell’ultima tappa di questo lungo viaggio africano: la Guinea Equatoriale, l’unico Paese visitato a grande maggioranza cattolica. Intanto a Roma i cardinali oggi celebreranno una Messa nella basilica di Santa Maria Maggiore per il primo anniversario dalla morte di papa Francesco.



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