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INTERVISTA

“La Misericordia si oppone alle ideologie del male”

Le ideologie, vecchie (comunismo e nazismo) e nuove (gender, ecologismo, ecc.), negano la realtà e pretendono di crearne un'altra, contraria alla creazione di Dio. La vera Misericordia non è buonista ma si oppone alle ideologie del male, come ricordava Wojtyła riguardo al messaggio di santa Faustina. La Bussola intervista padre Dariusz Kowalczyk.

Cultura 09_12_2021

Viviamo davvero in un’epoca post-ideologica? Che differenza passa tra le ideologie sanguinarie del secolo scorso, nazismo e comunismo in primis, e, ad esempio, i gender studies di oggi? Il cristianesimo è compatibile con qualche forma di ideologia? I temi sono stati affrontati la scorsa settimana (29 novembre - 1 dicembre) presso la Pontificia Università Lateranense nel corso del seminario Le ideologie del male e la misericordia di Dio secondo Giovanni Paolo II. Il dibattito è rientrato nella XIV edizione delle Wojtyla lectures, promosse dalla Cattedra Wojtyla del Pontificio Istituto Teologico “Giovanni Paolo II” per le scienze del matrimonio e della famiglia. A conclusione dell’evento, la Nuova Bussola Quotidiana ha raccolto una sintesi dei lavori intervistando padre Dariusz Kowalczyk, S.I., docente di teologia alla Pontificia Università Gregoriana, che ha coordinato il seminario.

Padre Dariusz Kowalczyk, nel corso dei tre giorni di seminario, lei si è soffermato in modo particolare sull’ideologia, con specifico riferimento alle ideologie del male come il comunismo. La parola “ideologia” è intrinsecamente negativa o possono esistere anche ideologie del bene?
Giovanni Paolo II parlava delle ideologie del male. Da qui la domanda provocatoria se esistano anche ideologie tali da poter, almeno in parte, servire il bene comune. Guardando la storia del concetto di “ideologia”, vediamo che all’inizio esso veniva usato in un senso ‘neutrale’, se non positivo. Strada facendo, però, soprattutto dopo le ideologie del XX secolo, come il comunismo sovietico e il nazismo tedesco, tale concetto è arrivato ad indicare dei fenomeni decisamente negativi. Ogni scuola di pensiero ha il suo tempo e l’utilizzo delle sue ceneri non può che essere malsano. Perciò, direi che oggi non ha davvero senso parlare di “ideologie buone”. È da notare, infatti, che proprio i sostenitori di una delle ideologie attuali, quella LGBT, dichiarano fermamente che non esiste nessuna ideologia LGBT e che ci sono soltanto le persone LGBT che lottano per i loro diritti: questo non è vero. Comunque sia, le ideologie sono intrinsecamente legate al male. Questo male consiste nel negare la realtà e nel pretendere di creare una realtà nuova, a loro dire migliore. Le ideologie si oppongono, di fatto, alla creazione di Dio e rendono l’uomo prigioniero di un’idea che, in nome della sua verità assoluta, toglie la libertà e dà una forma precisa ed esclusiva alla realtà. Le ideologie non dialogano con nessuno.

Riscontra circostanze storiche in cui il cristianesimo è degenerato in ideologia?
Quando dimentichiamo che la Chiesa è di Cristo e pretendiamo di “ricrearla” a modo nostro, scivoliamo verso un’ideologia pseudo-cristiana. Uno degli esempi dell’ideologizzazione della Chiesa può essere indicato nel famoso “spirito del Concilio”, riferito al Concilio Vaticano II. Ogni novità che i “progressisti” avrebbero voluto imporre alla Chiesa sarebbe stata un frutto del mitico “spirito del Concilio”. Al contrario, ogni espressione della fedeltà alla Tradizione veniva criticata come contraria a quello spirito. Joseph Ratzinger disse che «già durante le sedute e poi via via sempre di più nel periodo successivo si contrappose un sedicente “spirito del Concilio”, che in realtà ne è un vero “anti-spirito”. E l’anti-spirito secondo il quale la storia della Chiesa sarebbe da far cominciare dal Vaticano II». Dall’altro lato, abbiamo gli integralisti che non vedono nel Concilio nessuno spirito se non quello del maligno. La Chiesa vera, secondo loro, sarebbe quella pre-conciliare. Anche in questo caso abbiamo a che fare con un’ideologizzazione del cristianesimo.

San Giovanni Paolo II è stato testimone delle ideologie del secolo scorso, intravedendo anche l’alba delle ideologie di questo secolo. In che senso il suo magistero è stato “anti-ideologico”?
Sì, il Papa polacco ha vissuto sulla propria pelle il nazismo e il comunismo. Si potrebbe dire che con le sue esperienze personali e nazionali, legate alla storia polacca, è stato “vaccinato” contro ogni forma di ideologia. Per questo, nel suo libro Memoria e identità, ebbe il coraggio di concludere la trattazione delle questioni dell’aborto e delle ideologie omosessuali con una forte domanda retorica: “(…) se qui non operi una nuova ideologia del male, forse più subdola e celata, che tenta di sfruttare, contro l’uomo e contro la famiglia, perfino i diritti dell’uomo”. Il nucleo anti-ideologico dell’insegnamento di Giovanni Paolo II può essere individuato, prima di tutto, nel mettere al centro la Persona di Gesù Cristo. Lo vediamo, ad esempio, nella lettera Novo millennio ineunte dove, prima di delineare un programma pastorale per la Chiesa del XXI secolo, scrive: «Non ci seduce certo la prospettiva ingenua che, di fronte alle grandi sfide del nostro tempo, possa esserci una formula magica. No, non una formula ci salverà, ma una Persona, e la certezza che essa ci infonde: Io sono con voi!».

Qual è stata l’azione della misericordia di Dio nei confronti del male storico delle ideologie come nazismo e comunismo?
Se il contesto negativo delle esperienze di Wojtyła fu rappresentato dal nazismo e dal comunismo, il contesto positivo è costituito dal messaggio di suor Faustina Kowalska sulla Misericordia. Il Papa polacco afferma: «Suor Faustina divenne la banditrice dell’annuncio secondo cui l’unica verità capace di controbilanciare il male di quelle ideologie era che Dio è misericordia». Anzi, il Pontefice vede la Misericordia come la misura del male. Purtroppo, oggi, troppo spesso, la misericordia viene erroneamente interpretata come un atteggiamento “buonista”, una pseudo-tolleranza che, di fatto, nasconde indifferenza e cecità di fronte al male. In realtà, la Misericordia, affinché costituisca una risposta adeguata, veramente sanante, alla debolezza e al peccato, deve essere ben consapevole delle dimensioni del male, del mysterium iniquitatis. Se la Misericordia consistesse soltanto in un gesto amichevole e nel dire: «Non c’è nessun problema», Gesù non sarebbe dovuto morire sulla croce. In tal caso la giustizia non sarebbe ristabilita.

Al giorno d’oggi, a differenza di quanto si diceva fino a pochi anni fa, le ideologie non sono affatto tramontate: semplicemente le vecchie ideologie sono state rimpiazzate da nuove ideologie, come i gender studies, da lei citati nella conferenza finale. Quali differenze e quali analogie riscontra rispetto ai sistemi di pensieri del secolo scorso?
Basta vedere la retorica e l’azione dell’ONU e dell’Unione Europea per capire che viviamo tempi profondamente ideologizzati, contrassegnati soprattutto da ideologie neomarxiste, sviluppate a partire da Antonio Gramsci per arrivare alla Scuola di Francoforte. Si sta costruendo un nuovo totalitarismo di stampo “liberal-sinistroide”, questa volta, però, senza una rivoluzione sanguinaria, ma con i “guanti bianchi”, tentando di compiere una sorta di “lavaggio del cervello” massiccio alle nuove generazioni, a partire dalla scuola materna. Le ideologie d’oggi sono, ad esempio, gender/LGBT, ecologismo, multiculturalismo, immigrazionismo, abortismo-eutanasia. Il nucleo è sempre lo stesso: negare la realtà e creare un nuovo mondo e un nuovo uomo. La differenza, però, è notevole. Le vecchie ideologie del nazismo e del comunismo neanche potevano immaginare la potenza a disposizione di mezzi come il Big-Tech e il sistema bancario, per promulgare e imporre le ideologie nuove. Pertanto, oggi possiamo capire meglio le parole dell’Apocalisse che, descrivendo il ruolo del demoniaco, avverte di stare attenti qualora «nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia» (Ap 13,17).