Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
apologetica

La Bussola Mensile di gennaio: Corredentrice e Mediatrice

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Il primo piano della nostra rivista di apologetica dedicato al ruolo singolare di Maria per la nostra salvezza. Un approfondimento anche in risposta allo sconcerto suscitato dalla Nota Mater populi fidelis. Non è sminuendo la Madre che si esalta l'unica Redenzione operata dal Figlio.

Cultura 02_01_2026

Corredentrice e Mediatrice: Maria ha avuto un ruolo singolare nell’opera redentrice di Cristo. È questo il tema a cui La Bussola Mensile dedica il primo piano di gennaio 2026.
C’è stata una reazione negativa – scrive nell’editoriale il direttore Riccardo Cascioli – alla Nota del Dicastero per la Dottrina della Fede Mater populi fidelis, pubblicata lo scorso 4 novembre 2025.

I fedeli hanno infatti percepito un tentativo di sminuire la figura di Maria con il pretesto di far risaltare maggiormente quella di Cristo, mentre – come insegna il Montfort – sappiamo che onorando la Vergine Maria si onora il Figlio. Significa essere «radicati nella cristologia autentica» come sottolineava l’allora card. Joseph Ratzinger nel suo libro-intervista Rapporto sulla fede.
La Bussola – ricorda ancora il direttore – si è impegnata fin da subito ad approfondire le diverse questioni sulla corredenzione e mediazione di Maria, dedicandovi ampio spazio sul quotidiano online e in questo numero del mensile, per riproporre in modo sintetico le ragioni che portano a sostenere una devozione che perdura da secoli.

Il titolo di “Corredentrice” non ha mai posto Maria sullo stesso piano di parità con Cristo, spiega il teologo statunitense Mark Miravalle. Con tale espressione la Chiesa intende l’unica cooperazione redentrice di Maria con e subordinatamente a Gesù Cristo, l’unico Redentore divino. Il prefisso “co”, infatti, deriva dal latino “cum” e significa “con” e non “uguale”. Inoltre, quando la Chiesa insegna che Maria è la Mediatrice di tutte le grazie significa che ogni grazia redentrice viene da Cristo all’umanità decaduta attraverso l’intercessione volontaria di Maria quale causa secondaria.

Maria, essendo la nuova Eva scelta da Dio, cooperò con Cristo alla nostra riparazione: la dottrina della Corredenzione riecheggia nei secoli affondando le sue radici nella Scrittura e nella Tradizione. Ad esserne testimoni – ricorda Robert Fastiggi – sono già i primi Padri della Chiesa e i pontefici nel corso della storia.

La co-redenzione di Maria – sostiene padre Serafino Lanzetta – non offusca il primato redentivo di Cristo ma ne mostra l’efficacia nel modo più perfetto. Maria non sostituisce Gesù a cui è sottomessa, ne sottolinea il primato e l’iniziativa salvifica. La stessa parola “co-redentrice” indica che Maria co-opera con Gesù nel farsi della redenzione. Ella è ammessa da Cristo alla sua mediazione salvifica nell’offerta del sacrificio sul Calvario e nella distribuzione di tutte le grazie. La sua redenzione, inoltre, non essendo liberativa ma preservativa, confuta l’obiezione per cui la Vergine non potrebbe essere co-redentrice in quanto bisognosa lei stessa di redenzione.

A testimoniare il rapporto tra Maria e l’opera della Redenzione sono gli stessi santi, a partire da Ireneo di Lione per giungere fino a Massimiliano Kolbe. Diego Manetti offre un excursus tra gli insegnamenti più autorevoli dei santi, soffermandosi in particolare sulla testimonianza di san Luigi Grignion de Montfort. Il rischio, infatti, è quello che a volersi opporre a tutti i costi all’impiego dell’espressione “corredentrice” si perda la consapevolezza che «non si onora mai di più Gesù Cristo come quando si onora maggiormente la santissima Vergine, poiché la si onora per onorare più perfettamente Gesù Cristo» (T., 94).

Dopo l’approfondimento mariano, seguono poi sulla rivista gli articoli dedicati ai temi di morale, cinema, dottrina sociale, Bibbia, storia e spiritualità.
Tommaso Scandroglio espone il principio del duplice effetto (Pde) o principio del volontario indiretto, secondo il quale, se un atto materiale produce un effetto (o più effetti) benefico e un effetto (o più effetti) dannoso, la liceità dell'atto implica il rispetto di determinati criteri, qui analizzati caso per caso.

Nella sezione "cinema" don Stefano Bimbi analizza il film La battaglia di Hacksaw Ridge, diretto da Mel Gibson, sulla vera storia del medico militare Desmond Doss, diviso tra il desiderio di servire la Patria durante la Seconda Guerra Mondiale e le convinzioni pacifiste che lo spingono a rifiutare le armi. Un film da vedere, nonostante alcune doverose puntualizzazioni.

Una figura da riscoprire è quella di padre Matteo Liberatore, ricordato in questo numero da Stefano Fontana. Protagonista dell’epoca delle encicliche leonine e tra i fondatori de La Civiltà Cattolica, Liberatore contribuì alla redazione della Rerum novarum, sottolineando come l’origine e il fine dell’autorità politica risieda nel diritto naturale.

Apocalisse significa “rivelazione”, non “catastrofe”. L’ultimo Libro biblico, spesso oggetto di falsi miti, ci parla invece di speranza: la storia, infatti, è nelle mani dell’Agnello che ha già vinto – spiega padre Federico Macchi, aiutando il lettore ad accostarsi a uno dei testi più equivocati.

La conversione di Voltaire, dichiarato nemico della Chiesa, rimane un enigma. Eppure, lo storico non può andare oltre un certo punto dove solo Dio può arrivare. Un tema controverso affrontato su queste pagine da Giorgio E. Cavallo.

Chiamati a seminare, siamo alunni del Signore e non suoi precettori. Ne scrive don Corrado Signori, ricordando come, nei compiti che ci vengono affidati, ci venga donata la “grazia di stato”, la quale agirà in tempi e modalità che solo il Signore conosce. Attenzione quindi, a non confondere i ruoli!

E per il prossimo numero di febbraio vi anticipiamo novità importanti! Inizieremo infatti un percorso mensile tra i Santuari mariani italiani, per riscoprire le devozioni e tradizioni anche meno conosciute che caratterizzano la nostra terra. Chi volesse già prenotarne una o più copie può contattarci agli indirizzi sottoindicati.

È possibile acquistare La Bussola mensile abbonandosi (il costo annuo per 11 numeri è di 30 euro) o acquistando le singole copie nelle parrocchie che la esporranno.
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