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Chiesa cattolica

Assolte in India le suore di madre Teresa

Una di loro nel 2018 era stata accusata ingiustamente di aver venduto un neonato e l’affidabilità di tutta la congregazione ne aveva sofferto

 

Ci sono voluti otto lunghi anni perché una sentenza restituisse libertà, onore e fiducia alle suore Missionarie della Carità di Ranchi, capitale dello stato indiano del Jharkhand. Era il 2018 quando una di loro, suor Concilia, che prestava servizio in una struttura che accoglie madri sole prossime al parto, fu accusata insieme e due altre persone di aver venduto un neonato di 14 giorni per l’equivalente di 462 euro in valuta locale. Suor Concilia ha trascorso tre anni in carcere prima di ottenere la libertà provvisoria.  Invano suor Mary Prema, all’epoca superiora dell’ordine fondato da madre Teresa di Calcutta, aveva difeso suor Concilia sostenendo che le accuse erano del tutto infondate. Il 18 giugno il tribunale civile di Ranchi ha finalmente assolto suor Concilia e gli altri imputati. Monsignor Theodore Mascarenhas, vescovo di Daltongani, commentando la notizia ha parlato di “trionfo della verità”, ha ringraziato gli avvocati che hanno difeso la suora e tutte le persone che sono rimaste al fianco delle suore e della chiesa cattolica indiana e ha ricordato la salda e coraggiosa opera di suor Prema e dell’attuale superiora, suor Joseph MC, che hanno guidato la congregazione negli anni difficili di incertezza e di gogna mediatica. Le accuse infatti hanno avuto, come ha ricordato il vescovo, conseguenze di vasta portata. Quasi tutte le attività della congregazione sono state messe sotto sorveglianza. Le autorità hanno chiuso anche un orfanotrofio e molte strutture gestite dalla congregazione sono state soggette a indagini e a vessazioni. “A dispetto delle difficoltà – ha spiegato monsignor Mascarenha – le religiose di Madre Teresa hanno continuato la loro opera a favore dei poveri, degli abbandonati e delle persone vulnerabili, anche mentre il caso rimaneva pendente in tribunale”. All’epoca la Conferenza episcopale dell’India aveva avanzato il sospetto che il caso venisse gonfiato allo scopo di danneggiare l’immagine delle suore e sminuirne l’operato. L’opinione pubblica è particolarmente sensibile per quel che riguarda il traffico di minori e le adozioni illegali perché nel paese scompaiono ogni anno più di 100.000 bambini.