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QUINTO EMENDAMENTO

Dr. Anthony e Mr. Fauci, la doppia verità del super-scienziato del Covid

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Audizione nel Senato Usa di Anthony Fauci, il volto della politica pandemica negli Usa. Lo scienziato si è avvalso della facoltà di non rispondere alle richieste di spiegazioni di numerose contraddizioni. Sull'origine del Covid e sul lockdown, Fauci scriveva una cosa in privato e diceva l'opposto in pubblico. E nel frattempo promuoveva la sua immagine.

Creato 31_07_2026
Anthony Fauci in Senato (AP)

Anthony Fauci il 29 luglio si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’audizione al Senato degli Usa. Il super consulente sanitario di Trump durante la prima crisi del Covid e poi figura chiave nell’amministrazione Biden, interrogato dal senatore Rand Paul, nella Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi, ha preferito appellarsi al Quinto Emendamento e rimanere in silenzio. Non ha voluto spiegare le numerose contraddizioni emerse dalle sue carte private, con tesi che sono spesso l'opposto di quelle espresse pubblicamente. La questione Fauci è ancora divisiva. In Italia, oggi come allora, una stampa prevalentemente simpatetica dipinge a tinte fosche la “caccia alle streghe” dell’amministrazione Trump e l’“ossessione” del senatore repubblicano Rand Paul, libertario del Kentucky, contro lo scienziato che fu il volto del lockdown.

Eppure Rand Paul non sta lanciando un’accusa a caso, sta semplicemente affermando che gli appunti privati di Fauci, così come le email già declassificate, mostrano due persone completamente diverse: una pubblica e una privata. Il Fauci privato aveva molti dubbi sulla tesi pubblica del coronavirus quale patogeno naturale e aveva ancora più dubbi sui metodi cinesi di chiusura di un intero paese. Quel che emerge è anche una figura non esente da vanità, ricca di rapporti ben coltivati con la stampa e con il mondo dell’intrattenimento, con amici nello star system e una grande ambizione politica, in contrapposizione con il presidente repubblicano.

“Due persone diverse”, così esordisce Paul nella sua arringa, presentando il cosiddetto “diario segreto” di Fauci, una raccolta di annotazioni personali recuperata nel corso di otto mesi di indagine condotta dal Dipartimento della Sanità, per ordine di Robert Kennedy jr. nei server delle agenzie federali.

Secondo il Fauci pubblico il Covid-19 era stato trasmesso da un animale all’uomo nel mercato “bagnato” di Wuhan, in Cina. Tuttavia, dopo una teleconferenza del 1 febbraio 2020 con scienziati di spicco, Fauci osservò che «non c'era un accordo totale sulla probabilità di un'introduzione deliberata». Solo due degli scienziati presenti alla teleconferenza ritenevano probabile un'origine naturale. Durante tutta la pandemia, Fauci ha liquidato le discussioni sulle fughe di laboratorio come teorie del complotto.

Anche per quanto riguarda le misure antipandemiche, il Fauci privato, a gennaio, riteneva che il lockdown fosse una follia cinese. In un appunto del 25 gennaio 2020, metteva in discussione l'approccio della Cina : «Perché i cinesi reagiscono in modo così drastico, chiudendo di fatto l'intero Paese?». Ma meno di due mesi dopo, il 15 marzo, annotava “Un giorno importante!” a commento della chiusura delle scuole e di gran parte delle attività economiche in California e New York, tutte misure da lui suggerite. Pochi mesi dopo, sempre il Fauci pubblico avrebbe negato di aver sostenuto il lockdown. In particolare in un’intervista rilasciata alla Abc nel 2022, aveva dichiarato di non aver avuto niente a che fare con la chiusura delle scuole.

Spicca la netta volontà di Fauci di cancellare le tracce delle sue conversazioni. In un momento concitato dell’audizione, il senatore Paul sostiene: «La commissione ha ricevuto da lei ripetute istruzioni, che intimavano ai funzionari federali di cancellare le comunicazioni». Per esempio: «Il 2 febbraio 2020, un giorno dopo [una teleconferenza sulle origini del Covid-19], lei ha detto a Francis Collins [allora direttore dei National Institutes of Health] : “Per favore, cancelli questa email dopo averla letta”». Collins e Fauci, per altro, sono stati i primi a voler screditare gli scienziati firmatari della Great Barrington Declaration, cioè quegli scienziati che sconsigliavano un lockdown totale, ma proponevano di limitare la protezione alle fasce più deboli della popolazione, fra cui anziani, immuno-depressi e persone con comorbidità pericolose.

La riservatezza e la segretezza del Fauci privato, fanno a pugni con il suo grande presenzialismo in pubblico. Un presenzialismo che, stando alle sue stesse “carte” private, era ben coltivato. I riferimenti al mondo dei media sono ben 1400 nei suoi appunti. Si legge, in uno di essi, «Sono stati scritti numerosi editoriali (su testate giornalistiche come il Washington Post, ecc.) e articoli di opinione (su Newsweek) su di me. Non riesco a stargli dietro, né a leggerli tutti. Il Paese ha bisogno di qualcuno a cui guardare con ammirazione di fronte alla presidenza Trump. Una dinamica psicologica interessante». A fianco dei rapporti maturati con membri di spicco dello star system, come Joan Baez, Julia Roberts e Barbra Streisand, ci sono quelli con i giornalisti di punta delle maggiori testate americane. E l’ambizione, che traspare, di diventare l’anti-Trump, la voce della “scienza” contro la “demagogia”: è fortissimo il disprezzo per il presidente americano, che Fauci definisce anche con epiteti insultanti come “un adolescente odioso”.

Nascondere i dubbi, dunque, e pilotare la narrazione. Verso dove? Verso la versione cinese dei fatti: virus solo naturale, nessuna colpa umana, lockdown unica soluzione per contenere il contagio. E tutto nel nome della “scienza”, contro il populismo, contro chi dubitava e che è stato liquidato come complottista. Quel che invece non emerge (e non lo sapremo finché non si apriranno anche gli archivi della Cina) è la vera origine del Covid e l’elenco degli eventuali responsabili, se dovesse essere confermata l’ipotesi di una fuga da laboratorio. Era davvero un virus ingegnerizzato? Era davvero fuggito a seguito di un esperimento di “guadagno di funzione” in cui un virus di origine animale viene deliberatamente manipolato per renderlo capace di infettare anche un umano? E i soldi dell’Nih americano, per tramite dell’associazione Eco Health, sono veramente finiti in Cina, per finanziare quegli esperimenti?