Uccisi nel Myanmar un pastore battista e un suo assistente
Erano stati arrestati con l’accusa di aver collaborato con uno dei gruppi armati che combattono contro la giunta militare dal 2021
È stata resa nota solo il 1° settembre la notizia che il 4 giugno, nel Myanmar, nello stato di Chin, i soldati governativi hanno ucciso il reverendo William, un pastore battista, e un suo assistente, Nam Ceu. Entrambi erano stati arrestati a maggio e da allora detenuti con l’accusa di aver collaborato con la Hakha Chinland Defence Force, uno dei gruppi armati di formazione popolare che combattono contro la giunta militare dal 2021, l’anno del colpo di stato che ha portato i militari al potere. Il funerale del pastore si è tenuto il 26 agosto nel villaggio di Chungcung. Lascia la moglie e cinque figli. “Ci uniamo al dolore della sua famiglia, della sua congregazione e di tutti i nostri fratelli e sorelle Chin ovunque si trovino. Si è trattato di un’esecuzione extragiudiziale, compiuta senza una corretta indagine né un giusto processo – ha dichiarato in un comunicato il reverendo dottor Robin Stoops, presidente del consiglio di amministrazione del Burma Research Institute ed ex segretario generale associato delle Chiese Battiste Americane USA – ma il dolore esige azioni. Chiediamo alla comunità internazionale, e in particolare agli Stati Uniti, di ritenere colpevoli i responsabili della loro morte”. L’uccisione del pastore e del suo assistente è avvenuta mentre erano in corso attacchi a chiese da parte dei soldati governativi. Il conflitto interessa soprattutto gli stati di Chin, Kayah, Kachin, Karen e parte dello Shan, dove vivono circa due milioni di cristiani. Secondo le organizzazioni non governative attive nelle zone di guerra gli attacchi a chiese, monasteri buddisti e altri luoghi di culto sono una rappresaglia contro le comunità sospettate di collaborare con le milizie di resistenza etnica. La maggior parte della popolazione del Myanmar sono buddisti. Ma nel paese vivono diverse minoranze etniche e religiose. Dal 20 al 30% della popolazione di etnia Karen è cristiana e i cristiani sono la maggioranza negli stati di Chin e Kachin. Decenni di persecuzioni ne hanno spinti molti a fuggire dal paese verso le vicine India e Thailandia. Altri hanno raggiunto gli Stati Uniti e l’Australia. Molti però sono quelli che si sono messi in salvo in campi profughi. Il pastore William aveva guidato la sua congregazione per 25 anni.


