Messori, Faà di Bruno e il ritorno del soprannaturale
Circostanze non casuali legano lo scrittore al suo "santo di quartiere" prima ancora che sapesse (e scrivesse) di lui e della sua famiglia religiosa. Un legame ancestrale che riaffiora tra i sogni e i segni che manifestano le tracce di Dio nel quotidiano.
Bux: fede e ragione il lascito di Messori a chi cerca la Verità
«Vittorio era l’incarnazione del vero cristiano» che aveva fatto suo il pensiero di Cristo e rifiutava l'utopia di un mondo "giusto" senza Dio. Così il teologo e liturgista rievoca l'itinerario dell'apologeta scomparso il 3 aprile (che oggi compirebbe 85 anni) e la profonda amicizia che li univa.
Messori, amico e scrittore pieno di ironia. E quella volta in autogrill…
La conoscenza nel 2008, il rapporto professionale, la sua ritrosia ad essere trattato come “personaggio”, l’amicizia e il suo tratto paterno. Ecco il Vittorio Messori raccontato dalla giornalista e traduttrice Sara Martín, che con il marito ha voluto lo scrittore come padrino del loro terzogenito.
Ipotesi su Messori che ora sa com'è andata la sua "scommessa"
Un maestro all'apparenza burbero, ma capace di grande delicatezza. E un'amicizia profonda che prosegue oltre la morte, perché radicata in quella fede che era al cuore dell'opera di Messori, avvicinando a Cristo tante anime smarrite.
Messori e l'apologetica, l'eredità e l'impegno per chi resta
Un fuoriclasse ma non un eroe solitario: l'opera di Messori implicava anche una "paternità" verso le nuove generazioni di scrittori e giornalisti desiderosi di difendere e promuovere le ragioni della fede. La testimonianza di Gianpaolo Barra e Riccardo Cascioli.
- L'ultima intervista: «La Madonna ce l'ho sempre davanti», di Riccardo Caniato
- La devozione a Maria era il "segreto" dell'opera di Messori, di Marco Begato
L'ultima intervista: «La Madonna ce l'ho sempre davanti»
La maturazione da "razionalista" a "madonnaro" e la presenza costante di Maria, da Lourdes a Maguzzano, nell'intervista concessa da Vittorio Messori a Riccardo Caniato, che pubblichiamo per gentile concessione del settimanale Maria con te (n. 2 / VII del 14 gennaio 2024).
La devozione a Maria era il "segreto" dell'opera di Messori
Indebolita la memoria, deposta la penna, del grande scrittore emergeva ciò che conta davvero: la pietà mariana, fondamento autentico di ogni apologetica.
Messori: al mondo non serve una Chiesa succursale dell'Onu
Un "cristianesimo sociale" senza radici nel divino può apparire compiacente ma è insufficiente. La sfida di Messori alla modernità laica era condotta in nome di una fede tanto più incarnata nella storia quanto più è rivolta alle cose di lassù.
Quando Messori infranse la congiura del silenzio sulla morte
Con Scommessa sulla morte Messori sfidò il tacito divieto di parlare della fine: senza escatologia non si saprebbe come affrontarla. Eppure essa include la domanda delle domande, quella sul destino eterno di ogni uomo.
- Messori: al mondo non serve una Chiesa succursale dell'Onu, di Luca Del Pozzo
Ipotesi su Gesù, le ragioni della fede spiegate magistralmente
Ripercorriamo la genesi del primo libro di Vittorio Messori e come divenne un successo editoriale straordinario in Italia e nel mondo. Un testo in cui il grande apologeta presentava con rigore le ipotesi razionaliste-atee su Gesù, di contro alle ragioni della fede.
- Messori e Lourdes, luogo della fede rocciosa, di E. Caprino
- Lo svarione di Cazzullo sul miracolo della gamba, di R. Cammilleri
Così Vittorio Messori divenne talent scout dell'apologetica
Due vite parallele, una lettera e un romanzo che inizialmente nessuno voleva pubblicare, ma che attirò l'attenzione del già celebre autore di Ipotesi su Gesù. Ne venne fuori una trentennale amicizia tra due grandi firme dell'apologetica, fondata su una sintonia più forte di qualche screzio che pure non mancò.
- "Non era un apologeta", la sciocchezza di Avvenire, di Riccardo Cascioli
Il miracolo, l’indagine sul contadino con la gamba riattaccata
Calanda, 1640. Due anni e cinque mesi dopo l’amputazione, all’ospedale di Saragozza, della gamba destra, Miguel Juan Pellicer, devoto alla Vergine del Pilar, si risveglia con la sua stessa gamba riattaccata. Nel saggio Il miracolo, Vittorio Messori riporta testimonianze e documenti dell’epoca.











