La devozione a Maria era il "segreto" dell'opera di Messori
Ascolta la versione audio dell'articolo
Indebolita la memoria, deposta la penna, del grande scrittore emergeva ciò che conta davvero: la pietà mariana, fondamento autentico di ogni apologetica.
Mi inserisco volentieri nel ricordo di Vittorio Messori, riprendendo un semplice aneddoto che peraltro avevo già avuto modo di esporre durante una delle ultime giornate della Nuova Bussola, intervistato da Stefano Chiappalone.
Diciamo subito che ho incontrato personalmente Messori una sola volta in vita mia e che questo incontro è stato la chiusura di un cerchio iniziato molto tempo addietro, quando ero ancora un giovane seminarista intento ad approfondire i fondamenti della fede.
In quegli anni giovanili cercavo risposte che andassero oltre le semplici formule del catechismo, e che però fossero più accessibili (per me ma anche in vista della predicazione) rispetto ai contenuti dei trattati teologici (più accessibili e a tratti più cattoliche – ma non vorrei ricadere sempre in polemica). Fu proprio il lavoro di Messori, e di quella stagione d'oro dell'apologetica italiana che a lui si collega, a fornirmi le coordinate per approfondire i miei studi, orientando in modo più preciso le mie scelte teologico-pastorali e, in generale, la mia crescita umana e sacerdotale.
Solo parecchio tempo dopo ho avuto il privilegio di fargli visita nello studio presso l’Abbazia di Maguzzano. Ma l’incontro, che mi ero immaginato ricco di citazioni e aneddoti utili a chiarire dubbi e interrogativi ecclesiali, ha preso una piega del tutto differente. Messori in quei giorni, a causa dell'età e della salute, faticava a rispondere. Mi ero preparato domande sulla situazione attuale della Chiesa e cercavo di approfondire pareri tecnici sui suoi testi, ma lui ribatteva in maniera evasiva, aggiungendo talvolta con estrema umiltà: «Guardi, in questo momento non ricordo».
Non nego che inizialmente mi sentii deluso, forse anche a motivo della mia superbia. Ma successivamente ho provato a leggere in modo diverso l’accaduto, fino ad accorgermi di un dettaglio importante: in effetti, ogni volta che non ricordava una fonte o una risposta, Messori senza scomporsi deviava il discorso verso un elogio o una citazione in onore della Vergine Maria.
Al che mi sono chiesto: cosa rimane in questo grande apologeta dopo una vita dedicata a rendere ragione della speranza, ora che la memoria vacilla e le forze hanno iniziato a venire meno? La risposta è stata semplice e disarmante: l'amore profondo per la Madonna. Tutto il resto — le analisi, i dibattiti, la fama internazionale — è dunque passato in secondo piano, mentre è emerso stabile, come una roccia che si scopre al ritiro della marea, il legame filiale con Maria Santissima.
Né si tratta di un’osservazione forzata o peregrina. Proprio lì, nell'uliveto dell'Abbazia di Maguzzano, Messori ci ha lasciato infatti un segno tangibile di questa sua intensa e antica devozione: una piccola chiesa a cielo aperto, senza tetto, con i muri ad altezza d'uomo. Si tratta di un luogo semplice e affascinante, dove si può celebrare l'Eucaristia attorniati da statue e targhe che richiamano un solo tema: i vari dogmi e titoli mariani. In un'epoca in cui vediamo le chiese bruciare o i loro tetti crollare, l'immagine di questa cappellina "scoperchiata" è potente. Ci ricorda che bisogna ripartire dalle fondamenta e dalle mura.
E per Messori, così come dovrebbe essere per la nostra "apologetica quotidiana", le fondamenta hanno avuto evidentemente il volto e il nome della Vergine Maria, lei «che sola ha distrutto tutte le eresie nel mondo intero».
Messori su Ratzinger: «Non ho mai conosciuto un uomo più buono»
In una intervista alla Nuova Bussola Quotidiana il celebre scrittore Vittorio Messori ripercorre la sua stretta amicizia con Joseph Ratzinger/Benedetto XVI, nata con il libro intervista "Rapporto sulla Fede" che nel 1985 provocò un terremoto nella Chiesa. «Era il contrario dell'uomo chiuso e censore che hanno voluto dipingere, mai conosciuto persona più umile». «Sono certissimo che è andato in Paradiso, non pregherò per lui, ma pregherò lui per me». «E quell'incontro a tu per tu dopo la sua rinuncia...»
- CON LA MORTE DI BENEDETTO XVI C'È PIÙ BUIO SULLA TERRA, di Stefano Fontana
- DAL 2 GENNAIO SALMA ESPOSTA IN SAN PIETRO, di Nico Spuntoni
- VIDEO: HA TESTIMONIATO IL PRIMATO DI DIO, di Riccardo Cascioli
Messori e Lourdes, luogo della fede rocciosa
Vittorio raccolse il testimone degli studi da Don Laurentin. Lourdes ha trovato in Messori uno studioso capace di cogliere appieno il significato e il dono delle Apparizioni. Sarebbe bello che il Santuario gli dedicasse un luogo.
Messori: al mondo non serve una Chiesa succursale dell'Onu
Un "cristianesimo sociale" senza radici nel divino può apparire compiacente ma è insufficiente. La sfida di Messori alla modernità laica era condotta in nome di una fede tanto più incarnata nella storia quanto più è rivolta alle cose di lassù.
Quando Messori infranse la congiura del silenzio sulla morte
Con Scommessa sulla morte Messori sfidò il tacito divieto di parlare della fine: senza escatologia non si saprebbe come affrontarla. Eppure essa include la domanda delle domande, quella sul destino eterno di ogni uomo.
- Messori: al mondo non serve una Chiesa succursale dell'Onu, di Luca Del Pozzo
Messori e l'apologetica, l'eredità e l'impegno per chi resta
Un fuoriclasse ma non un eroe solitario: l'opera di Messori implicava anche una "paternità" verso le nuove generazioni di scrittori e giornalisti desiderosi di difendere e promuovere le ragioni della fede. La testimonianza di Gianpaolo Barra e Riccardo Cascioli.
- L'ultima intervista: «La Madonna ce l'ho sempre davanti», di Riccardo Caniato
- La devozione a Maria era il "segreto" dell'opera di Messori, di Marco Begato
L'ultima intervista: «La Madonna ce l'ho sempre davanti»
La maturazione da "razionalista" a "madonnaro" e la presenza costante di Maria, da Lourdes a Maguzzano, nell'intervista concessa da Vittorio Messori a Riccardo Caniato, che pubblichiamo per gentile concessione del settimanale Maria con te (n. 2 / VII del 14 gennaio 2024).
Preghiera e annuncio, l'eredità di Rosanna Brichetti Messori
Rosanna Brichetti Messori è morta questo pomeriggio, 16 aprile, a Desenzano del Garda. Una donna di fede, esempio di amore a Cristo e alla Chiesa, grande amica della Bussola, che ha sempre incoraggiato il nostro lavoro e ha donato ai nostri lettori delle testimonianze uniche. Il funerale si celebrerà martedì 19 aprile alle ore 9.30 nel Duomo di Desenzano.
- CARA ROSANNA, SEI STATA MODELLO DI DONNA CATTOLICA, di Patricia Gooding Williams
- VIDEO: L'ATTESA DI DIO NELLA VECCHIAIA
- SANTA MARIA IN SABATO

