Manifestazione per la Vita, a Roma contro aborto ed eutanasia
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Sabato pomeriggio, nella capitale, il corteo per difendere la vita dal concepimento alla morte naturale. Più di cento le associazioni aderenti, migliaia i partecipanti previsti. Un evento che si svolgerà nel segno delle incoraggianti parole di Leone XIV sui principi non negoziabili.
Manca poco al grande appuntamento annuale della Manifestazione nazionale per la Vita, che si terrà questo sabato, 13 giugno, a Roma. Più di cento le associazioni che aderiscono all’iniziativa per la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale. Prevista la partecipazione di migliaia di persone: l’evento avrà inizio alle 14.30 da Piazza della Repubblica e si concluderà, dopo un corteo, nella piazza antistante la basilica di San Giovanni in Laterano.
Tanti i fronti su cui chi condivide i fini della Manifestazione si trova a combattere anche quest’anno. Prima di tutto, la battaglia contro l’aborto, la cui legalizzazione nel 1978 ha rappresentato il primo passo dell’attacco sistematico – con il sigillo dello Stato italiano – alla vita umana. Gli ultimi dati del Ministero della Salute, relativi al 2023, parlano di 65.746 aborti ufficiali. Una cifra già di per sé enorme, corrispondente a una città di provincia di medie dimensioni, che andrebbe peraltro aggiustata al rialzo tenendo conto non solo degli aborti clandestini – che la legge 194, diversamente da quanto sostenevano i suoi promotori, non ha fatto scomparire – ma degli innumerevoli cripto-aborti ottenuti attraverso i cosiddetti contraccettivi d’emergenza. Va ricordato infatti che le varie “pillole del giorno dopo” (o dei tre-cinque giorni dopo) non hanno solo un effetto antiovulatorio, come oggi affermano i relativi bugiardini, ma possono avere – laddove avvenga il concepimento – anche un effetto abortivo, impedendo l’annidamento dell’embrione.
Altro fronte – che riguarda sempre la dignità dell’embrione nonché il significato dell’atto sessuale – è quello della fecondazione artificiale, che comporta il sacrificio e il congelamento di diverse migliaia di embrioni all’anno. Ventidue anni di legge 40, insieme alle sentenze della Corte costituzionale che hanno demolito diversi “paletti” e allargato le maglie della stessa legge, hanno contribuito a normalizzare nell’opinione pubblica quella che eufemisticamente è detta procreazione medicalmente assistita (Pma), ma che in realtà implica la degradazione dell’essere umano, usato come mezzo.
C’è poi il fronte oggi più politicamente caldo, quello del suicidio assistito. Il 3 giugno è ripreso l’iter del relativo disegno di legge, o meglio, dei due disegni di legge attualmente allo studio del Senato. Il Ddl Bazoli, voluto dal Pd, è stato rispedito in commissione il 3 giugno stesso (88 voti favorevoli, 59 contrari alla questione sospensiva presentata da Fratelli d’Italia). Ma rimane il pericolo più concreto del testo sostenuto dalla maggioranza di centrodestra, il Ddl Zanettin-Zullo, che Forza Italia vuole a tutti i costi approvare. Il partito che fu di Silvio Berlusconi ha presentato degli emendamenti, con cui cerca tra l’altro di coinvolgere i medici di base e quelli ospedalieri nell’assistenza al suicidio e chiede che il Consiglio Nazionale delle Ricerche reperisca gli strumenti utili a uccidersi. Un evidente tradimento, quello di Forza Italia, della linea seguita dal proprio fondatore sul tema e, prima ancora, di quello che è il fine della medicina: curare e salvare vite, non certo abbandonare e dare la morte.
A ricordare ai parlamentari, in primo luogo cattolici, quale deve essere l’atteggiamento verso leggi e progetti di legge che attaccano la vita umana ci ha pensato provvidenzialmente Leone XIV lo scorso 8 giugno, proprio all’inizio di questa settimana, per di più in un contesto politico: il Congresso dei Deputati della Spagna. «Se la vita cessa di essere riconosciuta come un valore fondamentale, quale futuro possono avere le nostre società? Può dirsi pienamente giusta una comunità che lascia nell’ombra il bambino non ancora nato, l’anziano, il malato, chi soffre in silenzio o chi dipende interamente dalla cura degli altri?». Interrogativi, quelli del Santo Padre, che scuotono la coscienza e ai quali lui stesso dà delle risposte chiare: «Ogni vita umana dev’essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto, in ogni circostanza della sua esistenza. Quando questa certezza si offusca, i più vulnerabili sono le prime vittime e la legge perde il suo significato più profondo: servire e proteggere ogni persona. Per questo, la grandezza morale di una nazione si manifesta, soprattutto, nella sua capacità di accompagnare, proteggere e amare quelle vite segnate da maggiore fragilità», ha aggiunto papa Prevost rivolgendosi ai parlamentari spagnoli in un discorso in cui ha difeso anche la famiglia e la libertà di educazione.
Parole che non possono che incoraggiare gli organizzatori della Manifestazione per la Vita e, in generale, tutto il mondo pro life. Incoraggiano tanto più in un’epoca storica come la nostra, in cui la stessa possibilità di difendere i nascituri e le persone più fragili è messa in discussione, vedi le censure di manifesti, gli assalti a sedi di organizzazioni pro vita, le minacce di morte, le risposte blasfeme a semplici campane, la proibizione perfino dei volantinaggi e della preghiera silenziosa presso le strutture abortive: tutti fatti che, tra l’Italia e l’estero, si stanno via via radicando fino a diventare routine.
E nel nostro Paese c’è chi vorrebbe impedire la stessa manifestazione di sabato. A denunciarlo è Pro Vita & Famiglia: «Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, centri sociali, ANPI, CGIL e decine di altre organizzazioni hanno scritto una lettera ufficiale al sindaco Gualtieri e al prefetto di Roma chiedendo di vietare i cortei definiti “anti-costituzionali” del 13 giugno». Uno di questi cortei oggetto delle mire censorie della sinistra è proprio quello per la vita, l’altro è quello sulla remigrazione in programma lo stesso giorno nella capitale: i due cortei non sono collegati l’uno all’altro, ma fanno parte della medesima propaganda liberticida proveniente da politici e media di sinistra. Ma a dispetto di questa propaganda contraria, la Manifestazione per la Vita è confermata.
Al Congresso spagnolo Leone XIV ribadisce i principi non negoziabili
Nel suo discorso ai parlamentari il Papa ha ricordato la storia cristiana della Spagna, oggi secolarizzata, e indicato tre pilastri da difendere: la vita, la famiglia, la libertà educativa. Leone ha affrontato anche il tema della libertà religiosa, ma senza un riferimento diretto al cattolicesimo come religio vera.
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Da Forza Italia a Forza suicidio assistito
Dietro alla calendarizzazione in Senato della discussione sul suicidio assistito per il prossimo 3 giugno, sta l'iniziativa degli eredi di Silvio Berlusconi che hanno imposto al partito una deriva laicista, facendo da sponda alla sinistra.
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Aborto, altri 65 mila bambini uccisi. E si vendono più pillole
Il Ministero della Salute ha presentato il suo rapporto annuale sullo stato di attuazione della legge 194: 65.746 gli aborti ufficiali nel 2023. Nuovo record per la vendita dei “contraccettivi d’emergenza”, responsabili di innumerevoli cripto-aborti.
Ancora contro-adorazioni, ma la campana dei bimbi non nati si diffonde
Il gruppo transfemminista “Spiraglio imperiese” è tornato a disturbare i cattolici riuniti in chiesa a pregare. Manifestazioni autorizzate dalla Questura, ma contro la libertà di culto. La risposta dei fedeli: più adoratori e nuove campane per la vita pronte a suonare.
A Modena prove di tirannia: gli abortisti vogliono le zone cuscinetto
In corso, a Modena, 40 Giorni per la Vita: i volontari pregano davanti al Policlinico e offrono informazioni alle donne in cerca di un’alternativa all’aborto. Una presenza inaccettabile per politici e gruppi abortisti, che vogliono importare in Italia il sistema totalitario delle zone cuscinetto britanniche.
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Proprio mentre è in corso il processo ad Adam Smith Connor, accusato di preghiera silenziosa nei pressi di una clinica per aborti, il governo laburista rende obbligatoria in tutto il Regno Unito la creazione di aree di sicurezza attorno agli ospedali per impedire una presenza pro-life.
I manifesti di Pro Vita, censurati da chi è contro la libertà
Strappati e imbrattati dal vandalismo ideologico in diverse città italiane e in almeno tre (Bergamo, Milano, Trento) addirittura rimossi dalle giunte comunali. Nonostante fossero regolarmente autorizzati. I manifesti di Pro Vita contro gli effetti deleteri della Ru486, sia per i bambini che per le donne, confermano le contraddizioni degli abortisti. L’associazione prepara i ricorsi. E si organizzano veglie contro la censura.

