• IL LIBRO

    “Diario di prigionia” di Pell: un martirio che ci spetta

    È uscito il “Diario di prigionia” (Cantagalli) scritto dal cardinal Pell tra il 27 febbraio del 2019 – primo giorno di detenzione – e il 13 luglio di quello stesso anno, mentre si trovava ancora in attesa del verdetto del suo ricorso in appello. Nel volume si parla della difficoltà del perdono, della preoccupazione della Chiesa, del sollievo per le conversioni che questa ingiustizia ha provocato, dell’origine diabolica degli abusi, di papa Benedetto e Francesco.

    • AUSTRALIA

    Il vescovo morto innocente a cui augurano l’Inferno

    Alla morte a gennaio dell'arcivescovo emerito di Adelaide, Philip Wilson, molti utenti dei social gli hanno augurato l’Inferno. Il motivo? L’accusa di aver coperto un sacerdote pedofilo. In realtà monsignor Wilson è morto da innocente perché a fine 2018 è stato assolto con motivazioni che rappresentano una lezione di civiltà giuridica, contro ogni pressione mediatica.

    • AUSTRALIA

    Pell, la persecuzione potrebbe non essere finita

    Intervistato da Sky, Pell ha detto di essersi sentito vittima di una “guerra culturale” contro il Cristianesimo. Riguardo al suo passato ruolo in Vaticano, il cardinale avalla le voci che quanto gli è successo possa essere legato alle sue riforme finanziarie. In Australia, intanto, minacce di morte contro di lui. E l’Herald Sun scrive di nuove accuse: la persecuzione continua?

    • AUSTRALIA

    Finalmente giustizia, assolto e liberato il cardinale Pell

    Dopo 404 giorni di ingiusta detenzione, finalmente stamattina alle 4.30 ore italiane si sono aperte le porte del carcere di Barwon per il cardinale George Pell, due ore e mezzo dopo la sentenza dei giudici dell'Alta Corte di Brisbane. «L'unica base per una guarigione duratura è la verità», ha dichiarato.

    • FOLLIE PROCESSUALI

    Per non dimenticare Pell: ecco come sta il cardinale

    Georg Pell è rinchiuso in carcere dopo un processo che ha suscitato reazioni critiche anche fra commentatori indifferenti se non ostili ai cattolici. L’accusa non è stata in grado di portare nessuna prova a suo carico e la condanna è stata messa in discussione. Il National Catholic Register ha ricevuto notizie del porporato da persone a lui vicine.

    • UNA SENTENZA CHE FA ACQUA

    Weigel smonta i giudici che hanno condannato Pell

    Dopo il voto di 2-1 che ha confermato, malgrado la mancanza di prove, la condanna per abusi per il cardinale Pell, lo scrittore Weigel mette a nudo i pregiudizi della giustizia australiana. Che ha definito «memoria incerta» la testimonianza di decine di persone a favore del porporato, dando credito alle accuse strampalate dell’unico denunciante. Un po' come nell’Urss di Stalin.

    • IN AUSTRALIA

    Il cardinale Pell al processo d'appello, punti per la difesa

    Dopo la condanna in primo grado per presunti abusi su minori, la Corte d'appello sta analizzando il ricorso di George Pell. L'accusa è in difficoltà. Uno dei tre giudici nota che la sola testimonianza (più volte cambiata) dell'accusatore non è sufficiente; e un altro giudice dubita dell'attendibilità del racconto sugli abusi avvenuti in cattedrale subito dopo l'affollata Messa domenicale.

    • AUSTRALIA

    Pell condannato a 6 anni e messo alla gogna. Ma c'è il ricorso

    George Pell è stato condannato a sei anni di prigione con la possibilità, dopo tre anni e otto mesi, di ottenere la libertà su cauzione. Durante l’udienza, trasmessa in diretta, il giudice si è scagliato contro il cardinale, in quella che è sembrata una vera e propria gogna. I legali di Pell hanno già presentato ricorso su tre basi, prima tra tutte l’irragionevolezza del verdetto che si fonda “unicamente sulla parola del denunciante”.