• CAUCASO

    La guerra invisibile. Escalation di scontri fra Armenia e Azerbaigian

    Scontri a fuoco al confine fra l’Azerbaigian e l’Armenia hanno provocato almeno 150 morti in due giorni. Nel silenzio dei media, la guerra fra Armenia e Azerbaigian sta ricominciando dopo due anni di fragile tregua. Con un gradino di escalation in più: non si è trattato solo di scontri fra azeri e armeni dell’Artsakh (Nagorno-Karabakh), ma di una battaglia diretta fra gli eserciti regolari armeno e azero al confine internazionale riconosciuto fra i due Stati. Baku tasta la debolezza della Russia, protettrice dell'Armenia, e potrebbe sfruttare l'opportunità per un attacco.

    - PAPA IN KAZAKISTAN: "NON SI USI IL SACRO PER LA GUERRA" di Nico Spuntoni

    • YEMEN, CAUCASO, COREA

    Come la guerra in Ucraina agita le acque in Asia

    L’invasione russa dell’Ucraina agita le acque internazionali e rischia di creare le condizioni per lo scoppio di nuovi conflitti. In quest’ultimo “tranquillo weekend di paura”, l’Asia, dal Mar Rosso al Mar Giallo, ha assistito alla recrudescenza di alcuni dei conflitti più duraturi della storia contemporanea: Yemen, Nagorno-Karabakh e Corea.

    • IN GUERRA

    L’Artsakh ci mostra la pasta dell’esercito armeno

    Nell’anno 451 l'Armenia combatteva contro la Persia che voleva convertirla al mazdeismo. I soldati armeni pregarono: “Che la nostra morte eguagli la morte dei giusti e l’effusione del nostro sangue quello dei santi martiri. Gradisca Dio il nostro volontario sacrificio e non dia la sua Chiesa in mano ai pagani”. Persero, ma la nazione non si convertì. Oggi in Nagorno-Karabakh accade qualcosa di simile.

    • TESTIMONIANZE DALL'ARMENIA

    Così un popolo lotta con fede mentre c'è chi si converte sotto le bombe

    La Bussola incontra l'Armenia: le preghiere del soldato 23enne che si arruola e viene ferito per difendere la patria, quello che si sposa in mezzo alle macerie, i preti che partono per stare coi combattenti. E il giornalista russo ferito nel bombardamento della cattedrale che descrive il miracolo della sua salvezza nella bambina che lo ha medicato: “Ero ateo ma ora credo in Dio”. Testimonianze di un popolo che combatte animato dalla fede in Cristo. 

    • 100 ANNI DI PERSECUZIONI

    Perché turchi e azeri attaccano il Nagorno-Karabakh armeno?

    Il Nagorno-Karabakh è sempre stato armeno, anche se Stalin lo regalò all'Azerbaijan nel 1923. Dopo la caduta dell'Urss la popolazione totalmente cristiano-armena votò per l'indipendenza, ma la Turchia che da sempre mira ad espandere il suo potere (per cui avviò il genocidio del 1915) vuole la nostra terra. La persecuzione non ha fine e se non si pone un freno anche l'Europa ci rimetterà.

    • IL VIDEO

    I soldati armeni che cantano in guerra hanno già vinto

    Abbiamo raccontato come i soldati del Nagorno-Karaback stanno combattendo mostrando il valore di una virilità che il nichilismo ha buttato via. Ma vale la pena vederlo con i propri occhi attraverso un video. Un gruppo di giovani si prepara a difendere dagli Azeri la propria terra e mentre lo fa canta parlando di patria, nemico, morte, sofferenza: i vocaboli proibiti dell'Occidente disperato.

     

    • NAGORNO/TESTIMONIANZA DAL FRONTE

    "Turchi e azeri ci vogliono morti, noi armeni difendiamo la cristianità"

    “Da qui, mentre sento i rumori degli spari e delle bombe, vedo quanto è grande la menzogna dei media occidentali”. Teresa Mkhitaryan, fondatrice dell’associazione umanitaria Il Germoglio, parla dell’attacco che sta subendo la sua terra natale: “Non è vero che sono morte centinaia di persone, ma migliaia; non è vero che ad attaccare siamo stati noi ma l’Azerbaijan; non è vero che stanno colpendo solo il Nagorno-Karabakh”. Ma ecco come sta reagendo "la mia gente, testimoniando un coraggio e una fede impressionanti".
    - LA GALLERY: CIVILI E SOLDATI REAGISCONO CON FEDE ALL'ATTACCO