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Stupri da parte di immigrati: media e femministe tacciono

Immagini terrificanti riprese dai residenti di Stalingrad. C'è una donna violentata sulla pubblica piazza. È il secondo stupro in dieci giorni alle porte di Parigi, dove gli imam vengono espulsi per occupazione illegale e la polizia non ha potere di fermare le guerre fra bande. Stessa dinamica, stesso quartiere, medesima omertà di stampa e femministe. 

Immagini terrificanti, atroci, riprese dai residenti nel cuore di Stalingrad. C'è una donna violentata sulla pubblica piazza da un uomo in trance. L'uomo è stato arrestato e riconosciuto dalla sua vittima. E ora è in custodia per "stupro e traffico di droga".

È il secondo stupro in dieci giorni alle porte di Parigi. Stessa dinamica, stesso quartiere. Medesima omertà della stampa locale - tranne pochissime eccezioni - ed internazionale. Due episodi gravissimi, eppure un assordante silenzio da parte del mondo femminista. E di tutta quell'enorme rete di attivisti che non hanno organizzato alcun tipo di ondata d'indignazione.

Sarà perché è avvenuto in un quartiere che è stato ribattezzato "Stalincrack" dai suoi esasperati abitanti, dove terroristi e immigrati hanno invaso lo spazio pubblico e trasformato il distretto nella capitale europea della droga e dei tossicodipendenti. Siamo a nord ovest di Parigi, nel 19° arrondissement. Là le autorità non sanno più che cosa inventarsi. Da qualche settimana il sindaco ha pensato di concedere ai tossici un parco tutto per loro. L'idea è di recintare immigrati e tossicodipendenti in modo da non disturbare i residenti.

Immigrati e tossicodipendenti però bivaccano dal mattino alla sera sui marciapiedi e lungo la via, tanto che Le Figaro ha raccolto, proprio in questi giorni, la voce di una cittadinanza esasperata e disgustata: "Ci sentiamo i sacrificati di queste politiche. Non serve a niente protestare. Ceceni e albanesi hanno occupato ogni spazio pubblico. Non c'è più speranza". Solo pochi giorni prima dei due stupri in pubblica via, un immigrato eritreo veniva arrestato per omicidio e tentato stupro.

Una donna dalla Costa D'Avorio ha raccontato a Le Figaro, di come il quartiere sia popolato in gran parte da immigrati che sono partiti con lei. La prostituzione è dietro gli alberi. Che l'amministrazione ha pensato di potare completamente nel tentativo di sradicare il fenomeno. Le donne immigrate si prostituiscono per cinque euro. Ogni giorno sono i residenti ad inoltrare alla stampa i video delle bande di immigrati e tossicodipendenti che si fanno la guerra con fuochi d'artificio. Gli stessi che utilizzano per colpire la polizia come testimonia questo video.

È lo stesso quartiere dove gli imam vengono espulsi per occupazione illegale: si denunciano a vicenda in cerca del dominio del territorio. E i circoli culturali musulmani e moschee si moltiplicano giorno dopo giorno con permessi legali concessi dal sindaco di turno. Siamo nel medesimo distretto dove nel 2016, nei pressi della stazione s'accamparono 4000 immigrati. Ci volle non poco per sgombrare il campo improvvisato con tanto di materassi e panni stesi.

Forse è per questo che la schiera di solitamente pronti, e soprattutto pronte, a cogliere la minima notizia del genere per denunciare il retaggio culturale e le politiche pubbliche incapaci di essere dalle parte delle donne vittime di uomini bianchi, è rimasta silente. La "cultura dello stupro" questa volta non è stata denunciata. Come ogni volta che i fatti avvengono nei "territori perduti della Repubblica".

Anche quando la giovane adolescente Mila ha ricevuto una valanga di minacce di morte, appelli allo stupro e i famosi "abusi sessisti" per aver insultato l'islam, le principali associazioni femministe sono rimaste in silenzio. Evidentemente la cultura dello stupro è una malattia solo se targata "Occidente", per il resto può pure andare. Saranno usanze loro.

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