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Epidemie

Riprendono in Afghanistan le vaccinazioni contro la poliomielite

Dopo un bando di cinque mesi i talebani riammettono le equipe mediche di Oms e Icrc incaricate delle campagne di vaccinazione contro la polio. Preoccupano le conseguenze della lunga sospensione

Svipop 27_09_2019

I talebani hanno revocato il bando delle attività mediche in Afghanistan dell’Organizzazione mondiale della sanità e della Croce Rossa Internazionale imposto lo scorso aprile dopo aver accusato ancora una volta di “attività sospette” le equipe incaricate di vaccinare i bambini contro la poliomielite. Da anni i talebani sostengono che le campagne contro la malattia sono in realtà un espediente escogitato dall’Occidente per sterilizzare i bambini musulmani e un pretesto per spiare le loro attività. Più volte gli operatori sanitari sono stati attaccati e uccisi costringendo a sospendere le vaccinazioni. Così facendo, i talebani hanno contribuito a impedire che la polio fosse debellata. Afghanistan e Pakistan sono gli unici due stati in cui la malattia è ancora endemica. L’Oms ritiene che dall’inizio del 2019 l’abbiano contratta almeno 16 bambini. Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, nel dare l’annuncio della sospensione del bando ha garantito che gli operatori sanitari saranno al sicuro, ma ha posto delle condizioni. Dovranno svolgere solo “lavoro medico” e chiedere l’autorizzazione dei gruppi talebani per assumere dei dipendenti locali. Inoltre potranno vaccinare i bambini solo nei centri sanitari e non, come in passato, casa per casa. Il rappresentante dell’Oms in Afghanistan, Richard Peeperkorn, ha commentato: “Accogliamo l’annuncio come un passo nella giusta direzione. Insieme ai nostri partner daremo vita a dei presidi medici nelle aree interdette in precedenza. Comunque siamo preoccupati degli effetti di questa lunga pausa delle vaccinazioni. Molti bambini sono diventati vulnerabili, in futuro ne vedremo tanti paralizzati”.