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Re Carlo non è più “Defensor Fidei”

«Sua Maestà (…) protegge lo spazio per la Fede all'interno della nazione multireligiosa». Così in una relazione ufficiale. Da Difensore della Fede, titolo che per un sovrano scismatico è un abuso, re Carlo diventa difensore di una generica e vuota fede.

Dottrina sociale 08_07_2026
Carlo III di Inghilterra (ImagoEconomica)

Il Sovereign Grant è il finanziamento sovrano della famiglia reale inglese che comporta annualmente una spesa di 369 milioni di sterline. Nella relazione con cui gli organi competenti hanno fissato il 26 giugno scorso l’ultima tranche del finanziamento si legge che «Sua Maestà è il Governatore Supremo della Chiesa d'Inghilterra e protegge lo spazio per la Fede all'interno della nazione multireligiosa». Com’è facile notare, questa espressione è molto diversa dall’appellativo storicamente attribuito ai sovrani inglesi: "Capo della Chiesa d'Inghilterra e Difensore della Fede".

Il titolo di Defensor Fidei fu attribuito da Leone X ad Enrico VIII nel 1521 per aver contrastato la riforma di Lutero e aver ribadito l’adesione dell’Inghilterra alla Chiesa cattolica. Come si sa, gli eventi successivi presero un’altra strada: Enrico VIII fondò una nuova Chiesa con a capo il re d’Inghilterra e perseguitò aspramente i vescovi rimasti fedeli a Roma, come Giovanni Fischer, e anche propri ministri, come Tommaso Moro. Le violenze aumentarono sotto il regno di Elisabetta, colpirono gli ordini religiosi con l’incameramento dei loro beni e con il divieto di celebrare la Messa. Nel frattempo, l’anglicanesimo assunse progressivamente molte connotazioni protestanti e attualmente si trova in uno stato di decomposizione interna. Ma il titolo di Defensor Fidei rimase per tutti i successivi 500 anni.

In occasione dell’ultimo Ramadan, Buckingham Palace ha inviato a tutti i musulmani abitanti in Inghilterra e nel Commonwealth un messaggio di buon augurio da parte del monarca, mentre aveva dimenticato di augurare buona Pasqua ai cristiani.

Il problema non è l’eliminazione del titolo Defensor Fidei, che era un abuso già ai tempi di Enrico VIII e, se riferito alla religione cattolica, è rimasto tale per 500 anni, quanto invece la constatazione dello spirito dell’Inghilterra liberale, vale a dire il pluralismo religioso fondato sull’indifferentismo religioso. Da Difensore della Fede, re Carlo diventa difensore di una generica e vuota fede, di un atteggiamento senza contenuti, ossia di tutte le fedi e di nessuna di esse, difensore del pluralismo liberal, andando così in contrasto anche con la ragione. Questa non è più ritenuta in grado di capire e valutare la differenza tra una religione e un’altra, abdicando ai propri doveri e alle proprie possibilità.

Del resto, anche dalle parti del cattolicesimo si sono verificate strane “aperture” analoghe. Il 20 febbraio 2026 anche il Dicastero per il dialogo interreligioso ha diffuso un messaggio in occasione del Ramadan, e papa Leone XIV il 26 marzo 2026 ha inviato un messaggio alla signora Sarah Mullally, arcivescovo di Canterbury, invocando su di lei «le benedizioni di Dio Onnipotente mentre assume le sue alte responsabilità», ricevendola poi in udienza e addirittura pregando insieme a lei.

Stefano Fontana