• DISCRIMINAZIONI AL CONTRARIO

Nuova Zelanda: oltre il 10% del Parlamento è Lgbt

Vittoria schiacciante per la paladina arcobaleno Jacinda Ardern: uno dei cambiamenti repentini che la nuova maggioranza laburista imporrà a tutti i cittadini sarà certo quella dell'espansione dell'ideologia Lgbt. Bando totale a ogni terapia riparativa, bagni neutri in tutte le scuole di ogni ordine e grado, assistenza sanitaria che risponda alle esigenze delle persone trans. Istituzione dei “crimini d’odio”.

La Nuova Zelanda svolta a sinistra e diventa il paese con il maggior numero di LGBTI in Parlamento: sulla scia della popolarità di Jacinda Arden (nella foto in alto con delle drag queen), i Laburisti (i socialisti di tradizione inglese) alle elezioni del 17 ottobre ottengono la piena maggioranza del Parlamento con 64 seggi, 3 in più della maggioranza necessaria per governare da soli. Con 12 membri (8 Laburisti e 4 Verdi) apertamente lesbiche, gay, bisessuali, transgender e queer sui 120 membri che siederanno nel prossimo Parlamento (+ 7 rispetto ai parlamentari precedenti) la rappresentanza arcobaleno complessiva sarà quindi del 10% e supererà il Regno Unito che detiene l'attuale ‘titolo’ di Parlamento più arcobaleno al mondo, con il suo 7%.  Mala tempora currunt.

Sino alle elezioni di sabato, era stata una coalizione con il partito nazionalista di New Zealand First (ora senza rappresentanza parlamentare) a consentire alla Arden di Governare il paese dei Kiwi negli ultimi anni. Con una solida ed ampia maggioranza, ora la Arden non avrà nessun freno nel legiferare su eutanasia e cannabis libera, quesiti referendari votati nella medesima giornata ma i cui risultati ufficiali verranno resi pubblici solo il 30 Ottobre. Se il buon giorno si vede dal mattino, a fine ottobre il responso elettorale dirà che la maggioranza dei neozelandesi accetta l'eutanasia, i sondaggi danno i 60% dei favorevoli, più incerto l’esito finale sulla cannabis. In particolare nell’ “End of Life Choice Act“ (eutanasia) si prevede che sia possibile richiedere l’eutanasia per qualunque persona che sperimenti "una sofferenza insopportabile che non può essere alleviata in un modo che la persona consideri tollerabile", non è necessario che la sofferenza sia fisica. Potete solo immaginare cosa capiterà.

La scelta del Referendum sui due temi era stata imposta dagli alleati della Arden lo scorso anno, ora i Laburisti non avranno nessun freno non solo ad imporre queste loro leggi ma, senza alcun dubbio, amplieranno la portata della attuale normativa ‘Anti-Discriminazione’ e introdurranno vincoli e limitazioni a tutti coloro che si oppongono all'ideologia LGBTI. I parlamentari LGBTI faranno pesare il propri voti. Non a caso, dopo la proclamazione dei risultati, la stessa Jacinda Arden non solo ha dichiarato di voler governare per “tutti i neozelandesi”, ma anche di “voler accelerare i cambiamenti” nel paese.

Uno dei cambiamenti repentini che la nuova maggioranza politica neozelandese imporrà a tutti i cittadini sarà certo quella della espansione della ideologia LGBTI. Bando totale ad ogni ‘terapia riparativa’ per le persone LGBTI, bagni neutri in tutte le scuole di ogni ordine e grado, assistenza sanitaria che risponda alle esigenze delle persone trans, intersessuali e di genere diverso dal maschile e femminile. Inoltre, si investiranno 4 milioni di dollari nella salute mentale dei giovani LGBTI, si rivedranno le politiche di adozione e maternità surrogata al fine di rimuovere le pratiche discriminatorie. Queste le promesse confermate a pochi giorni dal voto, dal potentissimo Portavoce LGBTI dei Laburisti : “Il nostro partito è e sarà "implacabilmente orgoglioso di sostenere le comunità Rainbow".

Tutto qui? Nemmeno per idea. La stessa Jacinda Ardern ha detto che si includerà religione, orientamento sessuale, età e disabilità nella legislazione che si occupa di incitamento all'odio e discriminazione. Prima della scorsa estate anche in questo caso era stato il partito di coalizone NZ Nation First a bloccare ogni deriva laburista che mettesse in pericolo la libertà di espressione, con il nuovo parlamento dove persino i Conservatori (dichiaratamente favorevoli alle derive LGBTI) sono ridotti al lumicino (da 56 a 35 seggi), non solo la libertà di espressione e credo saranno messe in discussione e molto probabilmente limitate in nome della non discriminazione nei confronti degli LGBTI e dei loro desideri. Misure per la ‘maggiore inclusione’ delle diversità nelle scuole, sono già introdotte da un mese, ogni studente può scegliere il pronome maschile, femminile o neutro con il quale professori e personale scolastico si devono rivolgere a lui/lei/?...

C’è poco da stare allegri in terra neozelandese, le intenzioni dei Laburisti arcobaleno sono inquietanti, perciò la gran cassa dei mass media internazionali suona la fanfara: una vittoria ‘inclusiva’.