• Le ragioni di una sentenza

Medici a processo: "No agli ormoni per cambiare sesso"

Il The Mail on Sunday (Daily Mail) ha pubblicato tutti gli atti, prima secretati, del processo contro la Tavistock che ha portato l’Alta Corte di Londra ha richiedere a chi pratica il blocco della pubertà e somministra ormoni ai bambini per farli apparire del sesso opposto di non procedere ai trattamenti prima dei 16 anni senza aver sentito un parere della corte.

A leggere quanto hanno riportato non solo i giovani trattati quando erano piccoli che hanno denunciato la clinica, ma anche i medici che hanno testimoniato al processo, si comprende che la Corte avrebbe dovuto fermare totalmente ogni tipo di somministrazione di ormoni ai minorenni in qualsiasi caso. Purtroppo, però, si capisce anche perché i giudici non siano andati fino in fondo: come ha sottolineato un medico coinvolto, oggi a decidere non è più la scienza e nemmeno la giustizia, bensì la moda e la politica totalmente schiave dell’ideologia gender.

“Finora - si legge appunto sul quotidiano inglese - un'ordinanza del tribunale ha impedito che la testimonianza di eminenti medici fosse resa pubblica. Ma gli avvocati del The Mail on Sunday hanno sostenuto con successo un significativo interesse pubblico a divulgare il materiale”, ottenendo le “dichiarazioni devastanti”. Fra queste, quella del professor Christopher Gillberg, esperto di psichiatria infantile, che ritiene che prescrivere farmaci per ritardare la pubertà sia uno scandalo, "un esperimento dal vivo" sui bambini vulnerabili: "Abbiamo abbandonato una pratica clinica basata su prove scientifiche consolidate per passare a potenti farmaci che alterano la vita di un gruppo vulnerabile di adolescenti e di bambini sulla base di una ipotesi".

Insieme a lui altri medici hanno chiarito che il blocco della pubertà e la somministrazione di ormoni del sesso opposto possono “danneggiare lo sviluppo celebrare e osseo”, con rischi per la fertilità nel caso dei preparati per bloccare la pubertà da cui “i medici non mettono in guardia i pazienti”. Nello stesso tempo, però, sapendo cosa potrebbe accadere loro “le cliniche stanno esortando le adolescenti...a scegliere i donatori di sperma per fecondare gli ovuli prima di congelarli”. Gli specialisti hanno anche ricordato che i siti internet convincono i bambini che sono transgender "quando hanno semplicemente problemi di identità”, con una "pressione sproporzionatamente sulle ragazze" in cui il problema della disforia di genere è aumentato maggiormente rispetto ai maschi. I medici hanno poi chiarito che il numero crescente di giovani con problemi di identità viene da una popolazione già fragile: “C’è un numero sproporzionato di bambini in tutto il mondo che rivendicavano l'identità trans che erano già in cura, adottati, autistici, anoressici o con malattie psichiatriche o mentali”, si legge ancora sul Daily Mail.

Un altro psichiatra, Stephen Levine, che lavora nel campo dei disturbi di identità fra bambini e adolescenti, ha riportato all’Alta Corte che “la medicina per la soppressione della pubertà - utilizzata anche per curare l'infertilità, il cancro alla prostata e per ‘castrare chimicamente’ i predatori sessuali - è stata "sperimentale" e che le iniezioni non erano state scientificamente approvate come un "intervento sicuro ed efficace a breve o lungo termine". Questo, secondo Levine, è un fatto gravissimo, perché “non c’è stato nessun altro campo della medicina in cui interventi così radicali sono stati offerti ai bambini a partire da una base di evidenze tanto scarsa” nonostante abbiano “conseguenze per tutta la vita”. Infatti, oltre ai problemi ossei e di fertilità, esistono "effetti negativi sul quoziente intellettivo dei bambini”. Levine ha aggiunto che la pratica di chiedere a delle minorenni di scegliere un donatore di sperma è altrettanto grave: "Chiedere a un bambino di scegliere il padre genetico per il suo futuro figlio (e di creare e congelare embrioni) pone una serie di questioni etiche altamente problematiche".

Da quanto riportato dal Daily Mail, durante il processo sono emersi anche studi che “hanno evidenziato gravi rischi cardiovascolari, tra cui un rischio quattro volte maggiore di infarti nelle pazienti femmine e tre volte maggiore di trombosi nei maschi.

Ma se il problema è così palese, perché tanta omertà nel mondo scientifico? Levine ha ricordato che i medici faticano a partire dalla scienza perché i trattamenti di questo tipo avvengono in un clima "tossico e febbrile in cui le voci critiche e caute vengono additate come transfobiche...Un tale clima ha creato un ambiente intimidatorio e ostile in cui il silenzio e l'acquiescenza sono la conseguenza inevitabile. Spetta a noi, che siamo alla fine della nostra carriera e che non abbiamo nulla da perdere, esprimere le nostre preoccupazioni”. Anche se qualunque medico che taccia per problemi di carriera dimentica che la sua professione gli richiede di curare i deboli e sofferenti non di  nuocere per sempre alla loro salute fisica e mentale.

E’ stato sempre Levine ad affermare che tutta l’attività di queste cliniche è permessa sulla base della “moda culturale” e non della scienza. Infatti, questo è l’unico caso in cui si sta procedendo senza “studi clinici controllati”. Insieme a lui il medico Sophie Scott, dell'University College di Londra, ha chiarito che i bloccanti della pubertà hanno un impatto negativo sulla "maturazione cerebrale...l'attuale regime terapeutico della Tavistock espone i giovani ad un rischio significativo".

Eppure, l’University College London Hospital e il Leeds Teaching Hospital, che somministrano questi trattamenti, non vogliono accettare di dover rendere conto a nessuno: perciò, contro la sentenza dell’Alta Corte, vogliono fare ricorso al Tribunale della Famiglia per chiedere che i genitori dei minori possano procedere senza il consenso dei giudici. Anche la Tavistock, che avrà visto il suo business ridursi notevolmente, ha dichiarato al quotidiano che di aver impugnato “la recente sentenza".

Ricordiamo che di fronte all’Alta Corte sono apparse testimonianze di persone arrabbiate per essere state assecondate da bambine nella loro confusione con grande superficialità: Lee, una di loro, ha affermato che il medico londinese a cui si rivolse prima di cominciare il processo per sembrare un maschio le disse: “‘Non perdiamo altro tempo', e mi ha iniettato testosterone. Era quello che volevo, ma ora penso che fosse sbagliato: quello di cui avevo davvero bisogno era la psicoterapia”. Ma si sa che arrivare fino a questo giudizio non si può, ché significherebbe smontare dalla base la cultura sostenuta da tutto il potere progressista mondiale.