a cura di Stefano Chiappalone
  • PELLEGRINAGGIO

La liturgia tradizionale riempie San Pietro

Con la Santa Messa nella parrocchia romana della Trinità dei Pellegrini, celebrata da mons. Patrick Descourtieux, del Dicastero per la Dottrina della Fede, si è concluso l'XI pellegrinaggio ad Petri sedem del Populus Summorum Pontificum, che dal 2012 raduna annualmente nella Città Eterna i fedeli legati alla liturgia tradizionale. 

Circa 1200 persone hanno affollato ieri la basilica di San Pietro per il momento centrale dell'intero pellegrinaggio, la Santa Messa solenne celebrata da mons. Marco Agostini all'altare della Cattedra, alla presenza del card. Walter Brandmüller, dopo la processione partita dalla basilica dei Ss. Celso e Giuliano. Venerdì, invece, a S. Maria ad Martyres (il Pantheon), il card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha presieduto il canto dei vespri – sempre secondo l'antico rito – alla presenza di circa 700 persone.

L'evento ha compreso anche l'incontro di Paix liturgique, presso l'Istituto Patristico Augustinianum, aperto da don Claude Barthe, cappellano del Coetus Internationalis Summorum Pontificum. Tra i vari e autorevoli relatori, don Nicola Bux che ha affermato: «il futuro è nostro». E c'è da credergli vista la straordinaria partecipazione e la presenza di numerosi giovani (età media 30-35 anni), come raccontano i redattori del blog Messainlatino che hanno documentato l'intero evento in tempo reale.

Dallo scorso anno il pellegrinaggio acquista un rilievo del tutto particolare, svolgendosi per la seconda volta dopo le restrizioni sancite dal motuproprio Traditionis Custodes con l'obiettivo dichiarato di porre fine alla liturgia tradizionale. Per ora è certo che se il "documento" Summorum Pontificum può essere abolito, come di fatto è avvenuto, c'è però un "popolo" che dal Summorum Pontificum è nato e cresciuto, e che non sembra certo volersi arrendere rinunciando a questa preziosa fonte di nutrimento spirituale e a un patrimonio di bellezza in grado di stupire anche i non credenti.

SC