• TRADIZIONALISMO

La lezione di Joseph de Maistre, a 200 anni dalla morte

“Ovunque vediate un altare, lì c’è la civiltà” scriveva Joseph de Maistre nelle Soirées de Saint-Pétersbourg. Diplomatico e filosofo, uno dei maggiori critici della Rivoluzione Francese, morto il 26 febbraio 1821, de Maistre pensava al moto della storia come guidato dalla mano infallibile della Provvidenza, con la quale gli uomini possono collaborare od opporsi 

Joseph de Maistre

Il 26 febbraio del 1821, 200 anni fa, moriva a Torino Joseph de Maistre, uno dei pensatori più influenti ed originali tra Diciottesimo e Diciannovesimo secolo con una influenza che ci riguarda ancora oggi. 

Nato nel 1753, fu impegnato per tutta la sua vita nell’attività diplomatica. Fu fortemente critico verso la Rivoluzione Francese e l’Illuminismo, e traccia di questo atteggiamento si trova nei suoi importanti scritti. Aderì per un certo periodo anche alla Massoneria, una delle azioni più controverse della sua vita. Joseph de Maistre aveva però un sentimento fortemente cattolico e controrivoluzionario. Aveva capito come lo spirito della rivoluzione era alla radice dello sviamento del mondo moderno. Ricordiamo tra i suoi scritti Considérations sur la France (1796), le Soirées de Saint-PétersbourgDu pape e Lettre sur l'état du Christianisme en Europe (entrambi nel 1819). 

Viene considerato uno dei massimi esponenti di quella “corrente teocratica e ultramontanistica che speculativamente s'innesta nel grande moto del Romanticismo europeo, contribuendo ad esso con il concetto della storia (in opposizione all'Illuminismo) come tradizione (nel senso della conservazione eterna dei supremi e trascendenti valori etico-religiosi)” (treccani.it). Viene definito come “filosofo della crisi” e questa crisi ha un nome, “Rivoluzione Francese”. Nelle sue Considerazioni sulla Francia, de Maistre infatti diceva: “Non sono gli uomini che guidano la rivoluzione, è la rivoluzione che guida gli uomini”. Lo studioso Ignazio Cantoni vede il punto di partenza del pensiero di de Maistre nel fatto che “tutto il movimento della storia è guidato dalla mano infallibile della Provvidenza, con la quale gli uomini possono collaborare o alla quale possono opporsi — ultimamente invano”.

Pur se non da accettarsi in toto, il pensiero di Joseph de Maistre ha avuto una influenza importantissima su certi filoni del pensiero cattolico, anche negli ultimi due secoli. Per questo è un autore che va considerato con grande attenzione. Nelle Soirées de Saint-Pétersbourg troviamo un concentrato importante del suo pensiero, svolto in forma di dialoghi. Nel secondo di questi dialoghi diceva: “Ovunque vediate un altare, lì c’è la civiltà”. Joseph de Maistre credeva nell’opera civilizzatrice della religione, di come essa non vada considerata come nemica del governare ma come base di partenza e come deposito di valori, senza i quali il rischio è quello di una repentina e irreparabile disgregazione.

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