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danneggiata sarà risarcita

Indennità da vaccino: infranto il muro delle commissioni mediche

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Storica decisione della Commissione militare di Messina su un'agente della municipale di Palermo affetta da miocardite: riconosciuto il nesso di causalità, riceverà un vitalizio. Il legale alla Bussola: «Decisiva la mole di riferimenti scientifici, questa decisione sarà uno spartiacque per molti danneggiati». 

Attualità 29_01_2024

La notizia può diventare uno spartiacque. Ad un’agente di polizia municipale di Palermo di 45 anni è stata riconosciuta una indennità permanente a causa della correlazione accertata tra la miocardite e il vaccino anti covid.

Così ha stabilito la CMO (Commissione Medica Ospedaliera) di Messina, competente per la Sicilia e la Calabria, nell’affermare un principio di capitale importanza e che può fare scuola anche per molti altri casi di danneggiati, che attendono di conoscere il loro destino nelle commissioni militari, le sole in grado di assegnare delle indennità per causa sanitaria.

È il risultato del lavoro svolto dall’avvocato Dario Bonuso (in foto), dello studio Zancla di Palermo, che ha portato a casa questo risultato storico e che ha spiegato alla Bussola l’importanza capitale di questo giudizio.

Avvocato, quanti vaccini aveva fatto la sua assistita?
Aveva fatto tre dosi, una di Astrazeneca e due del vaccino Pfizer. Era stata obbligata perché è nelle forze dell’ordine.

Come si sono manifestati i primi sintomi?
Dopo pochi giorni, all’inizio con forti cefalee e poi si sono evoluti in fastidi di spossatezza generale. Questi campanelli d’allarme l’hanno portata a fare degli accertamenti che hanno dato una diagnosi di miocardite.

Secondo molte “virostar” la miocardite è un fenomeno passeggero e trattabile farmacologicamente…
Invece nel caso della mia assistita si è cronicizzata creando problematiche ai ventricoli.

E così ha tentato la strada dell’indennizzo…
Si è rivolta a noi e abbiamo presentato l’iter tradizionale dell’istanza, che tramite l’Asp provinciale viene inoltrata alla Commissione Medico Ospedaliera di Messina. Si è arrivati ad una decisione importantissima, perché rappresenta uno spartiacque che aprirà la strada a qualcosa di nuovo.

Che cosa intende dire?
Prima di questa signora, avevamo presentato 20 istanze, ma ben 19 erano state respinte, ma il motivo del contendere era esattamente lo stesso.

E perché venivano respinte?  
Credo che derivi dal fatto che, essendo una materia molto giovane e poco battuta anche sotto il profilo degli studi scientifici, tutti i rigetti della commissione erano molto generici, quasi preconfezionati, non venivano fornite spiegazioni o argomentazioni convincenti. Dicevano semplicemente che «allo stato attuale la letteratura scientifica non consente di individuare un nesso di causalità». Invece era evidente anche allora.

Qual è stata la svolta, allora?
La Commissione stavolta ha dovuto prendere atto che ci sono ormai molti studi sulle miocarditi post vaccino. Oltre alla letteratura scientifica hanno inoltre dovuto prendere atto di dati statistici, che loro stessi potevano verificare. Infine, i sintomi della signora e l’excursus della sua patologia sono stati in stretta successione temporale con la vaccinazione. Tutto questo li ha portati ad una conclusione storica.

Com’è cambiata la vita della donna dopo il vaccino e la miocardite cronica?
Sta molto male, si sente continuamente spossata. Le dico solo che attualmente è in ospedale e non sono riuscito nemmeno io a parlare con lei, solo con messaggi.

Ha dovuto lasciare anche il suo impiego?
Attualmente non è in servizio, quando l’abbiamo ricevuta era in aspettativa. Ora dovremo valutare anche una causa per risarcimento dei danni da parte dell’azienda per cui lavora.

L’invalidità riconosciuta favorisce anche una causa di lavoro?
È chiaro che quando viene riconosciuto un indennizzo si va a cristallizzare un’azione di danno che si ripercuote anche sotto altri aspetti, come quello professionale. Non dimentichiamo che la donna si era vaccinata perché apparteneva alle forze dell’ordine.

Ora riceverà un indennizzo, niente in confronto alla vita invalidante che la aspetta. Però è comunque un sostegno economico importante. A quanto ammonta?
Dipenderà dal tipo di vitalizio che le riconosceranno. La tabella A del Dpr 831/81 che fissa gli indennizzi divide i vitalizi per patologia in otto categorie per via decrescente, dal più grave al meno grave. La categoria VIII prevede 1.700 euro a bimestre, la prima 1.905 euro, sempre a bimestre.

È ancora incerto perché si tratta praticamente di uno dei primi casi?
Esatto. Infatti, potrebbero anche riconoscerle, in alternativa, un importo in denaro una tantum.

E a quanto ammonterebbe?
Anche qui si va per precedenti non attinenti al caso, proprio perché è una novità. Se dovessero applicare la normativa originaria che si riferisce agli emotrasfusi, l’erogazione dovrebbe essere intorno ai 77mila euro. Ma dobbiamo vedere se prevederanno delle deroghe.

Il fatto che le miocarditi fossero accertate nel foglietto informativo delle case farmaceutiche ha aiutato nel giudizio?
Certamente, nelle nostre istanze abbiamo sempre indicato le patologie di riferimento nei bugiardini, è un dato che sicuramente ha inciso nel giudizio.



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