• IL CASO

Immigrazione e criminalità, un legame innegabile

I dati ufficiali dimostrano che mediamente un immigrato delinque 3.67 volte in più rispetto a un cittadino italiano. La percezione che il fenomeno dell’immigrazione incontrollata abbia tra gli effetti una perdita di sicurezza, non è affatto un abbaglio, ma una realtà che merita risposta da parte di quello Stato che dalle vittime avevano ricevuto tasse per assicurare quella sicurezza che non è stata loro garantita.

Immigrazione e criminalità

La questione dell’immigrazione e della sicurezza è il tema, con quelli economici, più rilevante di questa campagna elettorale che volge al suo epilogo. Qualche sera fa il leader del Pd Matteo Renzi al direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti contestava il “link” tra problematiche della criminalità e problematiche dell’immigrazione. Ma è un tema, questo, che va affrontato basandosi sui dati reali e non su affermazioni ideologiche. Allora cerchiamo di analizzare i dati più rilevanti, cominciando dalla base su cui costruire l'analisi: la composizione della popolazione che vive in Italia.

Al 1 gennaio 2017 l’Istat indica in 60.589.445 il numero dei cittadini residenti nel nostro Paese, di cui 5.047.028 di nazionalità straniera. A questi vanno aggiunti circa 400.000 persone straniere regolari, ma non residenti, che hanno cioè un regolare permesso di soggiorno, ma non sono iscritti all’anagrafe di nessun comune italiano (stima del XXIII rapporto sulle migrazioni della Fondazione ISMU). Alla cifra vanno aggiunti i richiedenti asilo, i migranti appena giunti e non ancora censiti e i clandestini veri e propri. Nella relazione della Commissione parlamentare di inchiesta aggiornata al 23 gennaio 2017, gli ospiti distribuiti nelle varie strutture d’accoglienza ammontavano a 175.550 persone, alle quali vanno aggiunti 491.000 clandestini stimati ancora dall’Ismu. Possiamo dunque stimare in 6.113.578 il numero effettivo di stranieri che vivono attualmente in Italia e in 55.542.417 unità la popolazione italiana.

Per capire se una popolazione è a maggiore rischio di contrarre una condizione morbosa in epidemiologia viene utilizzato un calcolo che in inglese va sotto il nome di odd ratio, rapporto di probabilità. Assegnando il valore 1 all’incidenza di una malattia in una determinata popolazione assunta come riferimento, si calcola quanto maggiore o minore di 1 è l’incidenza della stessa malattia nella popolazione che stiamo studiando. Lo stesso calcolo viene effettuato nell’ambito delle scienze sociologiche, dal momento che lo studio di un determinato comportamento consente lo stesso approccio metodologico.

Facciamo un esempio: se in una scuola ci sono 200 bambini calmi e 40 bambini vivaci e in un anno il numero di quelli che si sono sbucciati le ginocchia è 20 tra i bambini calmi e 12 tra i bambini vivaci, è vero che in termini assoluti sono più i bambini con le ginocchia sbucciate calmi di quelli vivaci (20 contro 12), ma questo avviene perché i bambini calmi sono molti di più. Il calcolo dell’Odd Ratio (OR) fornisce come risultato 3; vuole dire che la probabilità che un bambino vivace si sbucci le ginocchia è tripla rispetto a quella di un bambino calmo. Questo vuole anche dire che se tutti i bambini della scuola fossero vivaci, mi dovrei attendere 72 bambini con le ginocchia sbucciate anziché 32. Ora che abbiamo illustrato la metodologia nel modo più semplice possibile applichiamola all’ambito di nostro interesse, la nazionalità e la criminalità.

Il numero dei reati ascritti agli italiani nel periodo che va dal 1 agosto 2016 al 31 luglio 2017 è pari a 597.773, mentre per 241.723 reati i responsabili individuati sono stranieri. L’Odd Ratio che ne deriva corrisponde a 3,67, il che significa che la probabilità che uno straniero commetta un illecito penale è oltre tre volte e mezzo quella degli italiani. In tabella 1 (in fondo all'articolo) sono riportati i dati di alcune tipologie di reato con i relativi OR che risultano tutti statisticamente significativi. Non stupisce che, a fronte di una più elevata criminalità, tra gli stranieri si registri anche un più elevato tasso di carcerazione. Secondo le statistiche del ministero della Giustizia, al 31 gennaio la popolazione nella carceri italiane era costituita da 30.699 cittadini italiani e 19.818 stranieri. Il relativo Odd Ratio è pari a 5,87.

Ammettendo stabile il dato del 2014 che indicava in 141,80 euro il costo medio giornaliero per detenuto, la spesa giornaliera è da ripartirsi in 4.353.118,2 euro per la popolazione carceraria italiana e 2.810.192,4 euro per gli stranieri: 1.025.720.226 all'anno. Se volessimo allargare lo sguardo al danno economico dovremo prendere in considerazione i costi della giustizia penale e il danno economico arrecato. Non siamo a conoscenza di valutazioni di questo genere, ma se partiamo dal fatto che un recente studio dei ricercatori Marco Dugato e Serena Favarin ha indicato in 706 milioni di euro il semplice danno monetario derivante dai reati appropriativi nel 2015, una valutazione spannometrica porta a stimarlo in miliardi di euro.

Adottando le cifre fornite dall’Istat per il 2015 è possibile anche fornire un quadro dell’Odd Ratio di criminalità per le varie nazionalità, così come riportato nella seconda tabella dove vengono riportati i valori crudi. L’analisi può essere ampliata per tentare di fornire almeno in parte giustificazione al fenomeno. Ad esempio correggendo i dati per la ripartizione sessuale (le donne hanno un indice di criminalità nettamente più basso, dunque la percentuale femminile di immigrate di una determinata nazionalità modifica il rapporto di probabilità), il reddito, la scolarità, la ripartizione città/provincia, la situazione familiare e lavorativa.

Tuttavia bisogna essere molto cauto ad attribuire l’incremento di criminalità alle sole cause socioeconomiche. L’Italia ha uno dei gap di disoccupazione fra italiani e stranieri più bassi, 10,8% tra gli uomini italiani e 13,2% tra gli stranieri secondo Eurostat, tuttavia la differenza nella criminalità è notevole. Una differenza che attraversa tutti i Paesi dell’Europa, compresi quelli del Nord Europa, presi a modello come capacità d’integrazione. Gli Odd Ratio carcerari degli stranieri sono 4,39 in l’Olanda, 4,45 in Germania, 4,59 in Danimarca, 5,75 in Svezia, 6,18 per il Belgio e 7,80 in Austria. 

La percezione dunque che il fenomeno dell’immigrazione incontrollata abbia tra gli effetti una perdita di sicurezza, non è affatto un abbaglio, ma una realtà che merita risposta da parte di quello Stato che dalle vittime avevano ricevuto tasse per assicurare quella sicurezza che non è stata loro garantita. In qualità di importante esponente politico, il presidente Renzi farebbe dunque bene a fare scattare il link con la realtà.

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