Il Papa e il miliardario ateo, dove finisce l'etica e comincia il marketing?
Ascolta la versione audio dell'articolo
Il miliardario confondatore di Anthropic Christopher Olah ospite in Vaticano per la presentazione dell'enciclica Magnifica humanitas. Si presenta come un benefattore dell'umanità, ma non sono chiari i confini dell'IA, che lui stesso definisce "inquietanti" e gli interessi economici. Un'operazione di marketing travestita da confronto sui temi etici?
Il Papa e il miliardario ateo. La foto che ritrae Papa Leone mentre presenta la sua prima enciclica e accanto a lui, giusto due cardinali più in là, il cofondatore di Anthropic Christopher Olah è destinata a rimanere nella storia della comunicazione vaticana per molto tempo.
Leone mette in guardia dai rischi dell’Intelligenza artificiale, ma accanto a lui c’è proprio chi con l’intelligenza artificiale fa profitti e soprattutto può orientare il pensiero globale.
Ossimoro o gesto profetico? Contraddizione o opportunità? Confronto o abile operazione di marketing?
Anhtropic, infatti, è il colosso dell’IA nato come startup e diventato oggi uno dei principali player nel mercato del futuro che si serve di chatbot sempre più sofisticati. Il software che sviluppa, Claude, è diretto concorrente di ChatGPT (Open AI) e di Gemini (Google) ed è attualmente posizionato al terzo posto nella scelta. Una scelta che si presenta come più etica, almeno stando all’idea che il colosso vuole dare di sé e che probabilmente giustifica la sua ospitata in Vaticano ieri.
Il suo intervento di ieri ha condensato il suo pensiero sull’IA, ma ha anche delineato il ruolino di marcia di una realtà destinata a far parlare di sé e soprattutto a posizionarsi come un interlocutore eticamente accettabile e quella di ieri in Vaticano, se non proprio un’investitura, è stato visto per lo meno come un rischiosissimo assist verso Anthropic, quasi fosse in vantaggio nella corsa al posizionamento dei prodotti IA rispetto agli altri competitor.
Insomma, dove finisce il dialogo e comincia il marketing?
Tanto più che nel suo discorso, il cofondatore di Anthropic ha utilizzato parole di giusta prudenza nei confronti dell’Intelligenza artificiale. Il che è comprensibile se di fronte Papa Leone avesse avuto un filosofo della teoretica ancorché laico, ma seduto accanto c’era proprio chi l’Intelligenza artificiale la sviluppa, la promuove e la fa crescere.
È come se Leone XIII avesse presentato la sua enciclica più famosa assieme ai padroni dell’economia di allora, i Giovanni Pirelli o il re dei cannoni Krupp. O se Paolo VI avesse illustrato il suo documento più contestato e profetico, l’Humanae Vitae con accanto gli sviluppatori della casa farmaceutica che produceva la Enovid, cioè la prima pillola anticoncezionale. Hai voglia a infarcire di eticamente sostenibili pensieri e parole. C’è un discorso di opportunità da considerare perché stiamo pur sempre parlando della presentazione ufficiale di un’enciclica, non di un convegno o un seminario sul tema dove, con cautela, invitare anche qualche esterno o stakeholder, per usare un termine che va in voga adesso.
E invece lo stakeholder, il portatore di interessi, ha potuto parlare, ricevuto con tutti gli onori e a qualche vescovo magari darà pure l’impressione che Claude non sia altro che un’intelligenza artificiale cattolica o un po' più cattolica delle altre. Ma sarebbe un inganno. E non solo perché Olah si dichiara ateo – secondo il New York Post in passato avrebbe persino attaccato il cristianesimo e Benedetto XVI - ma perché il tema dell’etica è affrontato con la generica cautela di chi non ha ancora ben capito di che cosa sta parlando, o forse lo sa benissimo. E questo è vieppiù inquietante.
Il punto è riconoscerlo. Ma il cronista vaticano presenta Olah come lui stesso si presenta in Vaticano: “Una persona che ha scelto di operare nel campo dell’IA per il bene dell’umanità”. E con queste premesse da novello Albert Schweitzer ha illustrato i vincoli del suo stesso prodotto: “Si può essere in conflitto con il fare la cosa giusta”. In questo senso l’enciclica di Leone va letta perché è “capace di esercitare una critica coscienziosa e di generare quel tira e molla che può davvero far progredire l’umanità”.
E ha spiegato la sua personale idea di intelligenza artificiale a servizio dell’umanità: “Se può servire, a volte lo descrivo così: è un po’ come dare vita a un personaggio di fantasia. E ora stiamo entrando in un mondo straordinario in cui questi personaggi di fantasia ci parlano, sono attivi, hanno un lavoro”. Per servire, serve. Più che altro a intuire che bisognerebbe non travalicare i confini che da strumento la rendono qualcosa di potenzialmente esplosivo.
Soprattutto non si capisce nemmeno da chi l’IA di fatto la produce o la sviluppa quali sarebbero le magnifiche utilità del pensiero artificiale? In quali campi utilizzarla per migliorare, come si dice, l’umanità. Con quali limiti etici? E soprattutto come? Con quali applicazioni concrete nella vita dell’uomo?
E ancora, sempre Olah alla “corte” papale: “Continuiamo a trovare cose misteriose, perfino inquietanti. Rileviamo strutture che rispecchiano i risultati della neuroscienza umana. Troviamo prove di introspezione. Non so che cosa significhi, ma penso che richieda un discernimento costante”. E se non lo sa lui, figuriamoci noi. Per poi concludere con l’auspicio più scontato: “La voce della Chiesa è necessaria soprattutto per il nostro dovere verso i poveri del mondo”. E detto da chi, con la sua impresa fattura una stima tra i 30 e i 45 miliardi di dollari con ricavi sugli 11 miliardi (ma il dato è ricavato dalla concorrente Gemini) c’è da avere un surplus di interrogativi.
Anche sull’appello di Leone a disarmare l’intelligenza artificiale, intesa nel senso di non sottometterla al servizio di scopi bellici, giova ricordare con un po’ di apprensione aggiuntiva il fatto che proprio Anthropic, assieme del resto a tutti gli altri competitor, si è buttata nel campo della sicurezza nazionale. “Nell’estate del 2025 – scrive Repubblica - l’azienda ha lanciato Claude Gov, una famiglia di modelli destinati ad ambienti classificati. Poi ha annunciato un accordo fino a 200 milioni di dollari con il Dipartimento della Difesa per l’utilizzo della sua tecnologia”.
Certo, Dario Amodei, cofondatore assieme ad Olah, ha dichiarato che Anthropic sostiene l’uso dell’IA per difendere gli Stati Uniti e le democrazie, opponendosi al suo impiego nelle armi autonome e nella sorveglianza di massa sul suolo americano. Però è pur sempre innegabile che quella militare sia una delle frontiere più ghiotte per lo sviluppo dell’IA. Insomma, disarmare, ma con juicio.

