Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
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La lettera

Il dialogo non è un dogma

Oggi dai vertici della Chiesa arriva spesso l’invito a dialogare, ma «il dialogo non è un dogma» come diceva il cardinale Biffi. Piuttosto, Gesù ha dato ai discepoli il comando di predicare il Vangelo e la necessità di convertirsi.

«Il dialogo non è un dogma», diceva con grande realismo cristiano il compianto cardinale Giacomo Biffi, e purtroppo la realtà ce lo dimostra abbondantemente. Infatti, osservo che anche tra i cattolici spesso il dialogo è tutt’altro che facile. Nonostante ciò sento che dai vertici della Chiesa arriva continuamente l’invito a dialogare, quasi fosse la via per risolvere ogni problema e conflitto.

Il mandato di Cristo ai suoi seguaci però non è stato: “Andate e dialogate con tutte le genti”, ma: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura», con quel che segue, e cioè il richiamo alla conversione e al battesimo. E se fosse proprio perché non ci siamo lasciati convertire, mettere in discussione da Colui che è via, verità e vita, che anche il dialogo tra i cattolici, pur necessario, non funziona, ma anzi, spesso accentua le divisioni? Il santo vecchio Simeone, infatti, vide ciò che sarebbe stato necessario quando, dopo aver riconosciuto che Colui che aveva tra le braccia era «luce per illuminare le genti e la gloria del suo popolo, Israele», proseguì dicendo: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori». E, rivolgendosi a Maria, disse: «E anche a te una spada trafiggerà l’anima».

Il dialogo perciò potrà essere davvero fecondo solo dopo che i dialoganti avranno sciolto le reciproche contraddizioni di fronte alla verità di un Dio che ha mandato il Suo Figlio perché, offrendosi liberamente come vittima per i nostri peccati, potesse liberarci dai nostri egoismi, orgogli e pregiudizi, ma soprattutto dalla morte e dalla morte eterna! Ecco perché san Paolo ci invita a guardare alle cose di lassù. Se faremo questo andranno certamente meglio anche le cose di quaggiù, dialogo compreso! Anche il tanto auspicato ecumenismo non può venire da qualche volonterosa cerimonia, ma dalla testimonianza dell’amore reciproco, prima di tutto fra i cattolici. E, come sappiamo, l’amore vero è contagioso, ma, per esserlo, deve passare attraverso la prova e la croce.

Claudio