"Fu invasione". Anche il parlamento Ue sconfessa Sanchez
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Il Parlamento europeo in una risoluzione descrive gli eventi di Ceuta come un'«invasione» e come un atto di «guerra ibrida» contro uno Stato membro. Solo le sinistre votano contro, ma il premier spagnolo Sanchez è pienamente sconfessato.
Nei giorni scorsi, nonostante le ambiguità di Ursula Von der Leyen sull’invasione di Ceuta ed il suo silenzio sulle responsabilità del governo spagnolo e del Regno del Marocco, il Parlamento europeo ha inflitto due pesanti sconfitte al premier Pedro Sánchez e all’intera sinistra europea che aveva dipinto il governo socialista come una vittima e cavalcato l'invasione barbarica dei migranti irregolari come una emergenza inattesa, definendo formalmente quanto accaduto alla fine di luglio una «invasione» parte di una «guerra ibrida». Lo avevamo scritto a caratteri cubitali, le bugie di Sanchez avrebbero avuto ben poco respiro, ora lo certifica anche il Parlamento europeo, nonostante la pavidità della Commissione.
Il Parlamento europeo in una risoluzione descrive gli eventi di Ceuta come un'«invasione» della città spagnola e come un atto di «guerra ibrida» contro uno Stato membro. Il testo è stato adottato a Strasburgo il 17 settembre con 339 voti favorevoli, 225 contrari e 16 astensioni. Elaborato dal Partito Popolare Europeo (PPE), ha ottenuto il sostegno di Renew Europe e dei tre gruppi di destra: i Conservatori e Riformisti Europei (ECR), i Patrioti per l'Europa (PfE) e Europa delle Nazioni Sovrane (ESN). I Socialisti e Democratici (S&D), i Verdi e La Sinistra hanno votato contro.
La risoluzione non è vincolante ma rappresenta un indubbio valore politico e di censura verso le bugie di Sanchez e della sinistra europea sull’intera vicenda di Ceuta, per nulla conclusasi. Nel testo si esorta il Marocco, definito un «partner chiave» dell'Unione, a rispettare gli impegni assunti in materia di sorveglianza delle frontiere, riammissione e cooperazione migratoria. Le rivendicazioni dei ministri marocchini sulla sovranità di Ceuta e Melilla sono state definite «inaccettabili e incompatibili» con tale partenariato e si apre la strada alla possibilità di subordinare i finanziamenti europei al rispetto degli accordi da parte del Marocco, pur non imponendo (purtroppo) la sospensione dei pagamenti a Rabat.
In merito ai rimpatri, si chiede l'allontanamento rapido ed efficace di chiunque non avesse diritto di rimanere nell'Unione, compresi i minori non accompagnati. La critica è dura verso l'ampio programma di regolarizzazione promosso dal Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez, un «fattore di attrazione» che invia un segnale sbagliato ai potenziali migranti e alle reti criminali di contrabbando. «L'ingresso illegale», si aggiunge, «non deve mai diventare una scorciatoia per ottenere la residenza legale».
Il giorno precedente, il 16 settembre, la plenaria aveva adottato una “Relazione sulle minacce ibride” con 435 voti favorevoli, 209 contrari e 13 astensioni. Un emendamento presentato dalla relatrice, la deputata lituana del PPE Rasa Juknevičienė, condannava l'attacco al confine meridionale dell'Unione del 30 e 31 luglio e la successiva invasione della città, e chiedeva un'indagine indipendente e approfondita su chi avesse pianificato ed eseguito l'operazione. Tale richiesta ha una natura più politica che giudiziaria e pur non spingendosi a contestare formali responsabilità del regno del Marocco, non giunge a una formale contestazione di responsabilità da parte del Marocco.
Siamo di fronte ad una netta sconfitta parlamentare per il governo socialista di Sánchez e per il gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D), il cui leader, la spagnola pupilla del premier in carica Iratxe García, aveva fatto della critica a Madrid una “linea rossa” durante i negoziati per la ricostituzione della maggioranza “Ursula”. S&D, i Verdi e La Sinistra si sono opposti alla risoluzione finale, mentre al PPE si sono uniti i Conservatori e Riformisti Europei (ECR), i Patrioti per l'Europa (PfE) e Europa delle Nazioni Sovrane (ESN), insieme a una parte del gruppo liberale di Renew Europe. Entrambe le votazioni rafforzano la coalizione di centro destra, sempre più stabile e unita nel Parlamento europeo in materia di immigrazione. A giugno, la stessa cooperazione tra PPE, ECR, PfE e ESN aveva contribuito all'approvazione del “Regolamento UE sui rimpatri” con 418 voti favorevoli e 218 contrari, introducendo norme di espulsione più severe, periodi di detenzione più lunghi e la possibilità di centri di rimpatrio al di fuori del blocco. Provvedimento da noi commentato ampiamente sulla Bussola.
Nel frattempo a Ceuta la situazione si fa ogni giorno più grave e complessa e, con essa, emergono sempre nuove inadempienze e pavidità del governo Sanchez. Ieri secondo diverse fonti, si sono verificate diverse cariche e scontri tra migranti e forze di polizie e esercito, con la percezione chiarissima che sul suolo spagnolo di Ceuta ad oggi siano presenti almeno 18.000/20.000 mila irregolari. Non certo "poche migliaia" come affermato dal Governo Sanchez.


