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Cristiani Perseguitati
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Rapimenti di massa

Altri 30 cristiani rapiti in Nigeria

Sono stati portati via in due insediamenti nello stato di Kaduna e tra di loro ci sono dei bambini, un catechista e sua moglie, che è incinta

Un catechista è stato rapito insieme alla moglie incinta e ad altre 30 persone in Nigeria, nello stato di Kaduna. Nella notte tra il 9 e il 10 febbraio degli uomini armati hanno fatto irruzione in due località vicine al villaggio di Kadarko, Kutaho e Kugir. A Kutaho hanno rapito il catechista, la moglie, il loro bambino e altre 13 persone. Inizialmente erano 20, ma ne hanno rilasciate quattro perché anziane e con problemi di salute. Padre Linus Matthew Bobai, parroco della chiesa di San Giuseppe, ha raccontato che prima di attaccare i banditi avevano chiamato un parrocchiano e gli avevano chiesto 10 milioni di naira (la valuta locale, pari a circa 6.200 euro) minacciandolo di rapirlo se non lo avesse fatto. A Kugir sono entrati nella stazione missionaria e hanno rapito altre 16 persone, inclusi dei bambini. Anche lì inizialmente erano di più, ma alcune persone sono riuscite a fuggire mentre le stavano portando via. Durante l’attacco è stato ferito a colpi di machete il capo del villaggio. Questi sequestri sono gli di una serie, verificatisi dall’inizio di febbraio negli stati di Kaduna e Benue. Si presume siano tutti a scopo di estorsione. Padre Bobai riferisce che gli abitanti di Kadarko e dei due insediamenti colpiti stanno scappando perché temono altre incursioni e sanno di non essere protetti dalle forze dell’ordine. “Dopo l’incidente – ha raccontato all’emittente locale Arise TV –alcuni soldati sono arrivati dal villaggio vicino e hanno fatto un giro per qualche minuto, li abbiamo visti. Poi però se ne sono andati ed è finita lì. La comunità è sotto tensione e oltre il 98% degli abitanti si è recato in un villaggio vicino dove ha trascorso la notte ieri e oggi”. Invece i pastori, pur temendo nuovi attacchi, hanno deciso di rimanere insieme ai pochi abitanti rimasti per sostenerli: “alcuni di noi hanno paura – ha spiegato padre Bobai – ma non possiamo scappare perché siamo pastori. E incoraggiamo gli altri a rimanere, a prendersi cura della comunità e ad avere fiducia nella fedeltà di Dio”. Il più delle volte le persone rapite a scopo di estorsione vengono liberate entro pochi giorni o settimane, spesso in seguito al pagamento del riscatto. Nelle mani dei rapitori attualmente ci sono ancora almeno tre sacerdoti, uno dei quali da anni. Sono don Nathaniel Asuwaye, parroco della chiesa della Santa Trinità, rapito a Karku, nel Kaduna il 7 febbraio, padre Joseph Igweagu della diocesi di Aguleri, nello stato di Anambra, rapito il 12 ottobre 2022, e padre Emmanuel Ezema della diocesi di Zaria, nello Stato di Kaduna, rapito il 2 dicembre 2025.