Un’altra ragazzina cristiana rapita in Pakistan.
La bambina cristiana che secondo i genitori e i documenti da essi forniti ha 13 anni è stata rapita, costretta a convertirsi all’islam e a sposare il suo rapitore
Il 12 giugno scorso a Faisalabad, in Pakistan, una bambina cristiana di 13 anni, Amber Nadeem, è stata rapita mentre era al mercato. L’autore del sequestro è un musulmano, Mohsin Liaqat. La sparizione della piccola è stata denunciata il 15 giugno e grazie all’intervento dell’associazione Voice for Justice fortunatamente la bambina è stata individuata, portata in custodia di una Unità contro la violenza di genere e il rapitore è stato arrestato. Il 27 giugno si è svolta la prima delle udienze che decideranno la sorte di Amber. Come succede sempre in questi casi, purtroppo numerosi in Pakistan, sono stati presentati documenti in cui si afferma che la bambina ha 18 anni, che si è convertita spontaneamente all’islam e che ha sposato volontariamente Mohsin Liaqat. La squadra dei legali messi a disposizione da Voice for Justice per la sua difesa ha contestato tutto. Ha presentato il suo certificato di nascita, che riporta l’anno 2013, e quello di matrimonio dei suoi genitori che risultano sposati dal 2012. Ha quindi sostenuto che, essendo minorenne, la bambina non si poteva sposare perché la legge pakistana proibisce i matrimoni di minorenni e non poteva neanche convertirsi senza l’autorizzazione del padre o di un suo tutore. I legali del rapitore invece hanno replicato che è maggiorenne, che essendosi convertita all’islam non può essere restituita ai genitori cristiani e che una sua eventuale abiura sarebbe un reato di apostasia. Il tribunale di primo grado ha deferito la questione a un magistrato giudiziario speciale. Per prima è stata interrogata la madre. La donna ha detto di essersi sposata nel 2012 e di aver avuto la figlia nel 2013. Amber, a sua volta interrogata, ha risposto di “essere abbastanza grande per sposarsi”. Il magistrato le ha chiesto l’anno esatto di nascita e lei ha detto di essere nata nel 2008. Ma alla domanda su come potesse essere nata nel 2008 se i suoi genitori si sono sposati nel 2012, ha affermato che i membri della famiglia del rapitore le avevano detto di dire che era nata nel 2008. Questo ha sollevato serie preoccupazioni riguardo a possibili coercizioni, istruzioni o influenze indebite su di lei. Al termine dell’udienza, il magistrato ha disposto che Amber rimanesse in custodia della polizia e ha ordinato l’avvio di una procedura ufficiale di accertamento della sua età. Dopo centinaia di casi simili, osserva Voice of Justice, questo potrebbe diventare un importante banco di prova della volontà del Pakistan di far rispettare davvero sia le leggi nazionali sulla protezione dei minori sia i propri impegni internazionali. Voice for Justice ha chiesto un processo trasparente, la piena protezione della vittima e il perseguimento penale dei responsabili qualora venisse accertata una condotta criminale, nonché l’applicazione delle leggi volte a proteggere i minori dallo sfruttamento e dagli abusi.
