Un cristiano avvelenato dai parenti nel Somaliland
Si era convertito al cristianesimo da qualche mese quando i suoi parenti musulmani, avendolo scoperto, lo hanno ucciso con del cibo avvelenato
Un uomo di 42 anni, Sharif Ali, è morto in Somaliland, avvelenato dai parenti musulmani perché aveva abbandonato l’islam e si era convertito al cristianesimo. È successo a luglio, ma la notizia è trapelata soltanto molto dopo. Il Somaliland, come la Somalia, è a maggioranza musulmana. I cristiani sono pochissimi, in gran parte cattolici, e mal tollerati. Su una popolazione di poco più di sei milioni, sono meno dell’1%. Sharif Ali aveva abbracciato la fede cristiana lo scorso aprile, alla fine di un percorso di ricerca spirituale iniziato dopo aver incontrato dei cristiani che vivevano la fede clandestinamente. Anche lui cercava di mantenere segreta la sua fede. Tuttavia cercava di mettere i cristiani in buona luce. Quando ne sentiva parlare male replicava che meritavano di essere trattati bene, con dignità: “I cristiani non sono cattivi – provava a dire – alcuni arrivano da lontano per aiutarci”. Inoltre, nonostante il rischio che sapeva di correre, ospitava a casa dei fedeli che vivevano come lui la fede di nascosto per incoraggiarli e aiutarli se ne avevano bisogno. Ma i suoi famigliari avevano incominciato a sospettare che si fosse convertito perché non andava in moschea il venerdì. Il 5 luglio hanno convocato una riunione famigliare durante la quale gli hanno chiesto ragione dei suoi comportamenti. Lui non ha dato spiegazioni neanche quando gli hanno detto che dei suoi vicini di casa sostenevano di sentir cantare inni religiosi in casa sua. Alla fine tutti si sono messi a tavola. Al ritorno a casa, Sharif si è sentito male, ha incominciato a vomitare. Sua moglie lo ha accompagnato all’ospedale dove è morto due giorni dopo. Prima di morire, a un cristiano clandestino che lo era andato a trovare ha detto: “mi dispiace di non aver confessato apertamente la mia fede in Gesù. Se dovessi morire lo farei con gioia perché ho creduto in Lui”. Il medico che lo ha preso in cura ha dichiarato che è morto per avvelenamento alimentare, per aver ingerito della ouabaina, una sostanza naturale dal veleno letale usata in Africa orientale per avvelenare le frecce. Lascia la moglie e cinque figli il più piccolo dei quali ha solo quattro anni.

