Le due contraddizioni di Vannacci su aborto e legge Cirinnà
Il suo programma vuole ridurre gli effetti della 194, ma il generale afferma di non volerla cambiare «anzi, la conferma». E la proposta sulle unioni civili le amplia in senso ancora più libertario. La radicalità rivendicata su altri temi finisce proprio dove non sarebbero possibili compromessi.
Il “fenomeno Vannacci” scavalca la Lega in crisi di identità
Da personaggio mediatico a soggetto politico autonomo, il generale riempie le piazze e attira consensi, a scapito del Carroccio, già da tempo in difficoltà. Per il centrodestra è un'arma a doppio taglio, che da un lato può aumentarne il peso complessivo e dall'altro può spingere gli elettori più moderati verso Renzi o Calenda.
Le sconfitte scatenano la resa dei conti per Lega e 5 Stelle
Conte alle prese con l'aut aut di Appendino e la sfida delle regionali campane, mentre in casa leghista Vannacci è nel mirino per la disfatta toscana. Entrambi i casi riflettono un disagio più profondo legato alla perdita di identità dei due partiti.
Confronto in casa leghista per ripartire dal "profondo Nord"
Le anime della Lega a rapporto in Valtellina per gestire la sfida interna della "vannaccizzazione" e quella esterna dell'avanzata meloniana. Il luogo scelto non è casuale: un ritorno alle origini per riconnettersi col proprio elettorato storico.
Non solo Vannacci: tutte le porte girevoli della sinistra
Non c'è incompatibilità per il generale eletto a Strasburgo. Chi vorrebbe demilitarizzarlo pensi a magistrati, giornalisti e professori universitari candidati anche loro, ma (quasi sempre) dalla parte "giusta".





