• DOPO IL VOTO SVIZZERO

    Il no al burqa è un no all’islamismo

    La maggioranza degli elettori svizzeri, che ha votato per il divieto a indossare in luoghi pubblici burqa e niqab, viene tacciata di razzismo da neofemministe e islamo-gauchisme. In realtà qui non si tratta di libertà religiosa ma di abuso a fini politici (con danno per le donne) di un indumento, funzionale all’agenda ideologica di movimenti fondamentalisti. Anche l’Italia dovrebbe prendere esempio dalla Svizzera.

    • IL NO AL REFERENDUM

    Costa più la burocrazia dei parlamentari

    Il numero dei parlamentari è un falso problema, anche se per puro calcolo statistico in un numero più grande dovrebbe essere più facile trovare persone competenti. Per ridurre i costi e aumentare l'efficienza è necessario ridurre l'apparato burocratico, il personale delle Authority e il costo delle Regioni.

    • POLITICA

    Referendum su taglio parlamentari rimescola le carte

    Torna ad aleggiare lo spettro delle elezioni anticipate. Il raggiungimento del numero di firme necessarie per chiedere il referendum sul taglio del numero dei parlamentari, riforma costituzionale approvata a inizio ottobre dal Parlamento, potrebbe spalancare le porte alla caduta del governo e allo scioglimento delle Camere.

    • ABORTO

    Irlanda, il Popolo della Vita non si arrende

    Tra una settimana esatta un referendum potrebbe introdurre l'aborto in Irlanda: tutti i partiti lo vogliono, tutti i media sono a favore. E l'opposizione della gerarchia ecclesiastica è debole. Solo un piccolo popolo resiste e lotta per sovvertire il pronostico. Sono anche quelli che fanno rivivere l'antico spirito irlandese.

    • AUSTRALIA

    "Viva gli sposi gay": tutti d'accordo, anche la Chiesa

    Il referendum australiano sulle nozze gay dimostra che certi "successi" nascono dall'indottrinamento forzato di un popolo: iniquità e autoreferenzialità delle democrazie per confermare un consenso fabbricato artificiosamente. Col placet ecclesiastico. 

    • DOPO IL REFERENDUM

    Centralismo o decentramento? Lotta fra città e campagne

    In Lombardia, al referendum sull’autonomia, la provincia in cui più gente è andata a votare è quella di Bergamo. Quella in cui si è votato meno è Milano. E meno in assoluto a Milano città. Le province tendono a preferire il decentramento, le città il centralismo. Perché? Ci viene in aiuto il politologo David Goodhart.

    • AUTONOMIA

    Referendum lombardo, primo test del voto elettronico

    Il 22 ottobre si voterà in Lombardia e in Veneto per l'autonomia, un referendum boicottato dai media che lo paragonano (a sproposito) alla secessione catalana. Nella regione del governatore Roberto Maroni si sperimenterà per la prima volta il voto elettronico.

    • IL REFERENDUM

    La via lombardo-veneta all'autonomia

    Niente a che vedere con la secessione, nessun parallelismo con la Catalogna. I referendum consultivi di domenica 22 ottobre in Lombardia e Veneto sono per l’autonomia e si muovono nel solco della fedeltà al dettato costituzionale.