• IL PREMIO PER LA PACE

    Nobel ai giornalisti per la libertà di stampa. E ora: basta censura, anche in Occidente

    “Un giornalismo libero, indipendente e basato sui fatti serve a proteggere dall'abuso di potere, dalle bugie e dalla propaganda di guerra”, il Nobel per la Pace quest'anno va a due giornalisti che lo meritano: Dmitrij Muratov, russo, fondatore e direttore del quotidiano Novaja Gazeta e Maria Ressa, filippina, fondatrice del blog di inchiesta Rappler. Entrambi subiscono una forte repressione in Paese ormai solo formalmente democratici. Ma il messaggio di questo Nobel sarà davvero universale? Perché anche in Occidente, con il pretesto della "lotta alle fake news" la censura sta diventando pratica quotidiana. Col beneplacito di quegli stessi giornalisti che plaudono al coraggio dei due Nobel. 

    - PREMIATO GURNAH, CONTRO IL COLONIALISMO di Anna Bono

     

    • CENSURA 2.0

    I video cristiani? Per Google sono “omofobi”

    Google bolla come “omofobi” dei video che espongono rispettosamente l’insegnamento cristiano sull’omosessualità e raccontano persecuzioni giudiziarie contro persone di fede. Perfino peggio Vimeo, che per motivi simili cancella l’intero account di una chiesa battista. È la censura contemporanea, proveniente dalla stessa cultura laicista che nega Dio e parla (a sproposito) di “libertà”.

    • IL CASO

    Apple e Amazon, la tecnologia "democratica" non esiste

    La complicità di Apple con il regime cinese per conquistare fette di mercato (progetto oltretutto fallito), la distruzione di tonnellate di oggetti nuovi da parte di Amazon per non pagare il magazzino: la dimostrazione che, dietro la maschera del progressismo, si celano scelte che sono solo economiche.

    • DAVOS

    Il discorso di Soros contro la società aperta

    Il finanziere George Soros è oggetto di numerose teorie cospirative. Una volta che ha preso il microfono a Davos, ha iniziato a pronunciare un discorso apocalittico contro Bitcoin, i social network e Trump. Discorsi che suonano complottisti e rivelano una paura profonda per la società aperta, la stessa che Soros dovrebbe promuovere.

    E BARILLA ENTRA NEL CLUB LGBT DELL'ONU di T. Scandroglio