• UN RICORDO

    Maroni e quell'autunno caldo della riforma del lavoro

    Un ricordo personale di Roberto Maroni, il numero 2 della Lega, ministro e poi presidente della Lombardia, morto ieri di malattia. Nei giorni convulsi della riforma del lavoro, con la Cgil che mandava un milione di persone in piazza, Maroni aprì la strada a nuovi rapporti fra governo e parti sociali e alle successive riforme del lavoro. 

    • SOLIDARIETÀ A SENSO UNICO

    La Convenzione di Dublino spedisce i migranti sempre in Italia

    Scade l’anno prossimo il regolamento che impone al Paese di approdo di farsi carico delle richieste di asilo. Attribuito al governo Berlusconi II, in realtà risale a Prodi e ad Andreotti, nel contesto dell’arrivo in massa di albanesi che aveva spinto l’Italia a cercare – inutilmente –  il soccorso europeo.

    • DECISIONI DIFFICILI

    Dai ministri che sceglie dipenderà la linea Meloni

    Gli italiani si aspettano molto dal prossimo governo Meloni, che emergerà da un chiaro risultato alle urne. Ma nella scelta dei ministri potrebbero esserci brutte sorprese. Si parla di braccio di ferro con Berlusconi che vorrebbe la Ronzulli alla Sanità. Ma sarebbe una seconda Speranza. E c'è da temere la liberal Bernini all'Istruzione.

    • POTERI FORTI

    Tutti già pronti ad assediare il governo Meloni

    Finanza internazionale, Bce, Commissione: ci sono molti segnali che sia pronto, contro il governo Meloni, quell'attacco concentrico che nel 2011 portò alla caduta dell'esecutivo Berlusconi. Sarà solo un modo di saggiare il suo europeismo, in attesa dei nomi del governo?

    • MEDIA E POTERE

    Retorica da regime, il vero virus che infesta il Paese

    Quante volte è cambiato il messaggio martellante dei media, senza che noi ce ne accorgessimo? La pandemia avrebbe dovuto creare una nuova normalità, poi col Pnrr è nuovo boom. Nel 2011 lo spread ha fatto cadere Berlusconi, oggi è alto ma Draghi è in sella. L'inflazione e il debito? Non sono più un problema. È retorica da regime.

    • IL GRANDE GIORNO

    Quirinale, nessuna maggioranza e veti incrociati

    Cronaca del caos che verrà. Dopo il suo ritiro dalla corsa al Quirinale, Berlusconi pone implicitamente il veto su Mario Draghi. Mentre Giorgia Meloni potrebbe votarlo. Salvini punta sulla Moratti o la Casellati, ma quest'ultima ha sempre contro Berlusconi. Riccardi può essere il preferito dalla sinistra. Casini il candidato bipartisan.

    • IL PROSSIMO PRESIDENTE

    Riecco il duello Berlusconi-Prodi, stavolta per il Colle

    Per la serie: a volte ritornano. Il duello Prodi contro Berlusconi ha caratterizzato tutta la Seconda Repubblica. Oggi quei tempi paiono finiti, ma gli stessi due leader si ripropongono di nuovo per l'elezione a presidente. Prodi nega, ma potrebbe essere il candidato di bandiera della sinistra. Berlusconi vuole, ma la sua è una strada in salita.

    • AMMINISTRATIVE

    Primo voto ai tempi del Covid, un test per le alleanze

    Domani si vota per il rinnovo dei Comuni e la sinistra appare in vantaggio in tutti i maggiori centri urbani. Ma non è uscita dalla sua crisi di leadership e di popolarità. La coalizione giallo-rossa è di fatto finita ed è ormai evidente la rivalità fra Letta e Conte. Stesso discorso per il centrodestra con la rivalità fra Salvini e Meloni. 

    • NONOSTANTE I SONDAGGI

    Salvini e Berlusconi uniti per timore della Meloni

    Nei sondaggi il centrodestra continua ad essere vincente. Ma nella girandola dei veti incrociati, soprattutto tra Lega e Fratelli d’Italia, si aprono nuovi conflitti intestini. E nuovi scenari: vista la crescita impetuosa del partito della Meloni, Salvini e Berlusconi vorrebbero addirittura unire le forze in una formazione nuova (un progetto velleitario)

    • RIVELAZIONI DI PALAMARA

    Giudici contro Salvini, come lo erano contro Berlusconi

    Sul caso della nave Gregoretti, Salvini non verrà processato. Il tribunale di Catania ha sentenziato il non luogo a procedere. E' un precedente anche per il processo di Palermo, sul caso della nave Open Arms, che però si aprirà a settembre. E Palamara rivela un altro pezzo di storia della magistratura: Berlusconi era visto come il nemico.

    • NUOVO GOVERNO

    Su Draghi, anche la destra è divisa e in cerca di un ruolo

    Se la sinistra piange, la destra non ride. Formalmente è divisa, con Lega e FI che sostengono il governo Draghi e Fratelli d'Italia da soli all'opposizione. La Meloni si erge a rappresentante unica degli scontenti e intanto occupa più poltrone degli altri. Riuscirà il centrodestra a ritrovare la quadra su candidati sindaci in primavera, nuovo Presidente nel 2022 ed elezioni del 2023?

    • ABUSO DI POTERE

    Palamara vuota il sacco: i magistrati dominano l'Italia

    Nel bel mezzo della crisi di governo, l'ex magistrato Luca Palamara si toglie qualche sassolino dalla scarpa. E pubblica Il sistema. Potere, politica, affari: storia segreta della magistratura italiana, una storia in presa diretta di come la magistratura interviene direttamente nella politica, eliminando chiunque provi a contestarne il potere.