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Medio Oriente

Siria. Una fede più forte di ogni avversità

Ha riaperto al pubblico il santuario di San Simeone lo Stilita, ad Aleppo, che era stato inagibile per 15 anni

Dopo 15 anni, il 1° settembre ha riaperto al pubblico in Siria il santuario di San Simeone lo Stilita, sulle colline di Aleppo. Le autorità religiose delle diverse Chiese cittadine e una folla di fedeli hanno partecipato alla solenne celebrazione della riapertura. Il santuario per secoli è stato uno dei grandi centri di pellegrinaggio del Medio Oriente. Secondo la tradizione, san Simeone trascorse lì più di 40 anni in preghiera e in penitenza su una colonna. Il monastero costruito alla fine del V secolo attorno alla colonna è considerato uno dei monumenti più importanti del cristianesimo delle origini. Ma dal 2011, anno di inizio della guerra, il santuario è stato inaccessibile. Il complesso ha subito bombardamenti, saccheggi, scavi clandestini. Dal 30 al 40% dell’area ha subito danni. È crollato interamente un arco e sono stati gravemente lesionati muri e strutture. Il monastero è stato per qualche tempo usato anche da gruppi armati affiliati allo Stato Islamico. Della colonna è rimasto solo il basamento mentre il fusto è stato danneggiato e quel che ne rimaneva disperso. Il terremoto che ha colpito Siria e Turchia nel 2023 ha ulteriormente indebolito archi e muri. Le operazioni di recupero e restauro, alle quali contribuiscono partner e finanziatori internazionali e nelle quali la Francia svolge un ruolo importante, non sono terminate. Richiederanno ancora lunghi tempi, ma con la riapertura si è voluto dare un segno concreto di speranza, la prova che la Siria tenta la ricostruzione e il recupero della propria memoria storica. Di particolare significato è stato il ritorno dei frammenti della colonna dispersi. Presso la colonna che è stata aspersa con acqua benedetta l’arcivescovo greco-ortodosso Ephrem Maalouli ha guidato la preghiera. “Per i cristiani della regione di Aleppo, il cui numero è stato tragicamente ridotto dalla guerra e della diaspora, non si tratta semplicemente del recupero di un reperto archeologico – ha commentato l’agenzia di stampa AsiaNews nel dare la notizia – La colonna di Simeone è il simbolo della perseveranza nella fede e della capacità di resistere alle avversità. Non è difficile cogliere il legame con la storia recente della Siria. Dopo gli anni della fuga e della dispersione, tornare a pregare insieme in quel luogo significa affermare che in Siria l'antichissima presenza cristiana non intende scomparire. E che le diverse confessioni cristiane guardano allo Stilita per ritrovare insieme alle proprie radici”.