A Reggio Calabria il centrodestra vince anche senza Vannacci
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Con oltre il 51% dei voti Fabio Roscioli, candidato di Forza Italia, ha conquistato il seggio della Camera lasciato libero da Francesco Cannizzaro. Il candidato di Futuro Nazionale sfiora l’11%. Affluenza bassissima: più di tre elettori su quattro non hanno votato.
A Reggio Calabria il centrodestra supera senza scosse il test delle elezioni suppletive e si riprende il seggio della Camera lasciato libero da Francesco Cannizzaro, dopo la sua elezione a sindaco del capoluogo calabrese. Fabio Roscioli, candidato di Forza Italia sostenuto dall’intera coalizione, conquista il collegio con un margine largo, superando il 51% dei voti, mentre il candidato del centrosinistra Frank Benedetto si ferma intorno al 36,5%. Più distante Domenico Giannetta, espressione di Futuro Nazionale e dell’area politica di Roberto Vannacci, che sfiora l’11%.
È questo uno dei dati politicamente più interessanti della consultazione: la corsa separata della destra vannacciana non impedisce al candidato del centrodestra di imporsi con nettezza. Anzi, il risultato mostra che, almeno in questo collegio, la presenza di una lista alternativa a destra non è sufficiente a modificare gli equilibri della sfida. Roscioli vince senza avere bisogno di sommare al proprio risultato quello di Giannetta e consegna a Forza Italia un'affermazione che assume un significato particolare anche dentro la maggioranza. Giorgia Meloni parla di una vittoria larghissima del centrodestra unito, mentre Antonio Tajani rivendica il risultato del candidato azzurro: due letture che convergono sul dato principale della giornata, quello di una coalizione che riesce a mantenere il seggio nonostante la presenza di una candidatura autonoma alla sua destra.
Per Vannacci, invece, l’11% rappresenta la misura del consenso raccolto correndo fuori dal perimetro dei partiti della maggioranza. È una percentuale che, se confermata a livello nazionale, lo renderebbe certamente determinante nelle prossime elezioni politiche ma che in questo caso non si è rivelata decisiva. Il centrosinistra, dal canto suo, non riesce a trasformare la sfida in una partita contendibile fino in fondo.
Il dato politico arriva però insieme a un'altra fotografia, molto meno rassicurante per tutti i partiti: quella della partecipazione. L'affluenza definitiva si è fermata al 22,34%, contro il 49,40% della precedente consultazione, quando però si votò in una sola giornata. Poco più di un elettore su cinque ha quindi scelto di recarsi alle urne, in una tornata che ha coinvolto circa 70 comuni. È il dato che più di ogni altro ridimensiona la portata della competizione sul piano della partecipazione democratica: gli equilibri tra i candidati sono chiari, ma vengono fotografati dentro un corpo elettorale in larga parte rimasto a casa.
Il risultato di Reggio Calabria consegna dunque diverse indicazioni. Il centrodestra conserva il collegio e lo fa con un candidato di Forza Italia, confermando la capacità della coalizione di compattarsi attorno a un nome comune. La destra di Vannacci dimostra di avere un proprio spazio elettorale, ma non abbastanza ampio da incidere sull'esito della sfida, almeno in questa partita assai influenzata da fattori locali. Il centrosinistra mantiene una quota di consenso rilevante, ma resta a distanza dal vincitore. E soprattutto, sullo sfondo, resta il grande assente di questa tornata: il voto di oltre tre quarti degli aventi diritto. La fotografia politica di Reggio Calabria è quindi quella di una vittoria netta del centrodestra, ma dentro un'elezione caratterizzata da una partecipazione estremamente bassa. Un risultato che rafforza gli equilibri esistenti tra le forze politiche, mentre lascia aperta la questione, ben più ampia, della distanza tra politica ed elettori.

