Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Sante Basilissa e Anastasia a cura di Ermes Dovico
viaggio apostolico

Seconda giornata del Papa in Algeria all'insegna di Agostino

Il pranzo con i confratelli e un ulivo piantato nell'antica Ippona quale auspicio di pace da Leone XIV che durante la Messa celebrata nella Basilica di Sant'Agostino ha detto che «la Chiesa dove c'è conflitto porta riconciliazione». Mentre si conclude la tappa algerina, il Camerun si prepara ad accogliere il Pontefice.

Ecclesia 15_04_2026

Secondo giorno all'insegna di sant'Agostino per il viaggio di Leone in Algeria. Il Papa ha visitato gli scavi archeologici dell'antica Ippona, ma in versione ridotta rispetto alle attese. Colpa del maltempo che però non ha impedito a Leone di deporre una corona di fiori in memoria del santo e di piantare un ulivo come auspicio di pace. Pace che è stata anche al centro della visita ad Annaba nella casa di accoglienza per anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri. «Il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne», ha detto Prevost aggiungendo poi che «il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d'amore e di pace, giorno per giorno». Il primo Papa agostiniano della storia ha voluto pranzare con la piccola comunità agostiniana locale, riprendendo la tradizione inaugurata coi gesuiti dal suo predecessore Francesco.

Nella Messa celebrata nella Basilica di Sant'Agostino, il Pontefice ha parlato del ruolo della Chiesa e dei cristiani. Insistendo sulla pace, Leone ha detto che «la Chiesa dove c'è conflitto porta riconciliazione» ed ha anche osservato che «i cristiani nascono dall'alto, rigenerati da Dio come fratelli e sorelle di Gesù, e la Chiesa che li nutre con i Sacramenti è grembo accogliente per tutti i popoli della terra». Nell'omelia ha anche invitato la comunità cristiana locale ad essere «un segno umile e fedele dell'amore di Cristo».
Sottolineando l'importanza della carità, il Pontefice ha ricordato che «Dio è amore». Un concetto che richiama la Deus caritas est, prima enciclica di Benedetto XVI. Rivolgendosi ai vescovi presenti in Basilica, Leone ha ricordato che il «primo compito dei pastori, ministri del Vangelo, è  dare testimonianza di Dio al mondo con un cuor solo e un'anima sola, senza che le preoccupazioni ci corrompano con la paura né le mode ci indeboliscano con il compromesso».

Lasciata Annaba, il Papa ha fatto ritorno ad Algeri ed ha dormito nella nunziatura apostolica. Oggi lascerà l'Algeria per la seconda tappa di questo terzo viaggio apostolico. Il Pontefice atterrerà in Camerun dove, oltre all'incontro con le autorità civili nel Palazzo presidenziale, farà visita all'orfanotrofio Ngul Zamba e poi vedrà privatamente i vescovi camerunensi. Nel frattempo l'annuncio del suo arrivo ha già portato qualche beneficio: i separatisti anglofoni del Camerun hanno spiegato che cesseranno momentaneamente i combattimenti per garantire la sicurezza della visita. 



La scheda

L’Algeria, terra di gravi persecuzioni per i cristiani

14_04_2026 Anna Bono

Prima tappa del viaggio di Leone XIV in Africa, l’Algeria si trova al 20° posto nell’elenco dei Paesi – redatto da Open Doors – in cui i cristiani sono più perseguitati. Anche solo portare con sé una Bibbia può comportare sanzioni.

Il viaggio apostolico

Dialogo interreligioso e pace, il primo giorno del Papa in Algeria

14_04_2026 Nico Spuntoni

Leone XIV si è presentato come testimone di pace in «un mondo pieno di scontri e incomprensioni». Ha visitato la grande moschea d’Algeri. E ha onorato la memoria di due suore e beate spagnole, martirizzate nel 1994. Oggi il trasferimento nella città che fu di sant’Agostino.
- Un Paese di gravi persecuzioni per i cristiani, di Anna Bono

CONTINENTE NERO

Algeria, Angola, Guinea, Camerun, le difficili realtà che il papa visiterà

27_02_2026 Anna Bono

Il primo viaggio pastorale in Africa di Papa Leone XIV toccherà quattro tappe in paesi a dir poco difficili: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Paesi sotto dittatura, o democrature, con conflitti terribili alle spalle o tuttora in corso.