Pierina Gilli, una vita sotto la guida di Rosa Mistica
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Come si è arrivati a ristabilire la verità sulla veggente di Montichiari, sul suo equilibrio e la sua santità di vita nel quotidiano? Avvicinandosi il convegno internazionale su Pierina Gilli (17-18 ottobre), la Bussola intervista mons. Marco Alba, rettore del santuario di Maria Rosa Mistica.
- Il dossier su Rosa Mistica
Tra pochi giorni, il 17 e 18 ottobre, al santuario diocesano presso Fontanelle di Montichiari (Brescia), si terrà il convegno internazionale Pierina Gilli: lo “straccio” di Rosa Mistica (vedi il programma completo), dedicato ad approfondire la figura di questa fedele del XX secolo che asserì di aver avuto delle apparizioni della Madonna, presentatasi sotto il titolo di Rosa Mistica. Apparizioni non ancora riconosciute dalla Chiesa, che tuttavia nel luglio 2024 – al culmine di un percorso di rivalutazione della veggente e dei fatti a lei legati – ha concesso il nulla osta alla devozione a Rosa Mistica sorta a Montichiari, riconoscendo la bontà dei messaggi e la grande abbondanza dei frutti scaturiti da questo culto mariano. Alla prima giornata del convegno interverrà anche il vescovo di Brescia, monsignor Pierantonio Tremolada, che poi, alle 18.30, presiederà la S. Messa.
La Bussola ha intervistato monsignor Marco Alba, rettore del santuario di Fontanelle.
Mons. Alba, perché un convegno internazionale su Pierina Gilli (1911-1991)?
Perché speriamo che la conoscenza della sua figura possa essere d’aiuto per quei luoghi e quelle diocesi in cui è presente il culto di Rosa Mistica, il cui messaggio ci è arrivato proprio attraverso le esperienze mistiche di Pierina e poi si è diffuso in tutto il mondo. La storia di questa donna è poco conosciuta anche in Italia. Perfino qui, nella diocesi di Brescia e nella città di Montichiari, Pierina è poco nota perché si sono creati nel tempo alcuni pregiudizi, dovuti alla scarsa conoscenza reale della sua vita e del percorso mistico-spirituale che ha vissuto.
Può ricostruire brevemente perché si sono diffusi questi pregiudizi?
Intanto potremmo dire che i pregiudizi nascono perché nessuno è profeta in patria. Quando venne fatto il primo e unico processo diocesano nei suoi confronti, nel 1948-49, era stato tracciato un profilo gravemente negativo della sua persona, sia dal punto di vista della salute psichica sia da quello dell’autenticità delle sue esperienze mistiche.
Al convegno lei tratterà proprio il tema del percorso di revisione degli studi psicologici e farmacologici su Pierina. Ci può accennare qualcosa?
Questi studi hanno permesso di fare luce e verità su due aspetti specifici e sono stati riconosciuti nel loro valore anche dal Dicastero per la Dottrina della Fede. Innanzitutto, la revisione del processo ha consentito di smentire il fatto che Pierina fosse instabile sotto il profilo della salute psichica. Siccome negli atti del processo c’erano più perizie psicologiche, volevamo chiarire l’esito reale di questa indagine psicologica. Inoltre, volevamo che fosse chiaro un altro aspetto della sua persona, cioè: lei ha sempre vissuto delle gravi sofferenze fisiche, per cui assumeva dei farmaci; ma in nessun modo questi farmaci sono legati alle esperienze mistiche. I farmaci possono avere degli effetti ma certamente non possono influenzare la vita di una donna per quasi 60 anni, cioè per tutto il tempo in cui ha avuto esperienze mistiche.
Che tipo di farmaci assumeva? Cioè, perché qualcuno pensava che le sue esperienze mistiche non fossero reali?
Per un certo periodo della vita, cioè quando aveva delle sofferenze molto estreme, ha assunto un farmaco che si chiamava Sinesalgina, adesso fuori commercio, il cui principio attivo poteva avere anche degli effetti collaterali di tipo allucinatorio ma solo in via transitoria e non certo per quasi 60 anni. Però, incrociando i dati di quando lei assumeva dosi di questo farmaco – che sono certificate agli atti del processo – con il tipo di esperienze mistiche, si può vedere che non c’è nessun tipo di tono allucinatorio o stravagante.
Pierina ebbe la prima apparizione il 17 dicembre 1944, quando santa Maria Crocifissa Di Rosa (1813-1855) la guarì, per conto della Madonna, da una grave meningite che la stava portando alla morte. Questa guarigione, come tanti altri segni, non poteva essere un’allucinazione…
Infatti. Il problema è che a Montichiari avevano visto che lei o qualche sua amica andavano a prendere i farmaci che le venivano prescritti e anche per questo si è diffusa l’errata convinzione di un legame tra l’assunzione dei farmaci e il suo equilibrio psichico. Inoltre va ricordato che su Pierina vennero fatte diverse perizie: vennero prese in considerazione solo le due negative. Nella revisione degli studi psicologici è stata fatta una super-perizia: al convegno sarà presente un perito, il professor Silvio Ciappi, che evidenzierà il metodo di studio seguito e com’è arrivato alla conclusione dell’equilibrio di Pierina studiando sia le perizie che erano state condotte sia il suo profilo psicologico, che comunque era desumibile da tutti i suoi scritti e dalle testimonianze delle persone che l’avevano incontrata.
Una delle relazioni del convegno sarà incentrata su come Pierina si sia lasciata guidare da Rosa Mistica, un aspetto che si sottolinea anche nella lettera del Dicastero per la Dottrina della Fede al vescovo di Brescia, in cui si elogia l’umiltà di Pierina. Si può dire che questo sia il punto chiave dell’affidabilità della veggente?
Sì e abbiamo cercato di sottolinearlo in modo icastico anche nel titolo del convegno, definendo Pierina lo “straccio” di Rosa Mistica. Questa definizione risale a santa Maria Crocifissa, che chiamò Pierina lo “straccio” di Rosa Mistica, a indicare da un lato la grandissima umiltà con cui lei si sarebbe subito dovuta mettere al servizio di questa causa e dall’altro la disponibilità ad essere trattata come uno straccio inutile, come di fatto è stato, perché lei è sempre stata considerata come una persona ai margini: Pierina è stata umiliata e mortificata perché ritenuta non credibile da chi aveva l’autorità per riconoscere l’autenticità delle sue esperienze mistiche.
Qual era la giornata tipica di Pierina?
Bisogna tenere presente che lei, dal 1948 fino alla morte, ha vissuto una sorta di arresti domiciliari canonici. Per 19 anni ha dovuto vivere in una casa di suore, a Brescia, e poi, dal 1968 al 1991, a Montichiari, ma con la proibizione a recarsi alle Fontanelle dove nel ’66 c’era stato il secondo ciclo di apparizioni. Pierina ha vissuto una ferialità di nascondimento e silenzio perché le era impedito di poter raccontare e diffondere questo culto. Qualche apertura maggiore da parte dell’autorità ecclesiastica ci fu soprattutto dagli anni Ottanta, quando i pellegrini passavano da casa sua. Lei viveva una vita feriale normalissima, fatta di preghiera, di lavori domestici, di accoglienza dei pellegrini. E tutto questo lo ha sempre vissuto in uno spirito di perfetta obbedienza alla Chiesa. Se dei pellegrini le dicevano “perché non vieni con noi alle Fontanelle?”, lei rispondeva “io devo obbedire al vescovo”.
La Madonna stessa, nel ciclo delle Fontanelle, le aveva detto di questa sua nuova missione di apostola in favore dei pellegrini, in particolare degli ammalati.
Per questo nel convegno sentiremo delle testimonianze di persone che incontrarono Pierina a casa sua e rimasero colpite dalla sua accoglienza, da come stava vicina alle famiglie, ai seminaristi. Testimonierà anche un laico, figlio spirituale di Pierina e padre di famiglia, che racconterà come per 40 anni si è dedicato al culto di Rosa Mistica attraverso opere di evangelizzazione e di carità. Attorno a Pierina è nato un laicato molto attivo, che ha formato gruppi di preghiera. Poi, visto che Rosa Mistica è legata particolarmente alla rinascita delle vocazioni religiose e sacerdotali, ascolteremo le testimonianze di due sacerdoti che hanno conosciuto Pierina. Lei colpiva i pellegrini perché era umile e accogliente e, allo stesso tempo, capace di spronare alla conversione e alla verità della propria vocazione. Aveva questa forza e aveva anche una capacità di lettura dei cuori, per cui le sue parole colpivano subito i punti giusti.
Sono passati poco più di due anni dal nulla osta sulla devozione stabilito dal vescovo con l’approvazione della Santa Sede. Questo riconoscimento ha prodotto qualche effetto visibile significativo?
Dalla diocesi di Brescia e dall’Italia in generale stanno aumentando i pellegrinaggi. Il trend dei pellegrinaggi internazionali – fuori dall’Italia non c’era tutto il pregiudizio di cui dicevo e si è sempre guardato soprattutto ai frutti positivi – è rimasto costante. Stiamo avendo molti pellegrini dall’Asia orientale, per cui non c’è più solo la prevalenza dell’America Latina. Alla domenica, alle due Messe, ci sono solitamente 1000-1500 persone. Questo è segno di una devozione che si sta diffondendo. Eppure, ci sono alcuni che minimizzano il nulla osta dicendo che quelle di Montichiari “non sono apparizioni”. In base alle nuove Norme, il riconoscimento della soprannaturalità è di carattere eccezionale e richiede la previa autorizzazione del Santo Padre. A questo proposito suor Daniela Del Gaudio, che dirige l’Osservatorio sulle apparizioni e i fenomeni mistici della Pontificia Accademia Mariana Internazionale, chiarirà nella sua relazione che il fatto che la Chiesa sia intervenuta con il massimo riconoscimento oggi possibile in via ordinaria nel discernimento di questi fenomeni è molto importante, è un passaggio storico. Certo, non c’è l’obbligo di credervi, ma con il nulla osta sono stati riconosciuti i segni autentici della devozione a Rosa Mistica, quindi delle esperienze mistiche di Pierina, i suoi frutti, dalle conversioni alle guarigioni fisiche, che derivano dalla trascendenza. E quindi questo riconoscimento dice ai fedeli che questa devozione è una strada sicura di vita spirituale e non esclude che in futuro si arrivi a una dichiarazione di soprannaturalità delle apparizioni.
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