a cura di Anna Bono
  • Burkina Faso

Padre Antonio César Fernandez, il primo sacerdote ucciso nel 2019

 

Il 15 febbraio padre Antonio César Fernandez, missionario salesiano in Burkina Faso, è stato vittima di un attacco presumibilmente jihadista. Di ritorno dalla capitale del Togo, Lomé, era fermo in auto con due confratelli della comunità di Ouagadougou a un posto di controllo quando degli uomini armati – secondo i testimoni, circa 20 in tutto – hanno circondato l’automezzo, hanno costretto padre Fernandez a scendere e lo hanno ucciso con tre colpi di arma da fuoco, risparmiando invece i suoi due confratelli. Poi si sono diretti al vicino posto di controllo doganale di Nouhao, al confine con il Togo e il Ghana, e hanno ucciso quattro doganieri per poi dileguarsi nella foresta. Padre Fernandez aveva 72 anni. Era spagnolo, originario di Pozoblanco. Dal 1982 era stato missionario in diversi stati africani. La sua prima destinazione era stato il Togo dove aveva fondato la prima missione salesiana nel paese. In Burkina Faso la presenza di gruppi armati jihadisti è una minaccia sempre più preoccupante. Negli ultimi quattro anni più di 300 persone sono state uccise in attacchi compiuti da miliziani. I jihadisti sono attivi anche in Mali e Niger. Nella notte tra il 17 e il 18 settembre 2018 in Niger, alla frontiera con il Burkina Faso, è stato rapito padre Pierluigi Maccalli, missionario della Società delle Missioni Africane. Di lui non si hanno notizie da allora. Sembra che nessuno si sia fatto vivo per chiedere un riscatto. Si ritiene che a rapirlo siano stati dei jihadisti, forse provenienti dal Burkina Faso.