Nella glorificazione di Maria il modello della vera bellezza
La comune esperienza dell'invecchiamento sembra in contrasto con «la giovane meravigliosa che troviamo dipinta sulle pale dei nostri altari». Nel giorno dell'Assunzione il Papa ha invitato a rivedere molti canoni estetici fondati su edonismo e consumismo per «scoprire e coltivare la bellezza divina di cui siamo avvolti».
L'apparente contrasto fra gli uomini soggetti all'esperienza dell'invecchiamento e la gloria di Maria assunta in cielo, in anima e corpo, che l'arte raffigura «come una giovane bellissima che si eleva fisicamente da terra verso la volta celeste», mostra il vero contrasto, quello tra «molti dei canoni estetici, prevalentemente di stampo edonistico e consumistico, che il mondo ci impone» e la vera bellezza, «la bellezza divina di cui siamo avvolti e per la quale siamo fatti»: è la riflessione del Papa nell'omelia del 15 agosto nella solennità dell'Assunzione, celebrata di nuovo nella parrocchia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo.
«Con l’età, infatti, il nostro corpo non si fa più agile, ma più pesante; la pelle non diventa più fresca, ma mostra i segni della vecchiaia; i capelli non prendono colore e lucentezza, ma diventano grigi e poi bianchi. Allora, cosa abbiamo in comune con la giovane meravigliosa che troviamo dipinta sulle pale dei nostri altari? Per comprenderlo dobbiamo tenere uniti i due segni a cui abbiamo accennato: il corpo incorrotto della Madre di Dio e il suo cuore immacolato». In quel cuore, aveva spiegato all'inizio dell'omelia, «si incontrano il cielo e la terra, il tempo e l’eternità».
È l'«amore che non ha fine» il segreto della vera bellezza, che a sua volta non ha fine e che il Papa esorta a scoprire e coltivare e diffondere, imparando «a leggerla nel volto tenero di un bambino come nelle rughe di un anziano, nella vivacità di un giovane come nella compostezza di un adulto, negli ornamenti della festa come negli abiti e negli strumenti del lavoro», scorgendovi altrettanti «piccoli squarci di cielo»

