Modena, il giorno dopo. Sbai: mai sottovalutare la radicalizzazione
Pomeriggio dedicato alla radicalizzazione e al jihad in Italia, nel consueto appuntamento del Venerdì della Bussola. Ospite Souad Sbai, già deputata del Popolo della Libertà e membro della Consulta per l'islam italiano.
- Islam a scuola di Marco Lepore
Pomeriggio dedicato alla radicalizzazione e al jihad in Italia, nel consueto appuntamento del Venerdì della Bussola. Ospite Souad Sbai, firma de La Nuova Bussola Quotidiana, giornalista e saggista di origine marocchina, già deputata del Popolo della Libertà e membro della Consulta per l'islam italiano.
L'onorevole Sbai ci mette in guardia da un fenomeno che pochi comprendono. Non solo quello di una mancata integrazione, anche delle seconde e terze generazioni, ma anche quello di una subdola radicalizzazione di immigrati musulmani non integrati, ad opera di gruppi islamisti, fra cui spicca la Fratellanza Musulmana. Paradossalmente, nei paesi arabi c'è più consapevolezza del periodo che costituisce, più che nei paesi europei dove le molteplici organizzazioni in cui si articola sono scelte come interlocutrici istituzionali.
La tentata strage di Modena, "è un attentato", su questo Sbai non ha alcun dubbio. La motivazione o l'esistenza di un percorso di radicalizzazione sono tutti da accertare, il processo non è ancora iniziato. Ma il modus operandi di Salim El Koudri, immigrato di seconda generazione dal Marocco, è oggettivamente un atto deliberato, una strage cercata lucidamente, con auto e coltello.
Il punto è che le famiglie stesse stentano a riconoscere il percorso di radicalizzazione dei loro cari. Ed oggi, alla propaganda più ingenua dei decenni passati, l'Isis e le altre organizzazioni della galassia jihadista hanno imparato a comunicare ai giovani con metodi più subdoli, anche attraverso i videogiochi e le chat. La via della radicalizzazione parte da un aggancio, porta presto all'isolamento del soggetto radicalizzato e al lavaggio del cervello. Non è detto che l'attentatore di Modena abbia fatto questo percorso, mentre è certo che il minorenne arrestato a Firenze perché preparava un attentato lo aveva fatto ed anche l'uomo di origine tunisina condannato a 6 anni di carcere a Cosenza. Il tutto solo in questa settimana.
Ecco il video integrale dell'intervista:

