Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Domenica delle Palme a cura di Ermes Dovico
Ora di dottrina / 203 – Il supplemento

Maria Mediatrice, il risveglio dei teologi

Gli anni Venti del XX secolo rappresentarono la stagione della fioritura teologica della mediazione materna di Maria, nuovamente dietro impulso del cardinale Mercier. Il quale arrivò a chiedere al Papa una nuova dichiarazione dogmatica.

Catechismo 29_03_2026

L’approvazione da parte della Santa Sede della festa liturgica di Maria, Mediatrice di tutte le grazie, e la sua diffusione nella Chiesa accesero, come ci si poteva aspettare, l’interesse di numerosi teologi, tanto da segnare gli anni Venti del Novecento come la stagione della fioritura della mediazione materna di Maria.

Fu ancora una volta il cardinale Désiré-Joseph Mercier a dare una spinta. Il 18 aprile 1921, istituì una commissione diocesana di diciotto teologi suddivisi in gruppi di lavoro, tra i quali troviamo nomi di spicco, a partire dal segretario, Joseph Martin Lebon, che tanto aveva lavorato per la liturgia della festa di cui abbiamo parlato. Poi padre Frans-Xaveer Godts, redentorista, autore della prima pubblicazione interamente dedicata alla Corredentrice (La Corédentrice, Bruxelles, 1920), una monografia che ebbe una forte influenza sullo stesso cardinale, che fino a quel momento aveva posto poca attenzione alla cooperazione di Maria alla Redenzione oggettiva; Jacques Bittremieux, a cui la Facoltà Teologica di Lovanio aveva conferito l’onere di scrivere una perizia preparatoria alla richiesta del dogma di Maria Mediatrice, e che nel tempo, con l’approfondimento sistematico della dottrina, era giunto ad una posizione favorevole alla richiesta di definizione dogmatica (vedi qui).

Interessante anche la parabola di un membro di spicco della commissione: P. Benoît-Heinri Merkelbach, professore di dogmatica al Seminario di Liegi, in seguito domenicano e professore di teologia morale allo Studio dell’Ordine di Lovanio e all’Angelicum di Roma. Nel 1914, Merkelbach, nell’articolo Mater divinæ gratiæ per la Revue ecclésiastique de Liège (n. 10, 1914), prendeva una certa distanza dal «titolo controverso» di Corredentrice. Pur senza negare la singolare cooperazione di Maria all’opera della Redenzione, il teologo riteneva che il significato più immediato di questo titolo avrebbe indotto a pensare erroneamente ad una cooperazione di Maria sullo stesso piano e allo stesso livello della Redenzione di Cristo, sebbene riconoscesse che anche un altro significato era possibile e accettabile, ossia quello di una cooperazione subordinata. Più tardi nella sua Mariologia (Parigi, 1939), nella quæstio dedicata alla mediazione di Maria, riconoscerà che «alcuni, tra i quali fummo anche noi, ritennero il termine [di Corredentrice] poco adeguato perché appare equivoco nella sua etimologia. Ma il significato di una parola dipende soprattutto dall’uso. Ora, nell’uso che intanto si è affermato, quel termine ha il significato pienamente corretto di semplice cooperazione subordinata all’opera della Redenzione; per lo meno nella maggior parte delle lingue» (p. 333). Come avremo modo di vedere, Merkelbach offrirà un contributo di primissimo ordine alla mariologia in generale, ma anche soprattutto alla comprensione del mistero della mediazione di Maria.

È importante soffermarsi un poco sulla posizione del beato Columba Marmion, abate di Maredsous, soprattutto riguardo alla cooperazione di Maria SS. all’opera della Redenzione (ne avevamo parlato qui), in virtù della sua stretta relazione con il cardinale Mercier, del quale era sincero amico e di cui divenne guida spirituale. Don Manfred Hauke è riuscito a ritrovare negli archivi della Provincia domenicana di Tolosa il testo della perizia che dom Marmion aveva steso per la definizione dogmatica della mediazione universale di Maria. In essa, egli riconosceva la forza delle ragioni di convenienza di questa mediazione, ma riteneva che esse non bastassero per una definizione dogmatica vera e propria, ossia per definire con certezza che la mediazione di Maria fosse verità contenuta nella Rivelazione; le ragioni di convenienza, in sostanza, non erano sufficienti per mostrare che Dio aveva effettivamente voluto Maria come mediatrice di tutte le grazie. Dom Marmion temeva altresì una forte opposizione ad una eventuale dichiarazione dogmatica in quelle regioni dove era più forte l’influenza protestante. Pertanto, concludeva così la propria posizione: «Poiché gli argomenti desunti dalla convenienza non bastano per dimostrare una dottrina dipendente dalla libera volontà di Dio, noi non osiamo affermare che essa sia contenuta nel deposito della Rivelazione. Tuttavia noi non ci opponiamo in nessun modo a questa dottrina, ma anzi la riteniamo molto pia e verosimile» (in M. Hauke, Maria “Mediatrice di tutte le grazie”, Lugano 2005, p. 83).

Il cardinale Mercier, nel frattempo, si era attivato per promuovere una nuova iniziativa, ossia un Congresso mariologico che si tenne dall’8 all’11 settembre 1921 a Bruxelles, e che vide la partecipazione di migliaia di sacerdoti e fedeli. Gli Atti del Congresso diedero un ulteriore contributo alla chiarificazione dei punti più delicati della mediazione universale di Maria. Si trattò di un evento di popolo, che culminò con l’incoronazione solenne della statua di Nostra Signora della Pace, collocata nella chiesa di San Nicola, e la celebrazione della Messa votiva di Maria Mediatrice. Intorno al primate belga si stringevano sempre di più la riflessione dei teologi e la devozione del popolo.

Qualche mese dopo, il 22 gennaio 1922, moriva Benedetto XV; il 6 febbraio, il Conclave scelse come 259° successore dell’Apostolo Pietro il cardinale Achille Ratti, che prese il nome di Pio XI. Lo stesso giorno (sic!), il cardinale Mercier non perse l’occasione di parlare al nuovo papa della desiderata definizione dogmatica. Appena qualche mese dopo, il 13 giugno, Mercier riceveva una lettera del domenicano Édouard Hugon, che sarà poi il principale estensore dell’enciclica Quas primas (1925), sulla regalità di Gesù Cristo, nella quale il teologo rendeva nota la volontà del Papa di proclamare la verità della mediazione universale di Maria, dottrina che il Santo Padre considerava «perfettamente chiara». Sembra che Pio XI stesse però pensando ad un’enciclica nella quale insegnare autorevolmente al mondo cattolico la verità su Maria mediatrice e sulla sua gloriosa assunzione al Cielo (fu proprio durante il pontificato di papa Ratti che maturò la riflessione teologica sull’assunzione di Maria, che verrà proclamata come dogma nel 1950).

Nel novembre dello stesso anno, il primate belga tornava nuovamente alla carica per chiedere non solamente un’enciclica, ma una vera e propria dichiarazione dogmatica. Tramite il cardinale Pietro Gasparri, Segretario di Stato, il Papa fece presente a Mercier di avere molto a cuore questa proclamazione e che, a tal fine, intendeva istituire tre commissioni di studio indipendenti, composte rispettivamente da teologi belgi, spagnoli e romani. I primi semi gettati nel piccolo terreno della reciproca confidenza di una monaca di clausura, Madre Maddalena di Gesù, e di un cardinale erano ormai diventati un grande albero, i cui rami bussavano alle porte della Sede Apostolica.



Ora di dottrina / 203 – La trascrizione

La nuova Giuditta – Il testo del video

29_03_2026 Luisella Scrosati

Tra le figure dell’Antico Testamento anticipatrici di Maria Santissima ci sono la profetessa e giudice Debora e l’eroina Giuditta, che salverà il suo popolo tagliando la testa a Oloferne, avendo un elemento fondamentale alla base del suo piano: la preghiera.

Ora di dottrina / 202 – Il supplemento

Maria Mediatrice, la petizione del cardinale Mercier (II parte)

22_03_2026 Luisella Scrosati

Nel 1920, Mercier richiese ufficialmente alla Santa Sede la celebrazione di una festa in onore della Mediatrice di tutte le grazie. E Roma la concesse. Il Proprio della Messa della festa è un vero gioiello, che aiuta a comprendere la verità della mediazione mariana.

Ora di dottrina / 201 – Il supplemento

Maria Mediatrice, la petizione del cardinale Mercier

15_03_2026 Luisella Scrosati

Dietro impulso della mistica carmelitana Madre Maddalena di Gesù, il cardinale Mercier si adoperò perché la Chiesa proclamasse dogmaticamente la verità della mediazione universale di Maria Santissima. L’importante contributo teologico del canonico Bittremieux.

apologetica

La Bussola Mensile di gennaio: Corredentrice e Mediatrice

02_01_2026 Maria Bigazzi

Il primo piano della nostra rivista di apologetica dedicato al ruolo singolare di Maria per la nostra salvezza. Un approfondimento anche in risposta allo sconcerto suscitato dalla Nota Mater populi fidelis. Non è sminuendo la Madre che si esalta l'unica Redenzione operata dal Figlio.