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Conferenza episcopale tedesca

L'uscita temeraria del vescovo

Il rappresentante della Conferenza episcopale tedesca per le questioni LGBTQ+ afferma che dobbiamo accettare l'omosessualità e la transessualità.

Gender Watch 10_08_2026

 

Il vescovo ausiliare di Essen, Ludger Schepers, è il rappresentante della Conferenza episcopale tedesca per le questioni LGBTQ+. Sì, c’è anche un rappresentante in seno ad una Conferenza episcopale per una categoria di persone particolare.

Schepers, dopo l’attentato di Berlino durante un Pride, è stato intervistato dal portale Kriche+Leben. Ecco alcuni passaggi dell’intervista contrappuntati da nostri commenti: «Gesù Cristo non ha escluso nessuno, ma ha difeso la dignità intrinseca di ogni persona». Gesù ha chiamato tutti alla salvezza, ma ci sono delle condotte che ci possono salvare e altre condannare. Chi ruba e ammazza gli innocenti può escludersi dalla salvezza. In modo analogo chi compie atti omosessuali o vuole “cambiare” sesso. Difendere poi la dignità delle persone significa evitare, per l’appunto, alcune condotte che sono contrarie alla dignità delle persone. Se Gesù avesse permesso tutto, non avrebbe difeso la dignità delle persone.

Prosegue il vescovo: «Nessuno dovrebbe mai temere di incontrare pregiudizi, diffidenza o rifiuto a causa del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere». Concordiamo, ma se criticare l’omosessualità e la transessualità, accogliendo però la persona omosessuale e transessuale, significa discriminare allora non siamo più d’accordo. Occorre distinguere il giudizio sull’atto, doveroso, dal giudizio sulla responsabilità individuale, giudizio che lasciamo in ultima istanza a Dio.

Schpers considera il giudizio di condanna di certe condotte come giudizio di condanna della persona. E trascina sul banco degli imputati, anche se cerca di occultarlo, la stessa Bibbia: «Troppo spesso, singoli passi biblici sono stati estrapolati dal loro contesto storico e usati contro le persone. Quando il Vangelo della liberazione diventa uno strumento di esclusione, la Chiesa contraddice la propria missione. Ciò ha creato una dolorosa contraddizione tra il messaggio dell'amore incondizionato di Dio e l'esperienza di molte persone queer nelle nostre comunità. Questa contraddizione non deve persistere. Ci chiama al pentimento». L’omosessualità nella Bibbia viene condannata non perché questa condanna è frutto di contingenze storiche, ma perché l’omosessualità non è consona alla dignità della persona. Dio, poi, ama incondizionatamente le persone e odia incondizionatamente il peccato, anche quello legato all’omosessualità e transessualità.

Infine il temerario vescovo afferma che «la nostra risposta [all’attacco di Berlino] deve essere una chiesa che diventi un rifugio, un luogo in cui le persone queer trovino protezione, autentica accettazione e una casa spirituale». La persona omosessuale deve essere accettata come persona, non come omosessuale. Ossia si deve accogliere la persona e rifiutare la sua omosessualità. La felicità di queste persone, così duramente messa alla prova dalla propria condizione, deve passare attraverso un accompagnamento che le permetta di abbandonare questa loro condizione e non attraverso una pastorale che le confermi in questo loro status.