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La proposta leghista

Lombardia e social freezing, una falsa via per la maternità

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Il Pirellone approva un ordine del giorno che impegna la giunta regionale a sostenere economicamente la crioconservazione degli ovociti per ragioni “sociali”. Una misura presentata come a favore della natalità, ma che va nella direzione opposta e non è moralmente lecita.

Editoriali 30_07_2026
Una discussione al Pirellone nel dicembre 2023 (LaPresse)

Combattere la denatalità, ritardando la maternità. Sembra una boutade, tanto evidente è la contraddizione in termini, e invece è la sostanza della proposta messa nero su bianco in un ordine del giorno (Odg) presentato dal gruppo leghista al Consiglio regionale della Lombardia e approvato martedì 28 luglio. L’ordine del giorno, che ha per primo firmatario il capogruppo Alessandro Corbetta, impegna la giunta regionale sotto due aspetti collegati: primo, a informare e sensibilizzare «sulle possibilità offerte dalle tecniche di preservazione della fertilità»; secondo, a introdurre un sostegno economico per «abbattere i costi sostenuti dalle giovani donne italiane residenti in Lombardia per l’accesso alla crioconservazione degli ovociti», cioè al congelamento, in azoto liquido, delle cellule germinali femminili.

In particolare l’Odg mira a sostenere economicamente il cosiddetto social freezing, ossia la crioconservazione degli ovociti per ragioni non mediche. E a tal fine intende estendere ad altre strutture del sistema sanitario lombardo l’esperienza già avviata all’Ospedale Niguarda, dove si può accedere al social freezing «con tariffe calmierate rispetto ai costi ordinariamente praticati nel settore privato».

In presenza di determinate patologie, il congelamento degli ovociti è pagato dal sistema sanitario italiano. Quando invece dietro la crioconservazione ci sono altri ordini di motivi personali o sociali – come il lavoro, la carriera, la casa, la stabilità emotiva, eccetera – i costi ricadono direttamente sulle donne che la richiedono. Ed è qui che la Lega lombarda intende appunto intervenire, distribuendo i costi sulla generalità dei contribuenti, nel solco di altri pessimi provvedimenti in tema di bioetica (dai contraccettivi gratuiti per gli under 24 alla Ru486 in day hospital) che hanno finora contraddistinto i due mandati del presidente della Regione, Attilio Fontana. Va detto che in entrambi i casi, cioè sia per le ragioni mediche sia per quelle non mediche, laddove il suddetto congelamento è finalizzato a ottenere un figlio in provetta (e non a eventuali terapie per la donna slegate dalla Fivet), siamo fuori dalla liceità morale. «La crioconservazione di ovociti in ordine al processo di procreazione artificiale è da considerare moralmente inaccettabile», spiega infatti la Dignitas Personae (2008), istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Ma torniamo all’ordine del giorno al Pirellone, il cui testo è intriso in più passaggi della contraddizione richiamata all’inizio. Fin nella premessa si riconosce che la crisi demografica italiana è caratterizzata da «un costante innalzamento dell’età media alla maternità», dal «progressivo rinvio dell’età alla maternità», determinato da «ragioni economiche, lavorative, abitative e personali» che inducono tante giovani donne «a progettare la nascita di un figlio in una fase della vita nella quale la fertilità risulta fisiologicamente ridotta». Eppure, paradossalmente, come “risposta” alla denatalità i consiglieri leghisti propongono proprio il social freezing, cioè una pratica che è intesa a ritardare il momento di una eventuale maternità.

Un cortocircuito logico, che si ritrova anche in un comunicato dell’europarlamentare Isabella Tovaglieri, secondo cui con questo Odg la Lombardia starebbe «dalla parte delle donne e della vita». In realtà il social freezing fa l’esatto contrario, perché va contro la vocazione alla maternità: alla base c’è l’idea che il figlio sia un bene “futuribile” secondario, rinviabile sine die, come ciliegina sulla torta di una lista con molti altri progetti, che si può ottenere dopo il realizzarsi di tutta una serie di condizioni. Condizioni che poi, puntualmente, tardano a verificarsi, ammesso che si verifichino, visto che un conto è un progetto, un altro è la realtà: da qui i tanti tentativi di maternità da social freezing a quarant’anni passati, quando le probabilità di avere un figlio sono più basse.

L’illusione di fondo è quella di trovarsi di fronte a una panacea scientifica, ma così non è. Come spiegava il ginecologo Filippo Maria Boscia in un’intervista a Pro Vita & Famiglia, «occorre che si sappia che i gameti conservati in azoto liquido certamente non conservano tutta la loro energia e molti campioni prelevati si rivelano inadatti ad essere utilizzati a causa di una significativa perdita della loro intrinseca funzionalità». Ma anche quando si dovesse ipoteticamente arrivare a una preservazione totale della qualità degli ovociti, rimarrebbe il problema pratico dei tempi biologici comunque meno favorevoli con il passare dell’età; e rimarrebbe, prima ancora, il problema etico. A proposito infatti del «progresso scientifico e tecnologico» di cui parla l’Odg della Lega, bisogna ricordare che non tutto ciò che è tecnicamente possibile è moralmente lecito. E qui sta il vulnus fondamentale del social freezing, che implica la dissociazione dell’atto sessuale dall’atto procreativo e fa perdere di vista il fatto che il figlio è un dono, dunque frutto, nel disegno di Dio, dell’amore degli sposi.

Se si vuole davvero sostenere la natalità, possono servire sì misure economiche in aiuto di chi ha un reddito più basso. Ma l’esperienza delle nostre società occidentali mostra che i soldi, da soli, non bastano per aprirsi alla vita e sopperire alla mancanza di quella che una volta era una diffusa fiducia nella Provvidenza. Serve innanzitutto un cambiamento culturale e inevitabilmente normativo (si pensi ai danni causati dalle varie leggi su divorzio, aborto, fecondazione artificiale e unioni civili), che restituisca tutta la bellezza del matrimonio secondo legge morale naturale e dell’apertura alla vita che ne consegue.



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