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L'inchiesta di Panorama: "Casarini finanziato dai vescovi"

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Oltre 2 milioni di euro: sarebbe il concreto sostegno dei vescovi alle missioni di recupero dei migranti condotte dalla Ong del leader no global nonché membro del Sinodo. Che respinge le accuse e parla di attacco «alla Chiesa di Papa Francesco» 

Ecclesia 01_12_2023
La Presse (AP Photo/Domenico Stinellis)

Oltre 2 milioni di euro: stando a un’inchiesta di Giacomo Amadori sul numero di Panorama in edicola sarebbe il concreto sostegno dei vescovi alle missioni di recupero dei migranti condotte da Mediterranea Saving Humans, la Ong di Luca Casarini, già leader no-global e più recentemente anche membro di nomina pontificia al Sinodo. Ieri anche La Verità è tornato sul caso, in un articolo a firma di Amadori e di Fabio Amendolara.

Mediterranea annuncia azioni legali nei confronti delle due testate accusandole a sua volta di «un'operazione volgare e vergognosa, con uso diffamatorio e offensivo di menzogne» avvalendosi di «apparati nel nostro paese che hanno accesso a intercettazioni di conversazioni e mail personali i cui contenuti sono tutelati dal segreto d'indagine, se parte di inchieste della magistratura» (in questo caso della Procura di Ragusa). Il pur ampio comunicato smentisce denunciando un «attacco a chi sostiene il soccorso civile, in questo caso alla Chiesa di Papa Francesco», ma non entra nel merito delle singole questioni sollevate da Panorama con tanto di dati, date e cifre.

Al centro della collaborazione ci sarebbe la Ong di Casarini, Mediterranea Saving Humans, e le attività di recupero dei migranti a bordo della nave Mare Jonio della Idra Social Shipping, compagnia di navigazione triestina di cui Casarini è socio insieme a Giuseppe Caccia (ex assessore dei Verdi) e al docente Sandro Mezzadra. Ex parte Ecclesiae ci sarebbero i vescovi più vicini all’agenda dell’attuale Pontefice, a partire dal cardinal Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei. Poi l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che sarebbe il principale “facilitatore” (per usare un termine sinodale) della sua conversione databile al 2019, e ancora mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena, città da cui proviene il cappellano della Ong, don Mattia Ferrari, per citarne solo alcuni.

Il sostegno dell’episcopato sarebbe molto concreto secondo l’inchiesta pubblicata su Panorama da Giacomo Amadori: «A quanto risulta a Panorama, Mediterranea e le attività di recupero di migranti della Mare Jonio vengono finanziate da numerose diocesi italiane», scrive Amadori, cui «risulta che il 26 aprile 2023, proprio la presidenza della Conferenza episcopale, destinataria dell’8 per mille, abbia approvato un finanziamento di 780mila euro delle arcidiocesi di Napoli e Palermo e delle diocesi di Brescia, Pesaro e Ancona». Amadori specifica, altresì, che «in un dossier interno di Mediterranea (...) viene esaltato il ruolo centrale di Zuppi e Lorefice. Probabilmente l’imprimatur è arrivato direttamente da Jorge Mario Bergoglio». Al sostegno dei presuli nostrani si aggiungerebbero pure «25 mila [euro] direttamente dal cardinal Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo e presidente della commissione delle conferenze episcopali dell’Unione europea» (fino al marzo scorso), nonché relatore generale del Sinodo sulla sinodalità.

«In tutto, più di 2 milioni di euro», che Panorama divide per i 422 migranti delle «uniche quattro missioni condotte con la Mare Jonio tra il 2022 (gennaio, aprile e giugno) e il 2023 (nell’ottobre scorso)», fruttando per ogni naufrago 4900 euro. L’organizzazione di un progetto simile passa per gli scambi tra Casarini e mons. Castellucci: basta «una lacrima» o «una goccia nel mare» (così Castellucci definisce «la prima somma di 10 mila euro» inviata il 5 agosto 2020), purché arrivi con regolarità e da un certo numero di parrocchie, magari una volta al mese, come suggerisce lo stesso leader di Mediterranea. Cifre che permettono non solo il soccorso ai migranti, ma che stando a una intercettazione citata da Panorama, avrebbero permesso allo stesso Casarini di «pagare l’affitto di casa e la separazione».

Al di là degli eventuali finanziamenti, l’“amicizia” tra i vescovi e Mediterranea sarebbe così forte da lasciar trapelare un certo trionfalismo nei commenti di Casarini e soci riportati ieri da La Verità: «Tu pensi che abbbiamo arruolato noi loro, o il contrario fratello mio?», chiede Casarini a don Mattia. E in un’altra conversazione Caccia a un certo punto avrebbe sbottato: «Posso dire che i nostri amici vescovi bergogliani sono un po’ dei coglioni a decidere di non gestirsi pubblicamente alla grande il rapporto con noi?». Persino don Mattia, con tutta la stima per Zuppi, avrebbe perso le staffe: «Per quanto sia un grande, a me con ‘ste lentezze ha un po’ rotto i coglioni». Ma resta quello che La Verità definisce «l’asso nella manica»: «facciamo parlare Lorefice con il Papa».

Di sicuro Casarini può vantare un rapporto particolarmente affettuoso con il Pontefice risalente almeno a quello scambio epistolare del 9-10 aprile 2020: «Caro Papa Francesco…», «Luca, caro fratello…», e non si capisce bene chi dei due sia rimasto più edificato dall’altro. Una testimonianza, quella del capomissione della Ong Mediterranea Saving Humans «che a me fa tanto bene», rispose il Pontefice che a Casarini & compagni dichiara di essere «a disposizione per dare una mano sempre. Contate su di me». Ma a un certo punto anche questa lettera non basta: «ormai ce la siamo venduta in ogni dove» e il «caro fratello» Luca avrebbe puntato a un «figliolo prediletto».

Comunque siano andate le cose, la nomina di Luca Casarini a “padre sinodale” è l’ultimo tassello del filo “rosso” (forse anche in senso politico) che lega l’ex no-global e i vertici della Chiesa o, meglio della «Chiesa-di-Papa-Francesco», come loro stessi affermano. Una sintonia certamente ideale e un po’ ideologica lega il Pontefice a quel “mondo” movimentista preferibilmente di sinistra che Francesco mostra di gradire più dei movimenti cattolici.
 



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