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Olimpiadi

LGBT contro il CIO

Il Comitato olimpico pare voglia escludere i transessuali dalle competizioni femminili. Sigle LGBT scendono in campo a difesa dei trans.

Gender Watch 18_03_2026

Come è noto Trump ha firmato un ordine esecutivo per tenere fuori gli uomini dalle competizioni femminili. Questo divieto varrà anche e soprattutto per le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Dopo l’ordine esecutivo di Trump il Comitato olimpico internazionale decise di allinearsi «per garantire un ambiente competitivo equo e sicuro, in linea con l’Ordine Esecutivo 14201». Al Cio intanto è arrivata Kirsty Coventry, la quale è sulla stessa frequenza d’onda di Trump.

Di fronte a questa difesa bipolare delle donne Sport & Rights Alliance (SRA), ILGA World, Humans of Sport e oltre 70 altre organizzazioni sono scese in campo con una dichiarazione congiunta per difendere gli uomini che si sentono donne.

In essa si può leggere: «Una politica di test di sesso e di divieto generalizzato rappresenterebbe una catastrofica erosione dei diritti e della sicurezza delle donne. Il controllo del genere e l’esclusione danneggiano tutte le donne e le ragazze e minano proprio quella dignità e quell’equità che il CIO sostiene di difendere. Le nostre preoccupazioni sono aggravate dal fatto che, allo stesso tempo, il CIO sembra voler ridurre gli investimenti su infrastrutture sportive sicure che forniscono a donne e ragazze una protezione efficace».

Una vera e propria mistificazione della realtà. Infatti è proprio vero l’opposto: il divieto agli atleti trans nasce per tutelare le donne, perché non debbano gareggiare con uomini più forti di loro. Non è molto difficile da capire.